Inaugurazione 6 giugno ore 18,30 – LE VIE DELLA PACE – mostra d’arte collettiva – dal 6 giugno al 2 luglio 2017

 

locandina

L’arte e la pace. L’arte è luogo di riflessione, un luogo dove gli artisti con le loro esperienze trovano un modo per esprimersi interpretando le cose in maniera diversa. Le loro realtà ci aiutano a pensare un mondo migliore

Espongono le loro opere:
Silvia Abbiezzi, Marcello Argiolas, Luciano Bocchioli, Nino Cassani
Carlo Cecaro, Luigi Cei, Liliana Ciotto, Mario Corrieri, Gioxe De Micheli,
Yuji Matsunaga, Antonio Miano, Bianca Orsi, Filippo Panseca,
Domenico Pellicano’ Andrea Polenghi, Maria Luisa Simone,
Fungshuen Lucy Su, Armando Tinnirello e Umberto Torromacco

Entrata libera

Orari di apertura
lunedì: chiuso
martedì: dalle 10.00 alle 13.00
mercoledì: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 20.00 alle 23.00
giovedì, venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.
Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Via Magolfa 32 Milano
Tel. 0283969921 info@lacasadelleartiste.it

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14-28 maggio ATTO D’AMORE Arte e fotografia di Giuliano Grittini

 

COMUNICATO STAMPA   

“ Atto d’Amore”

 dal 14 al 28  Maggio 2017

 

“Niente è più deleterio dell’immagine e niente è più resistente. Il fotografo consegnerà ai posteri una sua interiorizzazione, una realtà che spesso sfugge alla persona stessa. È questo il mistero della fotografia”. Scriveva così la poetessa Alda Merini in “Colpe d’immagini”, un libro edito da

Rizzoli nel 2007, con la collaborazione di Giuliano Grittini.

A distanza di otto anni dall’uscita di quel volume è proprio la fotografia al centro della mostra “Alda Merini, Arte e Fotografia”, che sarà inaugurata domenica 4 maggio 2017 alle ore 18.30 a Milano, presso Casa delle Arti via Magolfa 32.  La mostra durerà sino al 28 maggio del corrente anno. L’esposizione, con la collaborazione del Castello Pozzi, Artdata.ch, Cibartisti e con il supporto di  www.incisionearte.it  sarà dedicata proprio alla poetessa milanese e alla sua opera, tramite le fotografie scattate dallo stesso Grittini. Le immagini esposte sono riproposte   dopo il grande successo avuto in occasione della mostra “Merini e Marylin, Atto d’Amore” a Palazzo Reale di Milano, Palazzo di Ducale di Genova ecc” Le fotografie che saranno esposte a Milano sono già state richieste dall’estero per i prossimi mesi, segno dell’attrattività internazionale della mostra, dall’indiscutibile valore artistico e culturale. Giuliano Grittini è stato per vent’anni fotografo ufficiale della Merini oltre che amico personale, ritraendone anima e abitudini. La poetessa diceva di Grittini: “Il mio vecchio che mi ha celebrato come Venere e mi ha messo su tutti i giornali”. Come la scrittrice parlava di Grittini, in molti, prima e dopo la sua morte hanno raccontato qualche aneddoto su di lei, dal giornalista Vincenzo Mollica che racconta “Mi dettava le sue poesie ed io dovevo essere sempre pronto a venire piacevolmente travolto dalla sua ispirazione. La più grande responsabilità che sentivo è che non voleva mai che gliele rileggessi quelle poesie che nascevano come se respirasse. Non me lo ha mai chiesto. Evidentemente tutto si compiva quando il lampo poetico fuggiva dalla sua mente per pochi attimi, per poi ritornare”. Alda Merini, candidata al premio Nobel per la letteratura 2001, riscuote ancora oggi un grande successo tra i giovani, tant’è che i suoi aforismi sono tra i più condivisi sui social network di tendenza. Con il patrocinio di questa mostra e con il Comune di Milano si intende divulgare l’amore per la poesia, celebrando una delle più grandi figure della letteratura del nostro tempo e di cui il 21 marzo si celebra l’anniversario dalla nascita, proprio nello stesso giorno in cui l’Unesco celebra l’arte poetica.

 

BIOGRAFIE

 

Alda Merini (Milano 1931) ha rivelato giovanissima il suo talento poetico. Ha ricevuto premi importanti come il Librex-Guggenheim per la poesia (1993), il Premio Viareggio (1996) e quello della Presidenza del Consiglio dei ministri (1999). I suoi ultimi libri usciti presso Rizzoli sono Aforismi e magie (1999, ora anche in Bur), La volpe e il sipario, Poesie d’amore (2004), L’altra verità. Diario di una diversa (nuova edizione 2005) e La nera novella (2007). La poetessa-scrittrice, che ha raccontato nei suoi scritti il dolore degli esclusi, è scomparsa a Milano nel 2009.

 

Giuliano Grittini  \ Milano \ ha frequentato la scuola di disegno grafico a Milano e ha iniziato a lavorare presso gli studi di numerosi artisti. Collabora con alcune riviste d’arte e di poesia.  Ha tenuto diverse mostre personali e collettive e ha partecipato a numerose mostre d’arte sia nazionali che internazionali. Legato da sincera amicizia alla Merini, è l’autore di numerosi suoi ritratti nei quali – a detta di numerosi critici – egli riesce a cogliere, oltre il gesto e il volto, l’anima. Attualmente opera a Corbetta (MI) ove ha una stamperia d’arte per le proprie opere e quella per la realizzazione di opere grafiche e libri d’artista dei maggiori artisti mondiali.

 

Dott.ssa  Lora Grittini

 

 

 

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1° aprile ore 18.30 inaugurazione – I MURI PARLANO D’AMORE – mostra fotografica

 

Presenta l’esposizione il poeta Stefano Raimondi con  I luoghi per dirci. Quando le parole diventano evidenti. Mostra ideata a Gradara capitale dell’Amore da Laura Gallotta     dal 1° al 15 Aprile 2017

Organizzata dall’ Associazione Culturale “ Il Boncio”. In mostra 194 foto dei 59 partecipanti dell’omonimo concorso nazionale.
L’esposizione documenta il bisogno di comunicare l’amore;
la necessità di sensibilizzare lo sguardo, sollecitando l’attenzione
e renderci ‘socialmente’ consapevoli nei luoghi del quotidiano.
La macchina fotografica è uno strumento necessario per cogliere momenti poetici.
” La poesia si trova dappertutto, ma solo pochi la vedono” Léon-Paul Fargue
Fotografare è come leggere un verso poetico; è creare un’opera di Caviardage.
Le parole ci appartengono e in esse risiede la loro anima poetica.
Durante la mostra voci registrate reciteranno i messaggi fotografati
e accompagneranno il pubblico nel percorso espositivo.
Saranno visibili anche le poesie inviate per l’occasione dai poeti di strada,
appartenenti al M.E.P. – Movimento di Emancipazione Poetica –

dal 1° al 15 Aprile 2017
Orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23
Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Via Magolfa 32 Milano
Tel. 0283969921 info@lacasadelleartiste.it

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1° aprile ore 18.30 inaugurazione della mostra fotografica “I MURI PARLANO D’AMORE“

Presenta l’esposizione il poeta Stefano Raimondi con
I luoghi per dirci. Quando le parole diventano evidenti.

Mostra ideata a Gradara capitale dell’Amore da Laura Gallotta
Organizzata dall’ Associazione Culturale “ Il Boncio”.

In mostra 194 foto dei 59 partecipanti dell’omonimo concorso nazionale.
L’esposizione documenta il bisogno di comunicare l’amore;
la necessità di sensibilizzare lo sguardo, sollecitando l’attenzione
e renderci ‘socialmente’ consapevoli nei luoghi del quotidiano.
La macchina fotografica è uno strumento necessario per cogliere momenti poetici.
” La poesia si trova dappertutto, ma solo pochi la vedono” Léon-Paul Fargue
Fotografare è come leggere un verso poetico; è creare un’opera di Caviardage.
Le parole ci appartengono e in esse risiede la loro anima poetica.
Durante la mostra voci registrate reciteranno i messaggi fotografati
e accompagneranno il pubblico nel percorso espositivo.
Saranno visibili anche le poesie inviate per l’occasione dai poeti di strada,
appartenenti al M.E.P. – Movimento di Emancipazione Poetica –

dal 1° al 15 Aprile 2017
Orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23
Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Via Magolfa 32 Milano
Tel. 0283969921 info@lacasadelleartiste.it

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La mostra personale di BIANCA BASSI continua fino al 1° marzo

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Bianca Bassi – artista del vetro

mostra personale dal 20 febbraio fino al 1°marzo 2017

Casa delle Arti – Spazio Alda Merini

Via Magolfa 32 Milano
orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20 /
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23

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5 marzo ore 18 inaugurazione “RICORDO DI PIER PAOLO PASOLINI”

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mostra collettiva a cura del prof. Renato Galbusera
Associazione le Belle Arti – PROGETTO ARTEPASSANTE
dal 5 al 13 marzo 2017
espongono gli artisti:
Paolo Baratella,Mino Ceretti,Domenico D¹Aria, Fernando De Filippi,
Gioxe De Micheli, Pino Di Gennaro, Marina Falco, Luciano Gatti,
Antonio Gennari, Maria Jannelli, Marcello Leone, Antonio Miano, Teresa
Maresca, Umberto Mariani, Barbara Nahmad, Ayako Nakamiya, Stefano
Pizzi, Gianfranco Romagnoli, Tetsuro Shimizu, Sironi, Claudio Zanini

Ricordo di Pier Paolo Pasolini
“Per amare la cultura occorre una forte vitalità. Perché la cultura, in senso specifico o, meglio classista, è un possesso: e niente necessita di una più accanita e matta energia che il desiderio di possesso”
Pier Paolo Pasolini.
Artepassante con questa affermazione di Pier Paolo, incarna quella “accanita e matta energia” che Pasolini richiama.
L’occasione dell’anniversario della tragica morte dello scrittore, dà la possibilità di arricchire il cammino di Artepassante.
Artepassante è un progetto ambizioso, studiato da un gruppo di realtà culturali artistiche e formative della città di Milano. Le persone coinvolte accettano questa sfida coscienti dell’importanza di portare la cultura, nelle sue forme diverse, ad un pubblico nuovo, che non frequenta abitualmente luoghi “istituzionali” preposti alla fruizione della cultura e per realizzare questo progetto, è indispensabile avere una “accanita e matta energia”.
La mostra curata dal Prof. Renato Galbusera, è dedicata alla figura di Pier Paolo Pasolini: poeta, scrittore, saggista e regista. Figura scomoda e “diversa” all’interno della cultura del nostro paese.
La mostra rivisita la vita di Pasolini in tutta la sua complessità: l’impegno politico, il cinema, la poesia, il linguaggio, i suoi luoghi e anche la sua tragica morte.
Amare la cultura e contribuire alla sua diffusione significa conoscere anche figure intellettuali, che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese, in questo caso durante la seconda metà del novecento.
Conoscenza dell’opera di Pier Paolo Pasolini per un arricchimento della mente e del nostro cuore.
Associazione le Belle Arti – PROGETTO ARTEPASSANTE

orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23
Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Via Magolfa 32 Milano
Tel. 0283969921 info@lacasadelleartiste.it

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Mostra Personale di BIANCA BASSI – Inaugurazione lunedì 20 febbraio ore 18,30 – dal 20 febbraio fino al 1°marzo 2017

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Bianca Bassi artista del vetro

Dopo la maturità artistica, inizia come grafica pubblicitaria dal 1975 al 1988 dedicandosi alla pittura con chine e acquarelli.
Segue un corso con tecnica naïf ed inizia in una bottega applicandosi alle vetrate artistiche legate a piombo e restauro. Si specializza nel disegno e nella pittura su vetro a fuoco, con smalti e grisaglie, secondo le antiche tradizioni.
Nel 1995 apre un atelier nel cuore della Vecchia Milano in via Alessi 13.
Realizza diverse vetrate: per la residenza privata di Versace, per la Chiesa
di Cassina Amata in Paderno Dugnano (MI) , per abitazioni private e studi professionali.
Nel 2003 collabora con l’architetto lussemburghese Bert Theis, alla vetrata The True Artist Never Tells The Truth, esposta al Museo di Arte Moderna in Lussemburgo
Nel 2005 esegue un accurato restauro delle vetrate della Basilica di San Vincenzo in Prato a Milano.
Realizza nel 2015 in collaborazione con l’architetto Abele Lalli una vetrata per un’ abitazione privata in un immobile di epoca Liberty sottoposto a vincolo architettonico, come setto luminoso e di colore tra due ambienti.
Le opere attuali sono vetrate artistiche e oggetti di arredamento e design.
La sua costante ricerca artistica la porta ad usare la tecnica tradizionale della pittura su vetro e la legatura a piombo, con la più moderna tecnica della vetrofusione, trovando un’ originale interpretazione personale per rappresentare “questo meraviglioso mondo di luce e colori”.

Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Via Magolfa 32 Milano
orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20 /
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23

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Mostra Personale di LUISELLA DEIANA PATETTA – Inaugurazione lunedì 30 gennaio ore 18,30

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dal 30 gennaio al 15 febbraio 2017

Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Via Magolfa 32 Milano

orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20 /
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23

Luisella Deiana Patetta, nata ad Alghero, vive e lavora a Milano.
Ha studiato alle Accademie di Belle Arti con Franco Gentilini, Domenico Cantatore e Marino Marini.Ha partecipato a numerose Mostre collettive e tenuto Mostre personali in Italia e all’Estero. Dopo una fase metafisica tra figura e natura, la sua pittura si é orientata e ha svolto un processo figurativo nel senso di continuità e di sviluppo interiore di soggetti, suggestioni ed emozioni. Hanno scritto di lei: Mario De Micheli, Flavio Caroli, Raffaele De Grada, Angelo Mistrangelo, Giorgio Seveso, Gianni Prè e Chiara Vanzetto nell’attuale esposizione nella Casa delle Arti – Spazio Alda Merini a   Milano.
MOSTRE PERSONALI
Comune di Milano (1965), Galleria dell’Agrifoglio (1968), Ente del Turismo, Al- ghero (1969), Galleria Screiber a Brescia (1976), Galleria Ciovasso, Milano (1976), Galleria Selearte, Padova (1977), Biblioteca Comunale, Cesano Boscone (1977), Galleria La Firma, Riva del Garda, (1978), Galleria La Bacheca, Cagliari (1983), Galleria Ciovasso, Milano (1984), Galleria Duomo, Spoleto (1985), Galleria Gri- goletti, Pordenone (1987), Galleria Arte Europa, Bergamo (1988), Staats und Uni- versitats Bibliotek, Amburgo (1988), Centro Culturale Italiano di Zagabria (1988), Galleria La Cittadella, Torino (1989), Galleria San Paolo, Bologna (1990), Gal- leria Ipogea, Torino (1993), Museo di Milano (1993), Famiglia Artistica Milane- se (1995), Villa Simoneschi, Chianciano (1996), IULM, Milano (1998), Centro Cul- turale S. Protaso, Milano (1999), Il Labirinto, Alghero (2001), Palazzo dei Con- vegni, Jesi (2002), Centro dell’Incisione, Milano (2013), Cortina Arte, Milano (2015), Casa Alda Merini, Milano (2017).

Ha illustrato la Tecnica del Disegno a China alla Biblioteca d’Arte del Castello di Milano e ha curato con Silvio Zanella la Mostra d’Arte Sacra a Busto Arsizio. Ha partecipato a numerose Mostre collettive in Italia e all’estero, tra le quali: Roma, Palazzo delle Esposizioni, Como Villa Olmo, Milano Palazzo Reale, Premio Na- zionale di Pittura, Milano, Salon des Nations, Parigi, Arte Sacra, Desio, Ponte del- le Gabelle, Milano, ISAL, Milano, Premio Sulmona, Galleria Ciovasso, Milano, Arte Sacra, Parma, Palazzo Comunale, Todi, La Fenice, Sassari, La Permanente, Mila- no, Premi Santhià (1990-2010), Spazio Hajech, Comune di Alghero, Museo di Cam- pione d’Italia, Galleria Nuovo Aleph, Milano, Spazio Guicciardini, Milano, Bien- nale dell’Incisione, Campobasso, Politecnico di Milano, Premio Sulmona, Centro dell’Incisione, Milano (dal 2012 al 2017), La Fornace, Milano, Spazio BPL Arte, Lodi, Casa Merini, Milano.

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Mostra Personale di LUIGI CEI – GIORGIO SEVESO ha presentato la monografia dell’artista

Mostra Personale di LUIGI CEI.
GIORGIO SEVESO, critico d’arte e giornalista, ha presentato la monografia dell’artista.
Malgrado io sia un critico di ambito prevalentemente “figurativo”, apprezzo comunque ogni forma di gesto creativo in senso generale, purché sia intenso e rigoroso. Mi interessa sempre, cioè, un rapporto autentico tra l’immaginario dell’artista e i mezzi con cui questo immaginario si esprime, il linguaggio, la forma e addirittura i materiali. Quando ho sfogliato la monografia di Cei, ho colto subito questo senso di nitore e di rigore esemplari, e mi è venuta in mente la vicenda del MADI internazionale. Cos’è Il MADI? Nel 1946/47 in Argentina un gruppo di artisti, ispirandosi al materialismo dialettico, da qui il nome del movimento, hanno tradotto il loro impegno politico ideale in forme estetiche e quindi hanno scelto un linguaggio, soprattutto di pittura ma anche di scultura, astratto-geometrico come scelta d’impianto espressivo, in modo da evitare il mero racconto, la sola cronaca delle cose, e di immettere invece dentro l’immagine i termini stessi di questo rigore, così come loro lo ricercavano nella storia e nella vita tramite il materialismo dialettico. Una immagine ovviamente non iconica, immagine non didascalica, priva dunque di un rapporto naturalistico con la realtà delle cose. La pittura di Cei mi ha appunto fatto tornare in mente il rigore di quel movimento, che tra l’altro non si è fermato all’America Latina ma è diventato anche europeo e si è manifestato anche da noi. Ricordo a Milano, per esempio, l’attività negli anni settanta e ottanta della Galleria ArteStruktura di Anna Canali, con il pittore Rino Sernaglia e altri.

Perché c’è rigore in queste immagini? Intanto perché sono pensate all’interno di una dinamica che non ha onde emotive, che non si lascia condurre passivamente dall’emozione, ma si affida invece alla razionalità di un impianto che, pur contenendo anche emozionalità, riesce a dominarla, non ne fa il termine più importante; la razionalità sta dietro, sta in secondo piano rispetto al lavorìo che c’è nell’immaginare queste superfici costituite da variazioni minime, dove la forma viene ripetuta, reiterata quasi a ribadire la sua presenza con differenze minimali di tono, di spessore, di densità rispetto alla superficie del quadro. Quindi il rapporto ottico con l’immagine è un rapporto interrogante, come è tipico spesso dell’arte astratto-geometrica. L’artista più che dare delle risposte apre il senso di una domanda, apre il senso di una richiesta, perché richiede attenzione per far entrare lo spettatore, se è possibile, in un meccanismo di riflessione circa i meccanismi delle sue percezioni e della conformazione dei suoi segni. Di modo che queste superfici, anche quando diventano colore, quando si fanno evidenza cromatica, sono giocate su un tono di riflessione, un tono soft… Non sono “affermative” come, per esempio, lo sarebbero superfici di colori squillanti e dominanti, che in qualche modo si imporrebbero prepotentemente all’attenzione del riguardante. Questa scelta cromatica “bassa” di Cei, invece, è una scelta che favorisce un clima interrogante, favorisce il coinvolgimento curioso e razionale dello spettatore, o almeno tende a indurlo.

Nessuna opera riassume in sé l’interezza delle idee di un artista, ma è nell’articolarsi delle varie opere che si manifesta l’impianto generale delle sue intenzionalità, cioè della poetica di un pittore o di uno scultore. In queste opere, appunto, è espressa la chiara intenzione di evocare le condizioni sentimentali e razionali in cui viviamo attraverso un discorso sulla geometria, sul rigore, sul nitore delle forme, laddove si alternano forme più geometriche a quelle più sinuose e dove si vengono a inserire – questo forse di più nella grafica che nella pittura – elementi di una sorta di cifrario, segni che alludono a una possibile scrittura, a una possibile comunicazione codificata, quindi a un linguaggio che diviene elemento plastico, diventa elemento che turba in qualche modo il rigore della composizione, lo mette in discussione, lo rende dialettico. Per ritornare appunto al MADI (materialismo dialettico), la presenza di questi segni, di questi geroglifici, pone in situazione dialettica il rigore delle forme geometriche accostate alla presenza più febbrile, più fervida, rappresentata da questo richiamo alla scrittura.

Dicevo dunque del rigore. Cei non è certamente un pittore che badi in qualche maniera alle “mode” o alle tendenze oggi più conclamate o di successo. Non mi pare la sua una pittura che cerchi il successo commerciale, il facile consenso da parte del pubblico. Non blandisce, non cerca effetti piacevoli, e ciò conferma il rigore e la tensione di una ricerca che è tutta concentrata su se stessa e non sugli effetti seduttivi, non sul mercato, non sulle tendenze vincenti dell’ambiente artistico in cui stiamo vivendo. Dunque la sua attenzione e tensione sono assolutamente capaci di riportare un po’ di speranza proprio nella pittura, anche in quella non figurativa che è quella apparentemente più ostica, più difficile nel rapporto comunicativo con il pubblico poiché non si pone – dicevo – come risposta lirica ai problemi, ma come domanda per tutti noi, come richiesta di attenzione verso la vita, verso le cose. Ogni volta che un artista riesce a solleticare la nostra curiosità, non per dire ciò che quel tal quadro“significa” ma riuscendo a coinvolgerci nei meccanismi stessi della sua immaginazione, ecco, ogni volta che questo accade, ciò rafforza il ruolo della pittura dentro l’immaginario di oggi, dentro il nostro immaginario collettivo. Voi sapete che viviamo in un mondo in cui la comunicazione è la più abbondante e numerosa di quanto mai sia stata nella storia dell’uomo, e tanto più è copiosa questa comunicazione tanto più è bassa la sua qualità umana. Che ci arrivi dalla televisione, dal cinema, dalla musica o dalla letteratura di consumo, si tratta infatti di una sorta di immaginario in pillole privo di profondità e di vere sostanze razionali e umane, una sorta di “placebo” culturale che ci viene elargito dalla grande industria culturale e che ci rende sempre più poveri, sempre meno consapevoli rispetto a una lettura emozionale più complessa della realtà e dei suoi meccanismi. I pittori e gli scultori quando sono seri, non quando cercano solo il consenso o soltanto di piacere per vendere o per apparire, sono tra quelli che ci aiutano – così come lo fanno i poeti, gli scrittori, come lo fanno certi musicisti – a capire i veri meccanismi sentimentali, emozionali del tempo in cui viviamo. Ci suggeriscono strumenti ulteriori rispetto a quelli che abbiamo dentro di noi per capire come funziona davvero questo nostro mondo e come si manifestano le sue contraddizioni, i suoi problemi, le sue possibili speranze e utopie. E di questo possiamo ringraziare anche Cei e la sua pittura.
Giorgio Seveso

Luigi Cei è nato a Mede Lomellina (Pavia)

Di formazione autodidatta, ha maturato inizialmente il suo percorso artistico nell’ambito del linguaggio informale e dell’ astrattismo materico, prima di approdare negli anni più recenti all’ attuale ricerca nel campo della figurazione, che ha avuto compiuta manifestazione con la serie dei “Paesaggi fantastici”.
Anche grazie a questo ciclo, si sono susseguite in questi primi anni del ventesimo secolo le occasioni per esporre, attraverso mostre personali e collettive, all’ estero ed in Italia.
Ricordiamo, tra le più recenti, le esposizioni presso la galleria Il Capricorno di Vigevano (2003),alla galleria City di Lignano Sabbiadoro (2003), presso la libreria Cardano di Pavia (2004), le due partecipazioni (2003 e 2004) alla collettiva “La Marguttiana” di Forte dei Marmi; la collettiva presso “La bottega dell’arte” di Cusano Milanino (2005), la collettiva presso la “Biblioteca comunale di MIlano” (2005), la personale presso la “Camera di Commercio di Chieti” (2006) e l’esposizione presso la sala consigliare del comune di Cava Manara in occasione della manifestazione “Cav’arte” (2007).
L’ artista attualmente risiede ed opera a Torre d’ Isola (Pavia) in Via Mameli, 5

Nei locali de La Casa delle Arti – Spazio Alda Merini in via Magolfa 32 a Milano, l’esposizione è visitabile dal 9 – al 25 gennaio 2017

orario e giorni d’apertura:
giovedì – venerdì – sabato e domenica 17-20 /
martedì – mercoledì 10-13 / lunedì 20 – 23

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