21 2 18 L’autismo non è una malattia!

In occasione della GIORNATA MONDIALE DELLA SINDROME DI ASPERGER

Mercoledì 21 febbraio 2018 – ore 18.30

 

L’AUTISMO NON È UNA MALATTIA

Presentazione del libro «Miaooo! La mia vita a quattro… ops… due zampe – Autobiografia di una ragazza autistica ad alto funzionamento» di Cristina Balzaretti e Thi Dung Giada Barzaghi (ed La Vita Felice, 2015)

Non esiste al momento attuale una pubblicazione di questo genere.
È un libro unico perché è la prima volta che una ragazzina di tredici anni, autistica ad alto funzionamento, scrive una autobiografia, dedicata soprattutto ai bambini e ai ragazzi per conoscere meglio questo particolare modo di percepire, essere e stare nella realtà e nel mondo.

Saranno presenti le autrici:

Cristina Balzaretti, insegnante e pedagogista ANPE, esperta in pedagogia dell’inclusione e delle marginalità;

Thi Dung Giada Barzaghi;

Cristina De Faveri, mamma di Giada;

Simona Ravera, psicologa e psicoterapeuta, esperta di autismo.

 

Il 18 Febbraio ricorre l’anniversario della nascita di Hans Asperger, medico austriaco che per primo osservò delle caratteristiche comuni in alcuni bambini. Oggi dopo 110 anni queste caratteristiche prendono il nome di Sindrome di Asperger e quei bambini, sono bambini o persone asperger. La Sindrome di Asperger è oggi inquadrata nei disturbi dello spettro autistico – “spettro” in quanto ha infinite sfumature e si manifesta in modi (o funzionamenti) molto differenti tra loro.

 

sadri

15 2 18 «La Corazza di Ettore» di Guido Lopardo

ore 18.30 presentazione del libro di poesie La corazza di Ettore di Guido Lopardo. Con la partecipazione di Hado Lyria; letture di Ottavio Tonti; accompagnamento musicale di Cosimo Lopardo.

“La Corazza di Ettore”
Poesie che parlano del tempo di un uomo. Concepite come finestre attraverso le quali guardare la vita oltre la patina di un percorso ormai concluso, hanno preso la foggia di vasi contenenti distillati delle vicende del proprio vissuto. La Corazza di Ettore è la metafora potente che coglie l’essere umano nell’attimo della consapevolezza, quello in cui con vigore si riappropria di se stesso: quell’io più autentico troppe volte dimenticato o rinnegato, corazza di cuoio che avvolge e non isola, protegge e trasuda. Le parole diventano viaggio e il viaggio si dipana in momenti focali: il confronto schietto con se stesso, il confronto senza filtri con l’amore e il confronto senza sconti con l’indifferenza corale.

sadri

26 1 18 «La crudeltà dei deboli – premessa di un lager» di Luca Artioli

 

In occasione della Giornata della Memoria, presentazione del libro di poesie di Luca Artioli

La crudeltà dei deboli – premessa di un lager

(ed. la Vita Felice, 2016)

Diana Battaggia in dialogo con l’autore

 

Nota dell’autore

Sono ormai passati più di settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e la storia sta lentamente accogliendo tra le sue braccia anche gli ultimi protagonisti di quel periodo, dove l’uomo ha saputo dimostrare quanto possa essere violento e abominevole contro se stesso. Quando non ci saranno più testimoni che potranno raccontare direttamente ciò che è avvenuto, inizierà a emergerne il mito e i fatti potranno essere manipolati non appena le loro voci saranno sufficientemente lontane.
La sacralizzazione, infatti, porta spesso con sé un inganno, quello di svuotare di senso l’evento per sostituirlo con un rituale, con un ricordo facilmente strumentalizzabile dalla politica, così come dai mass media.
Che fare allora, se ricordare non basta?
Quale approccio può ritenersi corretto qualora si voglia affrontare tematiche afferenti al nazismo come l’eugenetica e l’eutanasia, senza inciampare nella facile retorica?
La chiave interpretativa, a mio modo di vedere, sta nel sollecitare il lettore affinché possa compiere un’analisi interiore completa, partendo innanzitutto dal restituire alla valenza storiografica dei fatti il suo ruolo imprescindibile e, successivamente, accettare la verità che quella stessa storia ci appartiene.
Riconoscersi, dunque, non soltanto ricordare.
Riconoscere che tutti noi siamo accomunati da un’identità collettiva, dolente o nolente, che ha commesso ignobili efferatezze, sebbene non risultiamo esserne i diretti colpevoli.
È quindi questo l’intento con cui ho deciso di dare alle stampe il libro: consegnare al lettore uno strumento che abbia la velleità di scuoterne la coscienza, che possa invitarlo ad assumere una posizione responsabile, stimolandolo a promuovere una propria rielaborazione critica.
Mettere a nudo le contraddizioni che resero possibile quanto accaduto, infatti, potrebbe aiutarci a evitare che, un giorno non troppo lontano, questo avvenga nuovamente.
sadri

15 12 17 Luca Melzi – «I colori della poesia»

ore 18.30

Presentazione del libro «I colori della poesia – cammino tra poesia ed immagini» di Luca Melzi.

In dialogo con il giornalista Andrea Loddo, accompagnati dal soprano Kaory Saito e dalla pianista Maristella Mellera.

 

ingresso libero

sadri

6 12 17 Agnese Coppola con «Strisce pedonali»

ore 18.00

Presentazione del romanzo di Agnese Coppola «Strisce pedonali»; relatrice: Diana Battaggia

***

Strisce pedonali è la sovrapposizione di due storie diverse su un fondo cromatico comune. Da una parte c’è Alba, lo spessore lattiginoso del bianco. Ancora bambina promette di non deludere più nessuno e si costruisce intorno un’armatura che è prima di tutto una gabbia. Lentamente si spoglia dei veli che i condizionamenti familiari le hanno cucito addosso fino a emanciparsi e a diventare una donna nuova. Dall’altra c’è Viola, il vuoto del nero tra le strisce pedonali. Incompleta, vive il dolore di un lutto e del sentimento d’amore, volontariamente incastrata in un rapporto sterile da cui non può scappare. Un giorno, nella grigia Milano, le due si incontrano e la vita dell’una si sporca del colore dell’altra, preannunciandosi e annunciandosi, passo dopo passo. Agnese Coppola, con uno stile avvolgente e introspettivo, confida al lettore la storia di due donne in continua lotta con i mostri del passato, con se stesse e con il mondo. Il romanzo di un’emancipazione dal male.

Agnese Coppola è nata a Nola (Na) nel 1979. Dal 2006 insegna in provincia di Milano dove organizza eventi nei quali fonde impegno civile e arte come in Non uno di meno, Lampedusa, Il doppio e NaviglioInVersi. Ha pubblicato raccolte poetiche tra cui Nella terra di mezzo e Ho sciolto i capelli.

 

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3 12 17 Claudio Demurtas con «Chiaro di Venere»

ore 18.00

Presentazione del romanzo «Chiaro di Venere» di Claudio Demurtas; relatore Gianfranco Carpine.

Ingresso libero

 

Dall’atroce massacro nella piana delle Giare in Vietnam nel 1963, alla drammatica fine di Salvador Allende dieci anni più tardi a opera di Pinochet, si dipana il filo della storia di Federico, una matricola universitaria di nome e di fatto che, sullo sfondo del suo amore tormentato per Luisella, confessa tutte le sue défaillances sentimentali, politiche, sociali e religiose, ambientate in una Sardegna onirica, ma non per questo meno vera, che cela sotto nomi di fantasia paesaggi di Cagliari, Carbonia, Ilbono e della mitica Arbatax dalle rocce rosse.

E questa matricola, disarmante e disarmata, cui non basta il papiro per affrancarsi dai luoghi comuni miserelli frutto per lo più di pertinace mancanza d’informazioni e di letture – all’inizio dell’anabasi la sua visione del mondo e delle cose era quasi tutta contenuta nelle cronache di calcio del <<Corriere delle Sport>> – capace però di critica e di autocritica, riuscirà spandendo sudore e sofferenza a trovare se stesso, il mondo e gli altri e la vita e l’amore attraverso vicende velate, a volte, da semplice ironia, a volte da umorismo o sberleffo amaro tout court, o camuffato talora da angoscia esistenziale vera e propria e maschera tragica.

Note sull’autore:

Claudio Demurtas nasce nel 1942 a Mores in provincia di Sassari. I primi anni del dopoguerra li trascorre tra Ilbono presso i nonni paterni, Palermo dove vivono i nonni materni e Carbonia dove il padre si trasferisce per lavoro. Viene quindi a contatto con persone, lingua, ambienti diversi e talvolta incapaci di comunicare tra loro. Queste culture così lontane e portatrici di diversi valori sono fondamentali nella sua formazione e nella sua attività di scrittore. Infatti, la mancanza di un’identità legata a un territorio storicamente definito suscita in lui un’angoscia esistenziale che è la molla principale per la scrittura e nello stesso tempo gli permette di superare i limiti imposti dall’ambiente mettendo ali all’immaginario.

Trasferitosi a Cagliari, consegue la maturità classica e si iscrive alla facoltà di giurisprudenza più per tradizione di famiglia che per vera attitudine agli studi giuridici. Dopo la laurea, conseguita nel 1967, accetta l’incarico di assistente volontario del professore di Istituzioni di Diritto Romano che ha apprezzato la sua tesi, ma poi passa all’insegnamento nella scuola media, attirato com’è dalle problematiche giovanili che ha già avuto modo di conoscere durante gli studi universitari. Insegna quindi Diritto ed Economia Politica per più di 40 anni senza rimpianti e ripensamenti, avendo sempre come modello la scuola di Barbiana di don Milani. Inizia giovanissimo a scrivere poesie e testi per canzoni, e si avvicina al romanzo quasi per caso.

Quattro i romanzi che ha scritto: Chiaro di Venere, Via dei Misteri Gloriosi, pubblicato da Todariana di Milano e che ha vinto il premio letterario Città di Atella nel 1989 con un giuria presieduta da Domenico Rea (poi completamente rielaborato e diventato L’altra metà del cielo), La mariposa, pubblicato da Cocco di Cagliari, e Uno sconosciuto amore. Attualmente sta lavorando al quinto romanzo.

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