{"id":4677,"date":"2020-01-24T15:49:45","date_gmt":"2020-01-24T14:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=4677"},"modified":"2020-01-24T15:49:45","modified_gmt":"2020-01-24T14:49:45","slug":"1-2-2020-creature-compagnia-degli-equivoci-teatro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=4677","title":{"rendered":"1 2 2020 CREATURE &#8211; Compagnia degli EquiVoci [teatro]"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/locandina-web-creature.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4678\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/locandina-web-creature.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"842\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/locandina-web-creature.jpg 595w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/locandina-web-creature-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>sabato 1 febbraio 2020 &#8211; ore 18.30<\/strong><\/p>\n<h2>CREATURE<\/h2>\n<p>Compagnia degli EquiVoci di Parma<\/p>\n<p><strong>ATTORI<\/strong><\/p>\n<p>Flavio Amendola, Michela Betti, Patrizia Casella, Federica Losa, Serena Manzi, Elvira Pallone, Damiano Vaglio.<\/p>\n<p><strong>Contributo all&#8217;ingresso \u20ac 10,00 con calice augurale &#8211; prenotazioni obbligatorie a info@lacasadelleartiste.it<\/strong><\/p>\n<p>A quarant\u2019anni dall\u2019approvazione della legge Basaglia e per il cinquantesimo anniversario dell\u2019occupazione del Manicomio di Colorno (*), <em>Creature<\/em> vuole raccontare una storia di resilienza dell\u2019attesa del momento opportuno. Ce la faranno le nostre creature? Non \u00e8 facile, dipende da cosa hanno subito, da quanto tempo subiscono, dal peso del macigno. Ma alla fine se ti ribelli, se ti arrabbi, nulla cambia, allora tanto vale aspettare, cogliere l\u2019attimo che prima o poi arriver\u00e0.<\/p>\n<p>Il filo conduttore dello spettacolo riguarda il tema della follia, presunta o reale, dei personaggi. Ognuno con la propria storia di sofferenza si ritrovano confinati in una realt\u00e0 sospesa, quella del manicomio, dove le loro vite vengono sedate e le loro essenze annullate sotto l\u2019etichetta della malattia mentale. Ma nelle fondamenta delle loro esistenze i nostri personaggi sono anime vive, con una sensibilit\u00e0 profonda, acuita dal loro stato. Follia come energia liberatoria, pazzia come rinascita\u2026 Sono definiti \u201cstravaganti\u201d, cio\u00e8 che escono dai limiti, che li superano, e per questo vengono contenuti, bloccati, annullati. Le mura del manicomio contengono e imprigionano, forse per sempre, i nostri personaggi in una continua contrapposizione, sospesa nel tempo, tra dentro\/fuori, malati\/sani, costrizione\/volont\u00e0, prigione\/casa. Cosa succede quando le porte del manicomio vengono aperte e possono finalmente tornare a casa?<\/p>\n<p>(*)<\/p>\n<p>Legati ai letti, con le camicie di forza oppure con l&#8217;elettroshock: cos\u00ec si \u00abcuravano\u00bb i malati nei manicomi. Questi erano gli strumenti a disposizione; anche a 15 chilometri da Parma. L&#8217;ospedale psichiatrico di Colorno ne ha viste tante. Come \u00e8 stato testimoniato tra i divani e i cuscini del Materia Off, durante il secondo incontro del ciclo \u00abFuochi in citt\u00e0. Parma nel lungo Sessantotto\u00bb.\u00a0Ilaria La Fata, del Centro studi movimenti, ha ricordato perch\u00e9 quei \u00abmatti da slegare\u00bb, titolo del celebre film di Marco Bellocchio, hanno fatto la storia. Nata nel 1873, la struttura psichiatrica, nell&#8217;arco di un secolo si trasforma radicalmente.<\/p>\n<p>\u00abNel 1965 Mario Tommasini, neo assessore provinciale ai Trasporti e alla Sanit\u00e0 &#8211; spiega la studiosa &#8211; visit\u00f2 la struttura e rest\u00f2 sconvolto dalle condizioni di vita inumane\u00bb.<\/p>\n<p>C&#8217;erano quasi un migliaio di pazienti, ma solo 4 psichiatri e 40 infermieri. La gestione era difficile; per questo, nell&#8217;aprile del &#8217;68 gli infermieri scesero per le vie di Parma a manifestare per diffondere quella \u00abtriste\u00bb realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abTommasini in quegli anni incontr\u00f2 Franco Basaglia &#8211; continua la relatrice &#8211; che nell&#8217;ospedale psichiatrico di Gorizia aveva avviato un processo di \u201capertura\u201d\u00bb. \u00a0Aveva abolito le grate, i cancelli, aperto i reparti, eliminato le camicie di forza e l&#8217;elettroshock.<\/p>\n<p>Tommasini voleva lo stesso per Colorno. \u00a0La battaglia dell&#8217;assessore trova l&#8217;appoggio del movimento studentesco della facolt\u00e0 di Medicina di Parma. <strong>Il 2 febbraio 1969, un centinaio di studenti occupano il manicomio di Colorno.\u00a0<\/strong><strong>\u00c8 il primo caso in Italia. L&#8217;occupazione durer\u00e0 35 giorni.<\/strong> Gli studenti si confrontarono con il personale del manicomio, non tutti erano favorevoli a questa vera e propria \u00abrivoluzione\u00bb. \u00a0\u00abIl 6 marzo si conclude l&#8217;occupazione e sulla scia di un graduale cambiamento, nel 1970 Basaglia diventa direttore della struttura di Colorno\u00bb, spiega Ilaria La Fata.<\/p>\n<p>Iniziano cos\u00ec le assemblee aperte tra degenti e personale, si aprono gli spazi. Basaglia applica le teorie della \u00abComunit\u00e0 terapeutica\u00bb. \u00a0Abbandona l&#8217;incarico per motivi mai davvero realmente chiariti. La direzione passa a Ferruccio Giacanelli che porta avanti l&#8217;opera di deistituzionalizzazione. Nel 1975 vengono abbattute alcune delle mura di recinzione.<\/p>\n<p>\u00abI pazienti venivano portati a lavorare nei laboratori protetti o sistemati in piccole case &#8211; conclude la studiosa -; l&#8217;arrivo della legge 180\/78 (impropriamente definita Basaglia) sanc\u00ec la chiusura dei manicomi\u00bb.<\/p>\n<p>Alla fine degli anni Novanta, l&#8217;ospedale psichiatrico di Colorno, chiuse definitivamente.<\/p>\n<p>Il terzo incontro, dal titolo \u00abI nuovi operai\u00bb, di Marco Adorni, si terr\u00e0 il 23, alle 21.15, sempre al Materia Off.<\/p>\n<p>[<em>Roberta Vinci su <a href=\"https:\/\/www.gazzettadiparma.it\/archivio\/2011\/03\/19\/news\/quei_matti_da_slegare_che_fecero_il_sessantotto-708696\/\">La Gazzetta di Parma]<\/a> <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>sabato 1 febbraio 2020 &#8211; ore 18.30 CREATURE Compagnia degli EquiVoci di Parma ATTORI Flavio Amendola, Michela Betti, Patrizia Casella, Federica Losa, Serena Manzi, Elvira Pallone, Damiano Vaglio. 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