{"id":4339,"date":"2019-11-03T10:59:27","date_gmt":"2019-11-03T09:59:27","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=4339"},"modified":"2019-11-03T10:59:27","modified_gmt":"2019-11-03T09:59:27","slug":"jeannette-lozano-clariond-per-alda-merini-1-11-19","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=4339","title":{"rendered":"Jeannette Lozano Clariond per Alda Merini 1.11.19"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jeannette.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-4340\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jeannette.jpg?w=138\" alt=\"\" width=\"138\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jeannette.jpg 443w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/jeannette-138x300.jpg 138w\" sizes=\"(max-width: 138px) 100vw, 138px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Jeannette Lozano Clariond<\/strong> (dal Messico, traduttrice in spagnolo di numerose opere di Alda Merini; la pi\u00f9 recente <em>Delito de vida<\/em>),<\/p>\n<h2><strong>Ricordando Alda Merini in questo primo decennale <\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 per me un\u2019immensa gioia e un&#8217;inspiegabile emozione poter tornare alla Casa-Museo di Alda Merini, uno spazio che non solamente preserva il suo nome ma anche la sua memoria, il suo spirito, la sua emotivit\u00e0. I poeti non muoiono mai. Anzi, la loro presenza cresce con il tempo, giacch\u00e9 la voce \u00e8 come un\u2019enorme lingua distesa lungo la strada, piagata, viva, palpitante. Grazie a tutti gli organizzatori di quest\u2019omaggio per concedermi l\u2019onore di essere qui, insieme a tanti studiosi della sua opera, della sua vita, e grazie per tener viva la sua memoria nel cuore di tutti i milanesi e del mondo intero. Io vivo vicina ad Alda. Lavoro e mi nutro continuamente e appassionatamente della sua opera, poich\u00e9 lei \u00e8 stata per me una maestra di vita. La mia famiglia, come molte altre, ha avuto la sfortuna di essere stata esiliata dal Libano, andando a vivere in Messico. Ma \u00e8 importante ricordare che il poeta \u00e8 un esiliato per scelta propria. Qui a Milano ha vissuto una donna immensa, un\u2019anima superiore, una sensibilit\u00e0 irripetibile e singolare. Ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente e da quel momento la mia vita ha avuto una svolta inimmaginabile.<\/p>\n<p>Provengo, come stavo dicendo, da una famiglia di esiliati, arrivata in Messico quando mia nonna aveva appena otto anni. La separazione dalle proprie radici produce una ferita impossibile da curare. \u00c8 proprio questa ferita che mi ha permesso di avvicinarmi all\u2019opera della Merini. Ho letto per la prima volta una sua poesia mentre cercavo tra gli scaffali della Libreria Rizzoli qui, a Milano. Correva l\u2019anno 1994, una sera piovosa in piazza Duomo. Devo dire che ho voluto bene ad Alda ancor prima di conoscerla. Ricordo ancora quel piccolo libro dalla copertina bianca che mi ha attratto e mi ha catturato: <em>Vuoto d&#8217;amore<\/em>. La poesia che mi ha rapito era:<\/p>\n<p><strong><em>Sono nata il ventuno a primavera \/ ma non sapevo che nascere folle, \/ aprire le zolle \/ potesse scatenar tempesta. \/ Cos\u00ec Proserpina lieve \/ vede piovere sulle erbe, \/ sui grossi frumenti gentili \/ e piange sempre la sera. \/ Forse \u00e8 la sua preghiera<\/em><\/strong><em>.<\/em><\/p>\n<p>Sono stata talmente carpita da questa poesia che ho chiesto a Giorgio, il ragazzo che stava alla cassa, se poteva darmi il telefono di Alda. Mi rispose di no perch\u00e9 loro non erano autorizzati a dare informazioni sugli autori. Allora mi inginocchiai, lo supplicai, gli dissi che venivo dal Messico&#8230; ma lui non cedeva&#8230; finch\u00e9 gli dissi: \u00abSono una poetessa messicana\u00bb &#8230; In quel momento mi resi conto del valore che ha la poesia nella terra di Dante. Piena di felicit\u00e0 e di emozione, andai a trovarla il giorno dopo e dal momento in cui vidi il suo sguardo sulla soglia della porta di casa sua, sul Naviglio, in Ripa Ticinese 47, non ebbi alcun dubbio che avrei cominciato a tradurre la storia di una malinconia. L\u2019ho amata all\u2019istante dopo aver visto quello che c\u2019era nei suoi occhi, dopo aver osservato le sue mani, le sue labbra asciutte e il gatto che saltava sul tavolo di cucina tra la Olivetti e un suo lavoro che avrebbe presentato all\u2019Universit\u00e0 di Pavia: <em>Creativit\u00e0 e follia. <\/em><\/p>\n<p>L\u2019ho amata ancor di pi\u00f9 dopo averla incontrata, con la sua amica Francesca, al Charlie\u2019s Bar. Il primo libro che ho tradotto e pubblicato \u00e8 stato <em>La Terra Santa<\/em>, poi <em>Ballate non pagate<\/em>, <em>Corpo d\u2019amore<\/em>, <em>Magnificat<\/em>, <em>La carne degli angeli<\/em>, <em>Francesco. Canto di una creatura<\/em>, <em>Padre mio<\/em>, <em>Fogli Bianchi<\/em>, l\u2019antologia che ho intitolato <em>Cuerpo del dolor<\/em> (Corpo del dolore), che racchiude parte della sua pi\u00f9 recente opera poetica e che \u00e8 impreziosito da immagini cedute dalla Collezione d\u2019Arte Religiosa Moderna dei Musei Vaticani (questo grazie alla generosit\u00e0 della dottoressa Micol Forti), poi c\u2019\u00e8 anche l\u2019antologia in sospeso che ho accennato prima ed infine la biografia <em>Reato di vita, <\/em>a cura di Luisella Veroli. Stranamente \u00e8 il primo libro della Merini sul quale ho lavorato e volevo pubblicare ma, si vede che era destino, non ero riuscita a parlare con Luisella. Abbiamo aspettato quasi 24 anni per poter pubblicare questa personalissima autobiografia. Adesso stiamo lavorando su <em>Ridevamo come matte<\/em>, la continuazione di <em>Reato di vita<\/em>, che spero di poter pubblicare l\u2019anno prossimo; anche per questo libro voglio ringraziare Luisella per la sua generosa disponibilit\u00e0. Vorrei anche cogliere questa lieta occasione per esprimere la mia gratitudine a un\u2019altra persona meravigliosa, Diana Battaggia, e anche a tutte le Melusine, perch\u00e9 ci vogliono amore, rispetto e un\u2019esuberante umanit\u00e0 per poter realizzare questi lavori di memoria poetica.<\/p>\n<p>Grazie infinite per avermi concesso l\u2019onore di partecipare a questo importantissimo decennale! A volte mi viene conferito il privilegio di essere qui, grazie al mio lavoro di traduttrice dell\u2019opera della Merini, ma voglio dirvi che pi\u00f9 che un lavoro, ci\u00f2 che veramente sento \u00e8 un\u2019enorme gratitudine nei confronti di questa grande poetessa e delle sue essenziali poesie. Quello che pi\u00f9 si avvicina a ci\u00f2 che si suole chiamare privilegio \u00e8 l\u2019istante dell\u2019emotivit\u00e0 come definivano i sufi un istante emotivo, quella scintilla che perdura nella memoria come luce di luna sulla culla del neonato, che si sospende e appare di nuovo sulle foglie secche di una lapide. Mediante questa metafora voglio dire che dal momento in cui ho conosciuto Alda, lei \u00e8 stata un chiarore nel mio cammino, una scintilla che col tempo diventa torcia mentre leggo il suo linguaggio sempre sommerso nel corpo del dolore, della solitudine, dell\u2019amore. Tre costanti della sua opera, che sono punte di una stessa stella, potremmo dire, salvifica.<\/p>\n<p>Ho sempre avuto il forte desiderio di poter tradurre l\u2019autobiografia della Merini. Ci sono riuscita grazie a Luisella e a tutto il gruppo delle Melusine; grazie a loro sono potuta diventare uno strumento affinch\u00e9 sempre pi\u00f9 gente di lingua spagnola, in America Latina e in Spagna, e nel mondo intero dove si parla lo spagnolo, possa leggere questa immensa voce. <em>Reato di vita<\/em> ci parla dal fondo del cuore di Alda e di tutte coloro che sono state convolte in questo notevole progetto. L\u2019importanza del libro r\u00e1dica nella chiarezza delle parole della poetessa, delle domande a lei proposte, domande che, sebbene siano intime e personalissime, si avvicinano a una confessione che, come ben dice santa Teresa: \u00abLe confessioni migliori non sono le pi\u00f9 lunghe ma le pi\u00f9 dolorose\u00bb. Essere qui con queste donne che hanno dedicato gran parte della loro vita per diffondere l\u2019opera della Merini, mi fa sentire privilegiata, ascoltata, e presa in considerazione. Grazie a Alda Merini ho potuto transitare i momenti pi\u00f9 difficili della mia vita: non \u00e8 stato un lavoro, ma una benedizione. Alda \u00e8 una maestra, lei \u00e8 la pi\u00f9 importante compagna di mia vita. Luisella menziona un disordine tenace che mette in crisi la gerarchia di oggetti e persone. Questa crisi e carenza di mezzi materiali \u00e8 quello che collega il divino con l\u2019umano. Lei, Alda, colei che non fu ammessa al Liceo Manzoni, \u00e8 diventata una maestra, non solo delle Melusine ma di tutto ci\u00f2 che gravita sulla sua opera poetica. Io, come ha detto Alda a Luisella: \u00abcerco di non perdere mai la mia essenza\u00bb. Quel mese di gennaio del 1994, quando Alda si trasferisce all\u2019Hotel Certosa (dove rimane fino a luglio) \u00e8 il periodo in cui Luisella andava a trovarla quasi tutti i giorni e, tra altre cose, un bel giorno Alda le disse: \u00abI soldi li troveremo, adesso scriva, le detto la mia autobiografia\u00bb.<\/p>\n<p>La vita della poetessa ha un interesse per tutti noi chi siamo riuniti qui oggi, per ricordarla nel suo decennale, per dirvi che la follia no \u00e8 una malattia ma la mancanza degli affetti. Nonostante abbia attraversato il suo naturale inferno, credo che in lei ci sia un disordine degli affetti visto sotto la luce teorica di Spinoza. Giles Deleuze si \u00e8 soffermato nell\u2019analisi di Spinoza, nei suoi concetti di <em>affectio, affectus<\/em>, per arrivare alla conclusione che questi costituiscono \u201c\u2026l\u2019elemento fondamentale dell\u2019<em>Etica<\/em> di Spinoza, nelle dimensioni pi\u00f9 reali, vitali e strategiche dell\u2019esistenza umana. Lo stesso Deleuze pensava che il potere vuole che l\u2019essere umano sia triste perch\u00e9 di fronte alla tristezza non c\u2019\u00e8 niente che possa fare.<\/p>\n<p>Roberto Juarroz, poeta argentino, ha detto che la poesia \u00e8 la pi\u00f9 alta espressione di sincerit\u00e0 umana. In questa intervista straordinaria di Luisella Veroli, la Merini si apre con la pi\u00f9 alta sincerit\u00e0 e lo fa con un altissimo livello di lucidit\u00e0. Basta citare un frammento di \u00abLa carta della morte\u00bb, in <em>Reato di vita<\/em>:<\/p>\n<p>Chi si lamenta della vita non potr\u00e0 mai comprendere il mistero della morte che \u00e8 ancora vita. Chi teme la morte non conosce certo il principio della felicit\u00e0. Malgrado mi abbiano derisa ed insultata per via del manicomio, io non far\u00f2 che ringraziare questa frusta demoniaca che mi ha insegnato che le ferite esterne sono ben poca cosa rispetto alle grida laceranti del cuore.<\/p>\n<p>Alda Merini \u00e8 mistica perch\u00e9 si \u00e8 abbandonata al mistero del suo essere, al mistero della creazione, al mistero del divino. Per lei, gli elettroshock di Villa Fiorita non furono tanti spari di energia per farla dimenticare. Nessuno pu\u00f2 far s\u00ec, che un essere umano dimentichi la propria infanzia, nessuno sparo di elettricit\u00e0 pu\u00f2 cancellare nella memoria del poeta il suo stigma, la sua impronta nella vita, le sue esperienze vitali, quelle che hanno segnato la sua scrittura e la far\u00e1nno fiorire ed incamminarsi verso le colline dell\u2019origine, un\u2019origine rifiorita, un albero di pesco con cui faceva l\u2019amore. Non si tratto solo di un panteismo, un trovare dovunque la presenza della divinit\u00e0. La Merini ci insegna che l\u2019amore \u00e8 uccello, filo d\u2019erba dolce\u2026 perch\u00e9: \u00abOgni cosa bella diventa peritura nelle mani degli uomini, \/ ma ogni cosa bella baciata da Dio \/ diventa una rosa rossa piena di sangue\u00bb. Il sangue della Merini \u00e8 un linguaggio pieno di piet\u00e0. Linguaggio che nasce quando si \u00e8 assunto il dolore come necessario per vivere pienamente. Lei \u00e8 l\u2019inizio del nostro accesso a una voce che ci protegge. La sua forza vivifica. Ci tende la sua mano e ci guida verso il suo albero, nudo, in una notte d\u2019inverno. In questa \u00abLa carta della morte\u00bb aggiunge:<\/p>\n<p>I critici mi hanno definita una poetessa che canta i propri amori, ma non \u00e8 vero. Anche quando gli amori cessano, la mia mente continua a creare perch\u00e9 non \u00e8 il vissuto di un amore a reggerla, ma un\u2019etica di vita, l\u2019amore della vita. C\u2019\u00e8 qualcosa che va al di l\u00e0 delle comuni conoscenze del disagio psichico: la fede che esiste un Dio d\u2019amore di cui noi tutti siamo unica, incrollabile parte.<\/p>\n<p>La sua poesia \u00e8 acqua cristallina che sorge dall\u2019autoconoscenza, un torrente di forza e fragilit\u00e0, di desiderio e limite.<\/p>\n<p>Per concludere, vorrei dire che una poetessa esiste soltanto se ci permette di ri-conoscerci in qualcun altro, una voce che ci sprona a cercare il nostro dolore, il nostro vuoto d\u2019amore. La letteratura \u00e8 proprio questo, nient\u2019altro: l\u2019arte che ci insegna a leggere i nostri vuoti. Alda Merini ci ha lasciato il suo sguardo, una porta che apre un\u2019altra porta e tante altre, per fare della nostra vita una discesa. Il suo dolore \u00e8 stato anche il mio, un dolore che Alda mi ha insegnato a trasfigurare affinch\u00e9 la poesia non sia la vita ma bens\u00ec il modo in cui annunciamo e accogliamo la vita. E anche la morte.<\/p>\n<p>Ringrazio la Casa delle Arti-Spazio Alda Merini, per l\u2019impegno e l\u2019amore grazie ai quali la poesia pu\u00f2 essere testimone di ci\u00f2 che succede nella nostra societ\u00e0, nel nostro tempo, cosicch\u00e9 ogni lettore possa scoprire e abbracciare un essere umano che ha donato la sua vita per fare di questo mondo un mondo pi\u00f9 vivibile, pi\u00f9 umano.<\/p>\n<p>Grazie di cuore per permettermi di rivivere questa memoria: luce piena di saggezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Jeannette L. Clariond<\/p>\n<p>Milano, 1\u00b0 novembre 2019<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerini.org\/2019\/10\/21\/1-11-19-reato-di-vita-e-fiaccolata-poetica-decennale-meriniano\/\">vedi evento<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/casadelleartispazioaldamerini\/photos\/?tab=album&amp;album_id=2487379018212096\">vedi album fotografico<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Jeannette Lozano Clariond (dal Messico, traduttrice in spagnolo di numerose opere di Alda Merini; la pi\u00f9 recente Delito de vida), Ricordando Alda Merini in questo primo decennale &nbsp; \u00c8 per me un\u2019immensa gioia e un&#8217;inspiegabile emozione poter tornare alla Casa-Museo di Alda Merini, uno spazio che non solamente preserva il suo nome ma anche la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4340,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[6],"tags":[30],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4339"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4339"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4339\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4340"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4339"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4339"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4339"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}