{"id":4231,"date":"2019-10-21T22:35:17","date_gmt":"2019-10-21T20:35:17","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=4231"},"modified":"2019-10-21T22:35:17","modified_gmt":"2019-10-21T20:35:17","slug":"23-11-19-la-collana-z-de-i-quaderni-del-bardo-edizioni-di-stefano-donno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=4231","title":{"rendered":"23 11 19 La collana Z de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-4357\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z.jpg?w=212\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"484\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z.jpg 1131w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z-212x300.jpg 212w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z-724x1024.jpg 724w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z-768x1086.jpg 768w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/loc-collana-z-1086x1536.jpg 1086w\" sizes=\"(max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>23 novembre 2019 ore 18.00<\/strong><\/p>\n<h2><strong>La collana Z de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno a cura di Nicola Vacca.<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Con Pietro Romano, Nicola Manicardi, Giuseppe Perrone, Luisa Bolleri, Donato Di Poce.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><strong>Letture a cura di Elisa Longo. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Presenta Ottavio Rossani, giornalista Corsera. <\/strong><\/p>\n<p><strong>Interverr\u00e0 l\u2019editore Stefano Donno<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ingresso libero<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.iquadernidelbardoedizioni.it\/collana-z\/\">vedi collana Z<\/a><\/p>\n<p>I LIBRI<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ora del buio di Giuseppe Perrone<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIl poeta davanti alla realt\u00e0 deve avere uno sguardo disincantato. In uno stato di vigilanza, il suo compito \u00e8 quello di attraversare l\u2019esistenza senza mai chiudere gli occhi e soprattutto raccontando quello che vede Giuseppe Perrone ne\u00a0\u00a0L\u2019ora del buio si fa poeta civile e con le spalle al muro scrive poesie prendendosi cura delle parole per mettere nero su bianco tutta la precariet\u00e0 di noi esseri umani davanti alla decadenza in cui siamo precipitati. Poesia che guarda in faccia lo sgomento, l\u2019indifferenza di questo lungo e interminabile viaggio al termine della notte che noi come umanit\u00e0 disumana abbiamo scelto di intraprendere da incoscienti senza preoccuparci delle conseguenze che ci porteranno all\u2019estinzione. \u00abL\u2019uomo \u00e8 il cancro della terra\u00bb scrive Emil Cioran. Giuseppe Perrone, come uomo e come poeta, ha preso coscienza di questa pericolosa e irreversibile deriva. Come poeta, che prima di tutto \u00e8 uomo, scrive nel solco di una consapevolezza. L\u2019ora del buio \u00e8 il libro di un poeta e di un uomo che ha gli occhi aperti sulle macerie.\u201d (dalla postfazione di Nicola Vacca)<\/p>\n<p>Giuseppe Perrone \u00e8 nato a Taranto nel 1959 e svolge l\u2019attivit\u00e0 di medico. Nel 2013 pubblica Tra i passi e le strade (Manni editori), il suo libro d\u2019esordio. Nel 2017 esce La carit\u00e0 delle parole (Luoghi interiori).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Lampi di verit\u00e0 di Donato Di Poce<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Con l&#8217;immagine dei lampi il poeta esprime una misura e delinea una via di accesso. Nella notte sempre buia del nostro vivere politico e civile, le folgori squarciano il tessuto omogeneo del reale e sfaldano la trama compatta delle banalit\u00e0 e dei pregiudizi, aprendo per pochi attimi, nel battito di ciglia di un&#8217;epifania, fenditure e crepe, oltre le quali intravedere sentieri di sopravvivenza. &#8216;Lampi di verit\u00e0&#8217; \u00e8 una raccolta articolata in due parti; la prima consegna il titolo a tutta l&#8217;opera, la seconda \u00e8 declinata su un versante di &#8216;bellezza&#8217;. Una biforcazione? No, piuttosto, due attributi della stessa sostanza. Gi\u00e0 il pensiero greco ci richiama alla sintonia di &#8216;bellezza e verit\u00e0&#8217; [&#8230;] . Il poeta ha in tasca una fragile matita da cui sgorga la lacrima dell&#8217;oppresso. Il poeta spezza la matita come spezza il pane, offre al prossimo un&#8217;intuizione, una scheggia di vita estratta dalla carne, e, se riceve in cambio sputi anzich\u00e9 sorrisi, sa che questo \u00e8 l&#8217;inconveniente di ogni dono. La poesia soffier\u00e0, comunque, sulle braci del sacrificio.&#8221; (dalla Prefazione di Alessandro Vergari)<\/p>\n<p>Donato Di Poce info link<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.donatodipoce.net\/\">http:\/\/www.donatodipoce.net\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Fra mani rifiutate di Pietro Romano<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;La poesia \u00e8 la casa delle parole e il poeta cerca la porta per potere abitare le sue stanze. &#8220;Fra mani rifiutate&#8221; \u00e8 il libro di Pietro Romano, un poeta che scava nelle stanze delle poesia con l&#8217;intenzione di stabilire un contatto con le parole. I suoi versi indicano attraversamenti, scorticano la realt\u00e0 fino a cogliere della sua forma tutta la scarnificazione che \u00e8 necessaria a stabilire un contatto con l&#8217;esistenza.La sua poesia, in questo senso, \u00e8 colma di varianti infinite che esplorano l&#8217;esistenza e i suoi campi minati. Il poeta prende tra le mani la parola e con gli occhi vigili sul mondo, quasi a voler lasciare una testimonianza, si insinua tra le pagine di quel &#8220;sentimento dell&#8217;esserci&#8221;, perch\u00e9 quello che conta nell&#8217;insensatezza di tutto \u00e8 lasciare una traccia. Fra mani rifiutate \u00e8 il libro di un poeta consapevole dell&#8217;importanza delle parole e del fatto che non ci sono parole all&#8217;altezza del presente che ci inghiotte. Davanti alle ustioni del mondo il poeta ha il dovere di inventare una lingua che brucia.Pietro Romano nelle sue poesie incendia le parole, chiama lo spavento in cui siamo finiti con il suo nome e non fa sconti al disincanto che ci assedia.&#8221; (Nicola Vacca)<\/p>\n<p>Pietro Romano (Palermo 1994) \u00e8 laureato in Lettere. \u00c8 autore di due raccolte di poesie, dal titolo Il sentimento dell&#8217;esserci (Rupe Mutevole, 2015) e Fra mani rifiutate (I Quaderni del Bardo, 2018). Suoi scritti compaiono in diverse antologie cartacee e riviste, fra cui Nel nome di Alda (Ursini Edizioni, 2015) e Repertorio di Arte e Poesia (Ursini Edizioni, 2016), In Verbis Lingue Letterature Culture anno VI, n 1, 2016 Ridersela della cultura. Comicit\u00e0 e sovversione delle idee dominanti tra XV e XVIII secolo (Carocci, 2016), Scrittura e utopia in Giuliana Saladino, Dialoghi Mediterranei, n\u00b028, novembre 2017. Attualmente, frequenta il corso di Laurea Magistrale in Italianistica presso l\u2019Alma Mater Studiorum di Bologna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Non so di Nicola Manicardi<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Manicardi coglie occasioni: alternativamente un polemico satirista, un lirico trattenuto, un poeta &#8216;tentato&#8217; dal pensiero: &#8216;Come ci si sente\/ essere il quadrato nero\/ di una settimana enigmistica?&#8217;. Manicardi non tanto cattura il giorno, la giornata che passa ma la sovverte: &#8216;scrivo cercando di raccontare il giorno\/ e finisco per esserne mangiato&#8217;. Questo libro si compone di poesie all&#8217;attacco e di poesie di meditazione di un autore sempre all&#8217;erta. Qui ci troviamo di fronte a un caso particolare. Un poeta educato che cerca la diseducazione. Per il quale ogni ora ogni diversa luce pu\u00f2 essere un indizio di un percorso che pu\u00f2 portare davvero molto &#8216;altrove&#8217; rispetto al suo inizio&#8221;. (Dalla prefazione di Pier Damiano Ori)<\/p>\n<p>Nicola Manicardi \u00e8 nato a Modena dove risiede e lavora in ambito sanitario. Appassionato di letteratura in particolare modo di poesia. Ha pubblicato nel 2015 per la casa editrice Rupe Mutevole di Parma il suo primo volume intitolato \u201cPeriplo\u201d. Successivamente \u00e8 stato inserito nell\u2019antologia dedicata al mito di Marilyn Monroe dal titolo \u201cUmana troppo Umana\u201d di Alessandro Fo e Fabrizio Cavallaro edito da Aragno anno 2016. Nel 2018 pubblica il secondo volume di poesia intitolato \u201cNon so\u201d per la casa editrice I Quaderni del Bardo di Stefano Donno, Collana Zeta diretta da Nicola Vacca. Nel luglio 2018 ha partecipato in veste alla trasmissione \u201cil Sabbatico\u201d mandata in onda su Rai news. In questi anni la poesia di Nicola Manicardi \u00e8 stata tradotta in: greco, spagnolo, rumeno, russo, francese ed inserita in prestigiose riviste nazionali ed internazionali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Di me e degli altri di Lucia Iovino<\/strong><\/p>\n<p>(Martino Ciano) \u201cUna mano vi accarezza il viso, vi rilassate, vi piace, sorridete; improvvisamente quella mano vi d\u00e0 uno schiaffo che vi stordisce, mai riuscirete a spiegarvi il perch\u00e9 di quel gesto. La poesia di Lucia Iovino \u00e8 cos\u00ec: una carezza e una sberla, un\u2019illusione che diventa improvvisamente disillusione, o meglio, consapevolezza della realt\u00e0. I versi sono composti di parole semplici. Poesia nostalgica, poiesi di uno spirito che si sofferma sull\u2019esperienza, e in questa ricerca del senso del passato si comprende il viaggio linguistico dell\u2019autrice. Il suo pellegrinaggio nella vita la porta a riscoprire l\u2019esistenza, a regredire per un attimo allo status di Alice, la quale dopo aver attraversato il paese delle meraviglie ritorna alla realt\u00e0 abbacinata da una luce che rende meno spaventose le ombre della vita. Siamo di fronte a versi stoici, in cui la tranquillit\u00e0 e l\u2019equilibrio delle parole riescono a conferire un sentimento di soddisfazione in chi legge; soddisfazione per aver vinto o perso con onore, con pazienza e perseveranza.\u201d<\/p>\n<p>Info link<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.gliamantideilibri.it\/di-me-e-degli-altri-lucia-iovino\/\">http:\/\/www.gliamantideilibri.it\/di-me-e-degli-altri-lucia-iovino\/<\/a><\/p>\n<p>Lucia Iovino \u00e8 nata a Torre Annunziata. Ha lavorato nella scuola ma la poesia \u00e8 da sempre la sua passione. Questo \u00e8 il suo primo libro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Jorge di Sotirios Pastakas<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;&#8216;Jorge&#8217; \u00e8 un libro singolare [&#8230;]. \u00c8 la storia di un&#8217;amicizia tra un poeta e un gatto che con ironia si avventurano insieme nel dedalo dell&#8217;esistenza, guardando sempre in faccia e a volto scoperto la realt\u00e0 che hanno davanti&#8221;. (Nicola Vacca)<\/p>\n<p>Sotirios Pastakas \u00e8 nato nel 1954 a Larissa in Tessaglia. Ha studiato medicina a Napoli e Roma. Per trent\u2019 anni ha lavorato come psichiatra ad Atene. Oltre a psichiatra e poeta e inventore di riviste on line (Poiein, Thraka, Ftera Xinas, Exitirion), produttore radiofonico e maestro del corso di scrittura vissuta. Ha pubblicato quindici raccolte di poesie, un monologo teatrale, un libro di saggi e traduzioni di poeti italiani (Sereni, Penna, Saba, Pasolini, Gatto, de Angelis, Magrelli ecc). Collabora con varie riviste letterarie con saggi e traduzioni dall\u2019italiano. Dal 1994 \u00e8 membro della Societ\u00e0 degli Scrittori Greci (Greek Writers Society). \u00c8 stato tradotto in quindici lingue e ha partecipato a vari festival mondiali di poesia. Nel Settembre 2001 \u00e8 stato ospite onorario al Hawthodern Castle International retreat for Writers, presso Edimburgo. Il suo libro \u201cTrilogia\u201d (ed. Parousia, 2012) \u00e8 stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2015, col titolo \u00abFood Line\u00bb, tradotto da Jack Hirschman e Angelos Sakkis. Il suo primo libro di racconti \u201cIl Dott \u03a8 e I suoi pazienti\u201d \u00e8 stato pubblicato nel 2015, da \u201cMelani\u201d editore, Atene. Nel 2016 e stata edita da Multimedia Edizioni un&#8217;antologia della sua poe sia, \u201cCorpo a corpo\u201d suo primo libro &#8220;italiano&#8221;., Nel 2018 e uscito \u201cJorge\u201d dai Quaderni del Bardo, di lecce, e la sua \u201cGuida di sopravivenza per giovani autori\u201d, Apopeira ediz., Atene, piu una sua aricchita antologia personale \u201cCorpo a frizione\u201d, Romi ediz, Salonico. A Sotirios Pastakas viene assegnato il 4 dicembre il Premio Annibale Ruccello per la Poesia dello STABIA TEATRO FESTIVAL.Ha vinto il Concorso &#8220;Ritratti di Poesia.140&#8221;, seconda sezione (Europa) per il 2016<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Involuzione della specie di Luisa Bolleri<\/strong><\/p>\n<p>Nelle sue narrazioni, l\u2019autrice affronta temi di grande impatto emotivo, quali il disagio mentale, lo stalking, l\u2019abbandono di un figlio, la pedofilia, la violenza sulle donne, il rapporto tra vivi e morti.\u00a0\u00a0Anche le sue poesie ricalcano i temi del disagio e della spersonalizzazione dell\u2019individuo, smarrito in una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 ostile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luisa Bolleri vive a Empoli con la sua famiglia. Scrive romanzi, racconti e poesie, collaborando con alcune riviste letterarie. \u00c8 membro di giuria in premi letterari.<\/p>\n<p>Ha pubblicato i romanzi:<\/p>\n<p>Quella notte, Ibiskos Ed.Risolo, 2011.<\/p>\n<p>L\u2019incubo, Leonida Edizioni, 2013.<\/p>\n<p>Il tunnel, Ibiskos Ed.Risolo, 2013.<\/p>\n<p>Pioggia, Leonida Edizioni, 2015.<\/p>\n<p>Il vento e il silenzio, Ibiskos Ed.Risolo, 2015.<\/p>\n<p>Il presagio, Leonida Edizioni, 2016.<\/p>\n<p>Recentemente \u00e8 uscita la raccolta di racconti \u201cPrecipitare\u201d, Leonida Edizioni, 2019.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23 novembre 2019 ore 18.00 La collana Z de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno a cura di Nicola Vacca. &nbsp; Con Pietro Romano, Nicola Manicardi, Giuseppe Perrone, Luisa Bolleri, Donato Di Poce. Letture a cura di Elisa Longo. Presenta Ottavio Rossani, giornalista Corsera. 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