8 10 19 Inaugurazione della mostra “Artemisia per Alda Merini”

 

martedì 8 ottobre 2019 – ore 18.30

Inaugurazione della mostra

ARTEMISIA PER ALDA MERINI

Francesca Bruni, Rita Carelli Feri, Renata Ferrari, Pea Troll, Emanuela Volpe

 

Una mostra di opere pittoriche che interpreta il senso della poesia e del personaggio Alda Merini nello spazio che ospita l’evento e che ne ricostruisce la memoria.

Quando: Vernissage e cocktail il 8 ottobre 2019 alle ore 18,30

 

Dove: via MAGOLFA 32 Milano.

Orari della mostra :

lunedì chiuso

martedì dalle 10.00 alle 13.00 ( salvo inaugurazione)

mercoledì dalle 10.00 alle 22.00

giovedì dalle 13.00 alle 20.00

venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00

 

Chi è ARTEMISIA

 

Artemisia è un singularia tantum, un nome proprio che si usa solo al singolare anche quando, come in questo caso, racchiude e denota cinque pittrici: Francesca Bruni, Rita Carelli Feri, Renata Ferrari, Pea Trolli, Emanuela Volpe. Sono artiste legate dalla stessa postura morale, innanzitutto, che è quella della condivisione, degli spazi e delle idee, degli oneri e degli onori, e dalla stessa passione inossidabile per la figura: il corpo non svanisce mai dalla loro pittura materica e ricca di pigmento, o rarefatta e leggera quanto meticolosa, essenziale e precisa, sperimentale e innovativa.

Ai progetti -è ormai una preziosità da segnalare- dedicano pensiero, ben lungi dall’essere il contrario dell’azione: scartano e aggiungono del nuovo prima di contemplare la possibilità del riutilizzo di opere già realizzate. (Cristina Muccioli)

Un gruppo artistico immutato dal 1992 anno della prima del quasi centinaio di mostre realizzate fino ad oggi. Hanno scelto di lavorare nel mondo della pittura come professioniste, affiancando alla pittura il lavoro di insegnanti di discipline artistiche. I soggetti rappresentati sono spesso figure umane, a volte è il nudo.

E’ una scelta dettata dalla maggiore facilità a entrate in sintonia con un soggetto duttile e sempre nuovo, che può di volta in volta trasformarsi ed assumere sembianze molto diverse. La caratteristica peculiare del lavoro di Artemisia è il taglio progettuale, che spesso si concretizza in opere realizzate a dieci mani: da un’unica idea nascono 5 declinazioni, che mantengono le caratteristiche linguistiche personali.

Artemisia non espone in collettiva, ma è un’unica entità formata da cinque differenti personalità

 

Artemisia dedica questa esposizione alla figura di Alda Merini, donna e simbolo, incredibilmente ricca di spunti e suggestioni. Ciascuna componente del gruppo racconta la personale visione di questa poetessa declinandola con il proprio linguaggio espressivo.

 

 

Francesca Bruni, nata a Erba (CO) vive e lavora a Milano. Ha conseguito la maturità artistica e si è diplomata in pittura presso l’Accademia di belle arti a Milano. Nel 1997 entra a far parte del gruppo Artemisia. Svolge la sua attività di decorazione pittorica per privati, società e locali pubblici, insegna pittura ad olio e Trompe l’oeil.

 

Rita Carelli Feri nasce a S. Colombano al Lambro (MI). Compie studi tecnici a Lodi. Ha frequentato le serali di Brera ed un corso di affresco a Caprese Michelangelo (FI) con il prof. Saldarelli dell’Accademia di Firenze. Vive e lavora a S. Leonardo. Insegna presso un istituto artistico di Pavia.

 

Renata Ferrari nata a Milano vive a Milano e insegna discipline pittoriche presso il liceo artistico “Boccioni”. Ha conseguito la maturità artistica presso il liceo artistico Orsoline di S.Carlo. Si è diplomata all’Accademia di belle arti di Brera. E’ stata allieva inoltre di Pietro Diana, Angela Colombo, Zeno Birolli.

 

Pea Trolli è nata a Milano. Ha conseguito la maturità artistica presso il liceo artistico Orsoline di S. Carlo e la laurea in architettura nel  presso il Politecnico di Milano. Vive e lavora a Milano dove insegna ed. artistica presso la scuola media “E. Colorni”.

 

Emanuela Volpe nata a Milano vive a Trezzano sul Naviglio e insegna discipline pittoriche presso il liceo artistico Boccioni di Milano. Dopo la maturità artistica Si è diplomata all’Accademia di belle arti di Brera. E’ stata allieva di Luigi Veronesi, Pietro Diana, Angela Colombo, Raffaele Degrada, Beppe Devalle, Domenico Purificato, Roberto Sanesi, Dino Lanaro.

 

Dettagli e info: Renata Ferrari 349.7527048 – Emanuela Volpe 338.6002540  – info@artemisia5.it

 

Siti web: www.artemisia5.it   –  www.emanuelavolpe.it  –  www.francescabruni.it – www.ritacarelliferi.it

Facebook  e Instagram : @artemisia5pittrici

 

 

 

sadri

24 9 19 Inaugurazione mostra internazionale “About Cracovia. Post Scriptum”

24 settembre 2019 – ore 18.30 VERNISSAGE

Approda al nostro museo dopo le  tappe precedenti in Polonia, la mostra internazionale interdisciplinare di arte contemporanea

About Cracovia. Post Scriptum

della galleria LABIRYNT n°2 di Leszek  Zebrowski  di Cracovia,

con il patrocinio e partecipazione di Adrianna Siennicka, Console Generale della Repubblica di Polonia in Milano e di Marta Zagòrowska, responsabile eventi

Artisti: Artur Bartkiewicz (PL,) Chéni(F), Daniela Gilardoni (I), Ulrika Hembjer(S),Mieczylaw Malawski (UA), Jacek Pasieczny (PL), Ina Puchala (CDN), Pawel Rubaszswski  (PL,) Mira Satryan(PL,USA),  Adel Seyoun (IRQ,SLO), Violet Skipp (USA), Swietlana Tkaczuk (UA), Lona Verlich (SLO), Dermot John McConaghy Wilson (CDN),Sheila Skipp Zinkerman (USA), Teresa Zebrowska (PL), Leszek Zebrowski (PL), Erika Capobianco (I), Nikolina Dżanowska (BG) i Borys Żelew (BG)

Interventi di Sergio Meazzi – Ass.re Cultura del Municipio 6 Milano e di Francesco Demuro – Presidente della Commissione Cultura M6

A cura di Daniela Gilardoni.

Esposizione aperta fino al 6.10.19

Ingresso libero.

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10 9 19 Trame di vita in una collettiva a due piani – inaugurazione mostra

10 settembre 2019 – ore 18.30

Inaugurazione della mostra

Trame di vita in una collettiva a due piani

espongono: Loredana Caretti, Rosachiara Carletto, Germano Casone, Amos Loffreda, Marina Pozzi, Patrizia Silingardi.

Un edificio abitato da più persone, come una casa in cui si condividono le proprie storie di vita… che si specchiano, mostrandosi e raccontandosi attraverso le opere d’arte in mostra.

Termine esposizione: 22.9.19.

Ingresso libero.

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Trame di vita in una collettiva a due piani

 

Dal 10 al 22 settembre all’interno della Casa delle Artiste avrà luogo l’esposizione “Trame di vita in una collettiva a due piani”, a cura di Valentina Cavera, durante la quale Rosachiara Carletto, Germano Casone, Patrizia Silingardi, Marina Pozzi, Loredana Caretti, Amos Loffreda proporranno il loro lavoro.

Proprio come se realmente ognuno di questi artisti vi abitasse dentro, si svilupperà una relazione degli uni con gli altri, mentre le loro opere racconteranno le loro storie espresse attraverso l’arte pittorica o scultorea nel caso di Germano Casone.

 

Germano Casone [Villa Biscossi (PV), ‘47] attraverso le sue sculture di creta è come se desse voce ai bambini di tutto il mondo, partendo innanzi tutto dal bambino dentro di sé. Di cosa hanno bisogno i bambini d’oggi per crescere e diventare adulti in modo corretto? Come è fatto il loro presente? E un ipotetico paese dei bambini potrebbe esistere? I suoi bambini sono immersi nel sapere, cavalcano la fantasia su uno spicchio di luna, si affacciano dalle finestre di un borgo dove vige la semplicità.

A lavoro concluso, Casone si sofferma molto sulla ricerca del titolo più appropriato, poiché in esso si svela il legame con la realtà, ovvero il concetto che cerca di esprimere nell’atto creativo, la sua filosofia di vita che traspare dalle sue opere scultoree. Lavora molto sulla natura dei bambini, sui loro passi verso il futuro. «Il futuro è loro. Gliel’abbiamo rovinato molto però noi grandi, anche se gli abbiamo dato una vita agiata – racconta Casone – è il sistema che va ricostruito per poter gioire di questa vita. L’istruzione, la cultura sono necessari. Oggi possediamo i computer ma pur essendo un grande salto evolutivo, ci si è allontanati dalla lettura. In primis i più giovani.» ”Un bimbo che legge sarà un adulto che pensa” è un lavoro che vede protagonista un bambino intento nella lettura, in cima a dei libri impilati gli uni sugli altri, mentre un adulto lo osserva con sguardo pensoso. In “La cultura va sostenuta con forza” si legge la precarietà d’essa, in quel gesto disperato di un uomo dinanzi ad una torre di testi sovrapposti che rischia di cadere, mentre alla sua sommità un bambino è preso dal suo libro. “Compagni di scuola” vede alcuni studenti sfogliare un medesimo gigantesco libro, un inno all’istruzione.

 

Il fascino derivato di Amos Loffreda

 

Le immagini femminili di Amos Loffreda (Chioggia,’62) sono una ricerca pittorica che mira alla rappresentazione della personalità del soggetto. Nel corso della sua carriera ha sperimentato la riproduzione di nature morte, ha interpretato la realtà in forma di astrazione ma la sua ricerca poi si è soffermata sul ritratto. D’altra parte Amos nasce come fotografo, quindi ha sempre lavorato con l’immagine. Successivamente, il passaggio alla pittura è stato determinato da alcune produzioni che coinvolgevano la pittura su elementi fotografici, finché l’elaborazione dei soli colori sulla tela è diventato una realtà costante.

Il pavoneggiare delle sue donne, attraverso le chiome o gli abiti multicolori, emana tutto il fascino femminile. Non è un imitare la bellezza ma i soggetti che spesso cerca su internet sono persone che gli provocano un’emozione, da cui estrapolare l’essenza che le contraddistingue. Gli studi portati avanti a Venezia e gli approfondimenti sul disegno dal vero dinanzi alle modelle hanno influenzato la sua creatività e si sono concretizzati nei disegni che propone nel contemporaneo. Il gioco di colori che si condensa in piccoli interventi riprodotti ripetutamente attorno ai volti delle donne sono il suo modo di divagare nei percorsi dell’arte, per rendere le sue opere esclusive. «Ho approfondito il discorso sul mosaico e l’ho voluto riportare sui quadri attraverso parti di carte colorate selezionate e recuperate in una stamperia a Bassano. Successivamente aggiunta una resina particolare, abbino questa tecnica al disegno vero e proprio realizzato con olio su tela.» In un suo dipinto spicca una donna con in mano un piccolo volatile, esso s’intitola “Zeus che seduce Era”, rappresenta quindi un’immagine mitologica. La leggenda vuole che Zeus nel momento in cui entrò al potere, era deciso a prendere moglie. Essendo Era, sua sorella, di venerabile bellezza pensò a lei. Purtroppo la Dea era inavvicinabile, sempre controllata dalle serve; così dovette attendere il momento giusto. Il giorno che la vide entrare nel bosco si tramutò in un uccellino e quando lei lo raccolse dal terreno, lui si rivelò nelle sembianze di un baldo giovane, come in effetti era, e così anche ella se ne innamorò. “A Prisca” è un’opera che vede per protagonista una bambina nota nel suo paese che morì in tenera età. Lui la raffigura mentre insegue un cardellino, perché quell’uccellino nell’antichità era simbolo del trapasso dell’anima.

Amos Loffreda è molto legato alla sua terra, per questo dipinge anche su un legno spiaggiato che raccoglie attorno all’isola su cui abita.

 

Le prospettive del tempo in Rosachiara Carletto

 

L’universo temporale di Rosachiara Carletto [Lonigo (VC) ‘56] si esprime attraverso i colori e la prospettiva con cui è costruita l’immagine del paesaggio. Il presente, il passato e il futuro sono impronta di cromatismi sensibili. Grazie all’uso della spatola i suoi oli su tela nascondono il dettaglio per guidare lo sguardo verso l’oggetto rappresentato affinché l’emozione, nell’impatto visivo, sia preponderante. I colori, l’armonia tra essi, il loro elaborarsi strutturalmente, in Rosachiara, sono come sogni ad occhi aperti. «A volte quando sogni vedi delle cose poco definite, intravedi qualcosa ma non si capisce cos’è – racconta Rosachiara – la mia ricerca mira a quel qualcosa di soffuso.»

Le tematiche che affronta nei suoi dipinti ruotano attorno a elementi fissi da cui si originano versioni differenti di un argomento. Uno di essi è l’atmosfera o l’estate che vengono personificati sempre da un soggetto paesaggistico. Spesso è un paesaggio solitario dove sorgono isole, tra virgolette, in cui rifugiarsi, come nel caso di “isolotti come smeraldo”, “le atmosfere”, “la luna bussò”; altre volte quando sembra che l’artista ingrandisca il soggetto paesaggistico come con una lente di ingrandimento, le tonalità danno il senso di un’emozione più concreata, quasi tangibile. La realtà del particolare infatti rappresentata nell’”Estate” sembra quasi esserci vicina, nel presente. I suoi lavori si intrecciano con la temporalità dell’essere umano: quando coglie il soggetto da lontano dà un’impronta al tempo nel suo perdersi tra i giorni del quotidiano in vista di un futuro sperato, quando lo svela da vicino ci fa toccare il presente, frutto, nel suo caso, di un passato felice. «I soggetti che io dipingo passano sicuramente attraverso il mio vissuto, la natura in genere mi ha sempre affascinato. Ho sempre vissuto in paesini di campagna dove lo sguardo si perde nel verde, dove il rumore del vento è come una melodia e dove io spesso mi ritrovo assorta, con gli occhi socchiusi per cogliere le sfumature di uno scorcio e ad ascoltare il silenzio. – ci confida Rosachiara – Le mie marine “Atmosfere” sono nate un po’ dalla mia passione per la laguna, per il delta del po’, un po’ per la ricerca di qualcosa di infinito».

 

Le monocromatiche personalità di Marina Pozzi

 

Marina Pozzi [Limbiate, (Mi) ’60] conduce gli ospiti dinanzi a differenti soggetti che abitano nella sua interiorità, essendo parti di una sua biografia personale, legata a desideri, all’infanzia, all’ inconscio, al suo voler rivoluzionare la società che la circonda. Ogni persona è vestita di colore, in un gioco monocromatico che fa risaltare simbolicamente il proprio carattere. Il colore in Marina Pozzi è emozione, presenza attiva, potere d’essere. Utilizzando vari materiali e numerose tecniche pittoriche realizza questi ritratti. Ognuno di essi si esprime attraverso il colore, il segno, con cui traspare dalla materia e mediante una simbologia di elementi con cui viene presentato dall’artista. “Maternità”, in acrilico su cartoncino blu, raffigura una madre che allatta uno dei suoi due piccoli, entrambi vicini. I tratti dei loro corpi e dei loro visi sono decisi: la purezza del bianco si mescola al blu, ovvero alla profondità della vita. «Ho tracciato la maternità – spiega Marina – quella maternità tanto sognata, un passaggio quasi obbligatorio nella nostra società, che non potrà mai essere una condizione possibile per me a causa di un problema intimo. Un passaggio importante è stato trasferire l’atto creativo dai figli che avrei voluto ai miei dipinti, alla creatività artistica.» Quella bambina con il cappello, di colori scuri in acquerello, rappresenta lei stessa da piccina che nel corso del tempo le è rimasta dentro nonostante la durezza della vita l’abbia costretta a crearsi una spessa corazza e l’abbia schiacciata dal peso delle difficoltà. “La donna con l’orecchino di perla” rappresenta la gentilezza, l’eleganza, quelle qualità che lei possiede e che si aspetta di vedere anche nelle altre sue simili ma che, oggi come oggi, nota invece quanto si siano affievolite vorticosamente per quella pazza corsa di omologazione all’uomo… E poi compare “L’indiano” d’ acrilico rosso, avvolto da una nuvola di una tonalità più intensa, per esaltarne maggiormente la grinta. Una grinta che Marina Pozzi ha e che incarna la sua mascolinità: «L’indiano è la forza del guerriero.»

 

Il disegno libero di Patrizia Silingardi

 

Il segno distintivo di Patrizia Silingardi (Modena, ’59) si concretizza da una parte nelle sue proposte di rappresentazione oggettuale su differenti piani materici, dall’altro nel suo muoversi agilmente tra tecniche artistiche anche distanti tra loro, come la pittura e il ricamo: acquerello giapponese su veline giapponesi oppure su tele di lino antiche, tecniche miste con acquerello giapponese dipinto su pannelli lavorati a scrostature, simili a vecchi muri… acquerello giapponese dipinto su tele con colori per stoffe. La femminilità, la delicatezza, la pulizia del gesto creativo dona alle sue opere, colte nella loro essenzialità, una purezza di significato. Questo suo modo di fare e intendere l’arte la lega sicuramente all’oriente, alla filosofia che caratterizza questo paese lontano: una scoperta avvenuta a posteriori, lungo il suo percorso di ricerca.

Contraria ai gesti ripetitivi, alla monotonia dettata dalla pittura convenzionale, come quella realizzata con l’olio, la tempera su tela o il classico acquerello, ha cominciato ad appassionarsi, una volta conosciuto, all’acquerello giapponese. «Il fatto di non disegnare niente, di andare assolutamente a mano libera, di lasciare che l’acqua e il colore facciano un po’ da padroni, anche se in verità è poi sempre l’artista artefice del prodotto finale, mi ha fatto pensare “ecco questa è la mia pittura”.» La libertà totale di essere nella materia, l’armonia tra il pennello e l’oggetto che si nasconde nell’elemento sul quale il colore si adopera, in Patrizia è come uno svelare il già nato! I suoi fiori navigano in colori d’emozione ed al contempo diventano decorazioni attraverso l’ago e il filo, un esercizio di precisione, che diventa quasi una meditazione, dove i pensieri si perdono tra un petalo e l’altro.

 

Sperimentazioni di Loredana Caretti

 

Loredana Caretti (Milano, ’50) inizialmente attraversa i sentieri dell’arte per mano di un pittore lombardo, Aldo Sterchele, grazie al quale sperimenta differenti tecniche. Successivamente, interiorizzando il linguaggio di rappresentazione si muove su diversi piani di ricerca: dal paesaggio alle nature morte fino ad arrivare al ritratto, ad ambientazioni abitate. Da una parte, tratta la natura morta con allegria, usando colori che rendono la tavola felice, di buona compagnia, mentre quando sceglie altri tipi di soggetti li capta in atmosfere particolari… silenziose, raccolte, intime, in colori malinconici, slavati o perfino oscuri.

La sua meta è forse cogliere gli individui intenti in dialoghi quasi segreti e nello stesso tempo svelare il rapporto che vive dentro noi stessi, in quell’incessante evoluzione interiore, come nell’opera che raffigura due donne con i capelli neri. Ritraggono rispettivamente il pudore e la vanità ed in realtà sono la stessa persona ma rappresentata in due momenti diversi della crescita.

Osservando i suoi lavori, si respira un’atmosfera di intimità tra persone affini sotto degli ombrelli o all’interno di una sala tra donne…e poi nasce quel paesaggio con i rami spogli: dove tutto sembra spogliato dell’avere fa intravedere l’essere. Nell’apparire di questa nudità paesaggistica s’intravede l’anima del mondo.

Il mare appare vivace, testimone di un trascorso felice. «Ho introdotto nel dipinto una rete vera e propria, me l’ha data un pescatore del mare di Cesenatico. Esce dalla barca disegnata. L’opera l’ho realizzata pensando ai miei due nipoti. Infatti i nomi incisi sulla barca, sono proprio i loro, Marco e Michelle. Noi ci divertiamo nell’acqua. Ho cominciato a colorarla con la tempera e poi con la spatola ho agito sulla tempera e così sono nati dei riflessi che non potevo immaginare. L’ho coperta con la damar e l’ho ripassata infine con i colori ad olio, però quei riflessi nati per caso sono rimasti.»

 

Esposizione Collettiva

Casa delle artiste

Via Magolfa 32, 20143 Milano MI

Dal 10 al 22 settembre 2019

Inaugurazione 10 settembre, dalle 18.30

A cura di Valentina Cavera

 

 

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l’evento Trame di Vita in una Collettiva a Due Piani è stato censito nel portale italive.it e ammesso alle votazioni per il “Premio Italive 2019”.

ITALIVE.IT, progetto patrocinato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (promosso da CODACONS e COMITAS con la partecipazione di AUTOSTRADE PER L’ITALIA e la collaborazione di COLDIRETTI) informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi organizzati, anche alla scoperta di eccellenze enogastronomiche.

Per visualizzare la scheda dell’evento cliccare sul seguente link.

Le votazioni espresse dai visitatori, che saranno raccolte fino a fine anno e giudicate da una commissione di esperti, determineranno il vincitore del Premio di quest’anno.
Notizie sul Premio Italive e regolamento reperibili dal sito clicca qui.

Ringraziamo per l’attenzione, con i migliori saluti.

Francesco Tamburella
Coordinatore ITALIVE

 

sadri

3 6 19 Foto SintesiLetteraria – la mostra dalle parole alle immagini (Milano Photoweek 2019)

 

3 giugno 2019 – ore 18.30

Inaugurazione della mostra

Foto SintesiLetteraria – la mostra dalle parole alle immagini

nell’ambito di Milano Photoweek 2019

La mostra termina il 9 giugno

“Foto SintesiLetteraria è un progetto sperimentale nato dal desiderio di avvicinare la popolazione alla letteratura e alla fotografia. Si tratta di un progetto partito dal basso e aperto a tutti proponendo spunti letterari per ispirare gli scatti ai fotografi. Il tema è stato quello del “la strada” simbolo di passaggio dell’uomo in tutto il mondo e dell’incontro con l’altro, luogo da sempre della vita pubblica, dal mercato alle assemblee. L’iniziativa è organizzata dall’Istituto Pedagogico della Resistenza (IpR) e dal gruppo di lettura Spazio Libero. IpR, associazione no profit che cura e promuove sul territorio l’eredità della Resistenza, favorendo la partecipazione delle persone al progresso civile come condizione per una pedagogia e una didattica moderne. Spazio Libero è un gruppo di lettura composto da una quindicina di donne che si ritrovano da trent’anni presso l’IpR per un confronto e una riflessione su testi di letteratura selezionati su un argomento preventivamente individuato.”

Per maggiori info:

Fotosintesiletteraria@ipierre.org

ingresso libero

 

sadri

7 5 19 Inaugurazione mostra di Erika Capobianco “In senso inverso”

7 maggio 2019 – vernissage ore 18.30 della mostra

IN SENSO INVERSO. SEGNI E VISIONI NELL’OPERA DI ERIKA CAPOBIANCO.

Casa delle Arti – Spazio Alda Merini
Capobianco, artista eclettica e fuori dalle righe. La mostra, esplora l’aspetto più intimo e personale della sua ricerca artistica, “i segni e le visioni” raccolti in un ciclo di opere dal titolo provocatorio “in senso Inverso”, una sorta di excursus della sua vita.
Immagini senza forme definite, colori addensati, toni cupi, tratti decisi ma malinconici e una forte capacità espressiva, caratterizzano un’artista che attraverso il colore dialoga con se stessa, con il proprio passato e le tormentate esperienze. Un groviglio esistenziale dove non sembra esserci una consapevole influenza artistica – bensì corrispondenze – dalla Street Art a Basquiat, dall’Art Brut all’Arte Africana. La collisione è violenta e travolgente ed evoca il bisogno di ricercare quelle concatenazioni che possono portare ad una rinascita. Dall’isolamento a cui si è costretta per anni, dal litorale laziale dove ora vive, a questa mostra che lei stessa definisce un miracolo.
Per l’ occasione viene pubblicato un catalogo edito da Il Sextante a cura di Paola Valori, con un intreccio suggestivo tra le opere di Erika Capobianco e i versi di Francesca Nardi, scritti appositamente per la mostra. Un testo critico di Ugo Corvino e un’intervista di Paola Valori restituiscono al pubblico un ritratto senza filtri del suo vissuto.
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Il pozzo dei desideri – Mostra fotografica dal 18/4 al 5/5 – Incontro con l’ideatore 3/5

Il Pozzo dei Desideri

Un’iniziativa di volontariato che ha l’obiettivo di costruire dei pozzi d’acqua nei villaggi più remoti del Malawi, Africa.

il sito internet del progetto è www.ilpozzodeidesideri.org

Venerdì 3 maggio 2019 – ore 21.00

Presente l’ideatore del progetto che racconterà la sua esperienza e mostrerà video e foto del progetto.

 

Da giovedì 18 aprile a domenica 5 maggio 2019

Mostra fotografica aperta al pubblico – Ingresso libero

Orari di apertura:
lunedì: chiuso
martedì: dalle 10.00 alle 13.00
mercoledì: dalle 10.00 alle 22.00
giovedì: dalle 13.00 alle 20.00
venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.
CHIUSURA PASQUALE – Lo Spazio Alda Merini resterà chiuso nei giorni 21, 22 e 25 aprile e il 1 maggio 2019.
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2 4 19 Mostra di Gianfranco Bagatti “Omaggio ad Alda Merini”

2 aprile 2019 – ore 18.00

Inaugurazione della mostra personale di

Gianfranco Bagatti

“Omaggio ad Alda Merini”

Intervento critico della giornalista Paola Simona Tesio

Ingresso libero.

La mostra terminerà il 14 aprile.

Nato a Torino il 14 giugno 1955, Gianfranco Bagatti vive e lavoro a Riva di Pinerolo (TO). Diplomato presso il Liceo Artistico Statale “Torino Secondo”, è stato allievo di: Paola Pitzianti, Mauro Chessa, Marco Gastini, Giuseppe Oliva, Ugo Nespolo, Enzo Sciavolino ed Enzo Bersezio che hanno contribuito in maniera determinante nella formazione della sua personalità artistica e a consolidare l’innato amore per ogni espressione d’arte.

 

 

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12 3 19 “Il ritratto nelle arti visive contemporanee” a cura di M. Jannelli e S. Zava

 

12 marzo 2019 – ore 18.30

Inaugurazione dell’esposizione

“Il ritratto nelle arti visive contemporanee”

a cura di Maria Jannelli e Simona Zava.

La mostra termina il 24.3.19 ed è visitabile nei seguenti orari

martedì: dalle 10.00 alle 13.00
mercoledì: dalle 10.00 alle 22.00
giovedì: dalle 13.00 alle 20.00
venerdì, sabato e domenica dalle 17.00 alle 20.00.

L’esposizione è promossa dal Museo Nori De’ Nobili di Trecastelli (Ancona), in collaborazione con il Museo Comunale d’arte moderna dell’informazione e della fotografia di Senigallia, il Museo Alda Merini di Milano e il  Museo Civico Floriano Bodini di Gemonio.

Il Museo della Città di Trecastelli propone un’esposizione in cui scultura, pittura, disegno e fotografia s’incontrano, offrendo una panoramica di trentacinque artisti di grande rilievo, alcuni appartenenti al territorio marchigiano e altri provenienti da tutta Italia. La mostra offre uno “sguardo d’autore” sulla tematica del ritratto, ed è un’ulteriore conferma di come i grandi messaggi espressivi del passato tornano, in ogni epoca, a coinvolgere anche i maestri contemporanei che, con linguaggi diversi, dimostrano grande fedeltà e dedizione a questo infinito tema. L’esposizione è un’imperdibile occasione per apprezzare le opere di Floriano Bodini, Francesca Vitali Boldini, Giuseppe Brunetti, Gianni Cappello, Angelo Casati, Giancarlo Cazzaniga, Leonardo Cemak, Mino Ceretti, Silvio Ceccarelli, Virginia Dal Magro, Antonio Delle Rose, Mirna Donadoni, Marina Falco, Renato Galbusera, Gianantonio Gennari, Maria Jannelli, Piero Marchetti, Matè, Antonio Miano, Francesco Messina, Maria Mulas, Barbara Namhad, Alfonso Napolitano, Alessandro Papetti, Ruggero Passeri, Pico Romagnoli, Rosario Ruggiero, Maria Luisa Simone, Domenico Simonini, Pierangelo Tronconi, Sabina Trifilò, Michela Usanza, Franco Vasconi, Velasco Vitali, Qiao Zhang.

 

sadri

26 2 19 mostra fotografica ARTE STRADALE di Davide Mazzacani

26 febbraio 2019 – ore 18.00

Inaugurazione della mostra fotografica

Arte stradale

di

Davide Mazzacani.

L’esposizione termina il 10/3.

Durante l’inaugurazione, lettura di alcune poesie dalla raccolta Big Mama di Davide, recensita da Alda Merini. Segue aperitivo.

ingresso libero

Davide Mazzacani con Alda Merini

Il mio nome è Davide; lo chiarisco perché nel movimento dei writers di strada si usano nomi inventati da scrivere sui muri, muri tra l’altro che ho sempre rispettato come qualsiasi tipo di arte e scultura al di là del mio giudizio artistico parecchio critico.

Ritengo che il mio tragitto artistico e di vita, e quindi la strada, mi abbia stravolto e affascinato allo stesso modo come fa la musica che attualmente ascolto. Dipingevo quello che sentivo e l’ho fatto e continuerò a farlo perché per me l’arte, come la fotografia, è una passione.

sadri