{"id":774,"date":"2017-01-12T12:58:31","date_gmt":"2017-01-12T11:58:31","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=774"},"modified":"2017-01-12T12:58:31","modified_gmt":"2017-01-12T11:58:31","slug":"mostra-personale-di-luigi-cei-giorgio-seveso-ha-presentato-la-monografia-dellartista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=774","title":{"rendered":"Mostra Personale di LUIGI CEI &#8211; GIORGIO SEVESO ha presentato la monografia dell&#8217;artista"},"content":{"rendered":"<p>Mostra Personale di LUIGI CEI.<br \/>\nGIORGIO SEVESO, critico d&#8217;arte e giornalista, ha presentato la monografia dell&#8217;artista.<br \/>\nMalgrado io sia un critico di ambito prevalentemente \u201cfigurativo\u201d, apprezzo comunque ogni forma di gesto creativo in senso generale, purch\u00e9 sia intenso e rigoroso. Mi interessa sempre, cio\u00e8, un rapporto autentico tra l\u2019immaginario dell\u2019artista e i mezzi con cui questo immaginario si esprime, il linguaggio, la forma e addirittura i materiali. Quando ho sfogliato la monografia di Cei, ho colto subito questo senso di nitore e di rigore esemplari, e mi \u00e8 venuta in mente la vicenda del MADI internazionale. Cos\u2019\u00e8 Il MADI? Nel 1946\/47 in Argentina un gruppo di artisti, ispirandosi al materialismo dialettico, da qui il nome del movimento, hanno tradotto il loro impegno politico ideale in forme estetiche e quindi hanno scelto un linguaggio, soprattutto di pittura ma anche di scultura, astratto-geometrico come scelta d\u2019impianto espressivo, in modo da evitare il mero racconto, la sola cronaca delle cose, e di immettere invece dentro l\u2019immagine i termini stessi di questo rigore, cos\u00ec come loro lo ricercavano nella storia e nella vita tramite il materialismo dialettico. Una immagine ovviamente non iconica, immagine non didascalica, priva dunque di un rapporto naturalistico con la realt\u00e0 delle cose. La pittura di Cei mi ha appunto fatto tornare in mente il rigore di quel movimento, che tra l\u2019altro non si \u00e8 fermato all\u2019America Latina ma \u00e8 diventato anche europeo e si \u00e8 manifestato anche da noi. Ricordo a Milano, per esempio, l\u2019attivit\u00e0 negli anni settanta e ottanta della Galleria ArteStruktura di Anna Canali, con il pittore Rino Sernaglia e altri.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 c\u2019\u00e8 rigore in queste immagini? Intanto perch\u00e9 sono pensate all\u2019interno di una dinamica che non ha onde emotive, che non si lascia condurre passivamente dall\u2019emozione, ma si affida invece alla razionalit\u00e0 di un impianto che, pur contenendo anche emozionalit\u00e0, riesce a dominarla, non ne fa il termine pi\u00f9 importante; la razionalit\u00e0 sta dietro, sta in secondo piano rispetto al lavor\u00eco che c\u2019\u00e8 nell\u2019immaginare queste superfici costituite da variazioni minime, dove la forma viene ripetuta, reiterata quasi a ribadire la sua presenza con differenze minimali di tono, di spessore, di densit\u00e0 rispetto alla superficie del quadro. Quindi il rapporto ottico con l\u2019immagine \u00e8 un rapporto interrogante, come \u00e8 tipico spesso dell\u2019arte astratto-geometrica. L\u2019artista pi\u00f9 che dare delle risposte apre il senso di una domanda, apre il senso di una richiesta, perch\u00e9 richiede attenzione per far entrare lo spettatore, se \u00e8 possibile, in un meccanismo di riflessione circa i meccanismi delle sue percezioni e della conformazione dei suoi segni. Di modo che queste superfici, anche quando diventano colore, quando si fanno evidenza cromatica, sono giocate su un tono di riflessione, un tono soft\u2026 Non sono \u201caffermative\u201d come, per esempio, lo sarebbero superfici di colori squillanti e dominanti, che in qualche modo si imporrebbero prepotentemente all\u2019attenzione del riguardante. Questa scelta cromatica \u201cbassa\u201d di Cei, invece, \u00e8 una scelta che favorisce un clima interrogante, favorisce il coinvolgimento curioso e razionale dello spettatore, o almeno tende a indurlo.<\/p>\n<p>Nessuna opera riassume in s\u00e9 l\u2019interezza delle idee di un artista, ma \u00e8 nell\u2019articolarsi delle varie opere che si manifesta l\u2019impianto generale delle sue intenzionalit\u00e0, cio\u00e8 della poetica di un pittore o di uno scultore. In queste opere, appunto, \u00e8 espressa la chiara intenzione di evocare le condizioni sentimentali e razionali in cui viviamo attraverso un discorso sulla geometria, sul rigore, sul nitore delle forme, laddove si alternano forme pi\u00f9 geometriche a quelle pi\u00f9 sinuose e dove si vengono a inserire &#8211; questo forse di pi\u00f9 nella grafica che nella pittura &#8211; elementi di una sorta di cifrario, segni che alludono a una possibile scrittura, a una possibile comunicazione codificata, quindi a un linguaggio che diviene elemento plastico, diventa elemento che turba in qualche modo il rigore della composizione, lo mette in discussione, lo rende dialettico. Per ritornare appunto al MADI (materialismo dialettico), la presenza di questi segni, di questi geroglifici, pone in situazione dialettica il rigore delle forme geometriche accostate alla presenza pi\u00f9 febbrile, pi\u00f9 fervida, rappresentata da questo richiamo alla scrittura.<\/p>\n<p>Dicevo dunque del rigore. Cei non \u00e8 certamente un pittore che badi in qualche maniera alle \u201cmode\u201d o alle tendenze oggi pi\u00f9 conclamate o di successo. Non mi pare la sua una pittura che cerchi il successo commerciale, il facile consenso da parte del pubblico. Non blandisce, non cerca effetti piacevoli, e ci\u00f2 conferma il rigore e la tensione di una ricerca che \u00e8 tutta concentrata su se stessa e non sugli effetti seduttivi, non sul mercato, non sulle tendenze vincenti dell\u2019ambiente artistico in cui stiamo vivendo. Dunque la sua attenzione e tensione sono assolutamente capaci di riportare un po\u2019 di speranza proprio nella pittura, anche in quella non figurativa che \u00e8 quella apparentemente pi\u00f9 ostica, pi\u00f9 difficile nel rapporto comunicativo con il pubblico poich\u00e9 non si pone &#8211; dicevo &#8211; come risposta lirica ai problemi, ma come domanda per tutti noi, come richiesta di attenzione verso la vita, verso le cose. Ogni volta che un artista riesce a solleticare la nostra curiosit\u00e0, non per dire ci\u00f2 che quel tal quadro\u201csignifica\u201d ma riuscendo a coinvolgerci nei meccanismi stessi della sua immaginazione, ecco, ogni volta che questo accade, ci\u00f2 rafforza il ruolo della pittura dentro l\u2019immaginario di oggi, dentro il nostro immaginario collettivo. Voi sapete che viviamo in un mondo in cui la comunicazione \u00e8 la pi\u00f9 abbondante e numerosa di quanto mai sia stata nella storia dell\u2019uomo, e tanto pi\u00f9 \u00e8 copiosa questa comunicazione tanto pi\u00f9 \u00e8 bassa la sua qualit\u00e0 umana. Che ci arrivi dalla televisione, dal cinema, dalla musica o dalla letteratura di consumo, si tratta infatti di una sorta di immaginario in pillole privo di profondit\u00e0 e di vere sostanze razionali e umane, una sorta di \u201cplacebo\u201d culturale che ci viene elargito dalla grande industria culturale e che ci rende sempre pi\u00f9 poveri, sempre meno consapevoli rispetto a una lettura emozionale pi\u00f9 complessa della realt\u00e0 e dei suoi meccanismi. I pittori e gli scultori quando sono seri, non quando cercano solo il consenso o soltanto di piacere per vendere o per apparire, sono tra quelli che ci aiutano &#8211; cos\u00ec come lo fanno i poeti, gli scrittori, come lo fanno certi musicisti &#8211; a capire i veri meccanismi sentimentali, emozionali del tempo in cui viviamo. Ci suggeriscono strumenti ulteriori rispetto a quelli che abbiamo dentro di noi per capire come funziona davvero questo nostro mondo e come si manifestano le sue contraddizioni, i suoi problemi, le sue possibili speranze e utopie. E di questo possiamo ringraziare anche Cei e la sua pittura.<br \/>\nGiorgio Seveso<\/p>\n<p>Luigi Cei \u00e8 nato a Mede Lomellina (Pavia)<\/p>\n<p>Di formazione autodidatta, ha maturato inizialmente il suo percorso artistico nell&#8217;ambito del linguaggio informale e dell&#8217; astrattismo materico, prima di approdare negli anni pi\u00f9 recenti all&#8217; attuale ricerca nel campo della figurazione, che ha avuto compiuta manifestazione con la serie dei &#8220;Paesaggi fantastici&#8221;.<span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\nAnche grazie a questo ciclo, si sono susseguite in questi primi anni del ventesimo secolo le occasioni per esporre, attraverso mostre personali e collettive, all&#8217; estero ed in Italia.<br \/>\nRicordiamo, tra le pi\u00f9 recenti, le esposizioni presso la galleria Il Capricorno di Vigevano (2003),alla galleria City di Lignano Sabbiadoro (2003), presso la libreria Cardano di Pavia (2004), le due partecipazioni (2003 e 2004) alla collettiva &#8220;La Marguttiana&#8221; di Forte dei Marmi; la collettiva presso &#8220;La bottega dell&#8217;arte&#8221; di Cusano Milanino (2005), la collettiva presso la &#8220;Biblioteca comunale di MIlano&#8221; (2005), la personale presso la &#8220;Camera di Commercio di Chieti&#8221; (2006) e l&#8217;esposizione presso la sala consigliare del comune di Cava Manara in occasione della manifestazione &#8220;Cav&#8217;arte&#8221; (2007).<br \/>\nL&#8217; artista attualmente risiede ed opera a Torre d&#8217; Isola (Pavia) in Via Mameli, 5<\/span><\/p>\n<div class=\"text_exposed_show\">\n<p>Nei locali de La Casa delle Arti &#8211; Spazio Alda Merini in via Magolfa 32 a Milano, l&#8217;esposizione \u00e8 visitabile dal 9 &#8211; al 25 gennaio 2017<\/p>\n<p>orario e giorni d&#8217;apertura:<br \/>\ngioved\u00ec &#8211; venerd\u00ec &#8211; sabato e domenica 17-20 \/<br \/>\nmarted\u00ec &#8211; mercoled\u00ec 10-13 \/ luned\u00ec 20 &#8211; 23<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/seveso1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-785\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/seveso1.jpg?w=748\" alt=\"seveso1\" width=\"748\" height=\"561\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-783\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei2.jpg?w=748\" alt=\"cei2\" width=\"748\" height=\"534\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei4.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-781\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei4.jpg?w=748\" alt=\"cei4\" width=\"748\" height=\"750\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-784\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei1.jpg?w=748\" alt=\"cei1\" width=\"748\" height=\"898\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei3.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-782\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2017\/01\/cei3.jpg?w=748\" alt=\"cei3\" width=\"748\" height=\"744\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mostra Personale di LUIGI CEI. GIORGIO SEVESO, critico d&#8217;arte e giornalista, ha presentato la monografia dell&#8217;artista. Malgrado io sia un critico di ambito prevalentemente \u201cfigurativo\u201d, apprezzo comunque ogni forma di gesto creativo in senso generale, purch\u00e9 sia intenso e rigoroso. Mi interessa sempre, cio\u00e8, un rapporto autentico tra l\u2019immaginario dell\u2019artista e i mezzi con cui [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":785,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[16],"tags":[28],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/774"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/774\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/785"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}