{"id":4024,"date":"2019-09-23T22:45:56","date_gmt":"2019-09-23T20:45:56","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=4024"},"modified":"2019-09-23T22:45:56","modified_gmt":"2019-09-23T20:45:56","slug":"22-10-19-inaugurazione-mostra-visioni-intime-e-della-terra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=4024","title":{"rendered":"22 10 19 Inaugurazione mostra &#8220;Visioni intime e della terra&#8221; &#8211;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/locandina-mostra-visione-terra.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-4025\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/locandina-mostra-visione-terra.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"842\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/locandina-mostra-visione-terra.jpg 595w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/locandina-mostra-visione-terra-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>22 ottobre 2019 &#8211; ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p>Inaugurazione della mostra<\/p>\n<h3>VISIONI INTIME E DELLA TERRA<\/h3>\n<p>Espongono<\/p>\n<p><strong>Laura Martucci, Angela Leopatri, Angela Petrini, Maria Lombardi, Carla Pucci Da Filicaja, Angelo Speziale e Giuseppe Morena.<\/strong><\/p>\n<p>A cura di <strong>Valentina Cavera.<\/strong><\/p>\n<p><u>Musica di Gabriele Losavio: \u201cThe sound of nature\u201d.<\/u><\/p>\n<p>Dal 22 al 30 ottobre, \u201cVisioni intime e della terra\u201d sar\u00e0 visibile all\u2019interno della Casa delle artiste (Via Magolfa 32).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ingresso libero<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Osservare un\u2019opera del contemporaneo, cercare di comprenderla, significa un po\u2019 addentrarsi nell\u2019interiorit\u00e0 dell\u2019artista che l\u2019ha realizzata, nelle sue emozioni, le quali altro non sono che riflesso di ci\u00f2 che si vive. Altres\u00ec, le rappresentazioni artistiche diventano porte segrete per conoscere il mondo che ci circonda attraverso le voci silenti degli interlocutori dell\u2019arte. L\u2019utilizzo delle colorazioni, delle forme, della scelta dei soggetti sono tutte simbologie archetipe che ci conducono nel sentiero della verit\u00e0, l\u00ec dove l\u2019uomo ascolta se stesso e traduce attraverso la materia ci\u00f2 che sente. La vivida sensibilit\u00e0 inconsueta di ogni artista aiuta a sciogliere le barriere che spesso imprigionano l\u2019individuo comune in un universo falsificato dalle apparenze dell\u2019esistenza.<\/p>\n<p><strong>\u201cVisioni intime e della terra\u201d<\/strong> incoraggia il visitatore ad esplorare la propria anima osservando il lavoro sull\u2019emotivit\u00e0 svolto Da <strong>Laura Martucci<\/strong> e <strong>Angela Leopatri<\/strong> e nello stesso tempo ad osservare ci\u00f2 che di vero traspare sul pianeta, poich\u00e9 con esso scopriamo la bellezza che risiede in noi: la naturalezza, l\u2019armonia perfetta che ci accomuna al creato. La pittura botanica di <strong>Angela Petrini<\/strong>, <strong>Maria Lombardi<\/strong>, <strong>Carla Pucci <\/strong><strong>da <\/strong><strong>Filic<\/strong><strong>aja<\/strong> e quella naturalista di <strong>Angelo Speziale<\/strong> catturano in un lampo di eternale presente la perfezione data dalle piante, dagli insetti, dagli animali che sorreggono, come fossero basamenti architettonici, l\u2019intera struttura della terra, l\u2019habitat dove gli esseri umani hanno creato la storia e realizzano il futuro. Con le sculture di <strong>Giuseppe Morena<\/strong> tocchiamo la materia, sostiamo al confine tra l\u2019uomo e la natura, per sentirsi un tutt\u2019uno con essa.<\/p>\n<p><strong>Le luminose colorazioni emotive di Laura Martucci.<\/strong><\/p>\n<p>Con <strong>Laura Martucci <\/strong>(Roma \u201982) ci si avventura nella propria interiorit\u00e0 attraverso quei ritratti che mirano all\u2019anima. Di luce, di colore, tra quei numerosi specchi geometrici che compongono la fisicit\u00e0 dei personaggi. Ci sono dei momenti in cui la felicit\u00e0 dell\u2019individuo si fa viva ed allora tutto il corpo partecipa, vestito dalle luci dell\u2019emozione, dai colori di festa. Dinanzi alle sue strutture si evince che attraverso il proprio corpo l\u2019uomo si esprime ed osservando il suo modo di esprimersi si prova un sentimento. Dopo un attento studio sulle forme e sulle tonalit\u00e0 che evocano la felicit\u00e0, la positivit\u00e0, nasce questo <strong>ciclo di pitture<\/strong> di Laura Martucci. \u00ab<strong>I colori accesi accendono l\u2019anima<\/strong>; \u00e8 come se ti mostrassero la via giusta, ti trasmettessero serenit\u00e0, speranza\u2026vita.\u00a0 \u2013 spiega Laura &#8211; L\u2019unione di alcuni colori crea la perfezione.\u00bb Cos\u00ec la donna sdraiata sulla coperta comunica il suo benessere, durante quel processo di scomposizione e combinazione di figure geometriche. Nella densit\u00e0 dei volumi, variopinti dalla selezione accurata di determinate colorazioni, si capta la gioia. \u00abSono momenti brevi ma ci\u00f2 accade: quando ci sentiamo amate, quando vediamo positivit\u00e0 nella nostra vita, nei momenti felici\u2026\u00a0 &#8211; racconta Laura &#8211; quando godiamo dei piccoli momenti.\u00bb<\/p>\n<p>Si nota tra la maggior parte dei <strong>lavori di natura cubista<\/strong>, un \u2018opera dove si annida la creativit\u00e0 surrealista, anche se ai margini, come fosse un richiamo al filone precedentemente descritto, le impronte del medesimo stile creano un\u2019armonia totalizzante: una testa, priva di corpo, ad occhi chiusi immerso nella luce, vive il suo momento di beatitudine. Triangoli, rettangoli, quadrati, archi, si dividono lo spazio mentre la parte figurativa predomina. Un occhio poco distante si apre alla coscienza, mentre il mare si lascia ascoltare in lontananza.<\/p>\n<p>Le Pitture di Laura Martucci sottoforma di luminose apparizioni si oppongono a quelle in mostra all\u2019interno dello Studio Mitti (Via Alzaia Naviglio Grande 4), dal 25 ottobre fino al 4 novembre, in cui l\u2019oscurit\u00e0 e l\u2019onirico sono i protagonisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Angela Leopatri, traduttrice d\u2019emozioni<\/strong><\/p>\n<p><strong>Angela Leopatri<\/strong> (Milano, \u201858) con minuziosa attenzione dispone le sue emozioni sulla tela cogliendole nel loro colorato apparire, distinguendo le sfumature che le caratterizzano attraverso la scelta delle forme in differenti composizioni di natura Kandinskiana, trasformando ci\u00f2 che prova in danza di luce e musica per gli occhi.<\/p>\n<p>\u00abSpesso mi sono soffermata ad osservare lo spazio, la natura o mi sono persa nelle pagine illustrate di un libro d&#8217;arte \u2013 racconta Angela &#8211; Cos\u00ec ho compreso che essere artista \u00e8 creare emozioni e condividerle\u00bb.<\/p>\n<p>Inizia a disegnare sin da bambina tra il profumo degli acrilici. Allora usava la tempera. Quel senso di appagamento e di felicit\u00e0 in quella sua immersione tra i colori l\u2019ha sempre mantenuto vivo. Dopo aver terminato gli studi all\u2019 Accademia d&#8217;Arte Cimabue di Milano in giovane et\u00e0, ha sperimentato nel corso del suo percorso varie tecniche, vari stili. Focalizzandosi sui paesaggi mediterranei ha in seguito introdotto l\u2019astratto nella sua esperienza artistica servendosi di quelle stesse tonalit\u00e0 che intonavano quei paesaggi. Si \u00e8 imbattuta nel materico, ha unito alle colorazioni le foglie d\u2019oro, ha lavorato con la spatola e con le mani. Sono cos\u00ec nate quelle opere che fanno di lei una <strong>traduttrice di emozioni<\/strong>, per esorcizzare i dolori, le paure ed anche allo stesso tempo per festeggiare la gioia, in quella manipolazione costante negli elementi del concreto e di conseguenza dentro se stessa. Vestire la tela del s\u00e9 \u00e8 lo scopo del suo lavoro. <strong>Dentro le sue opere c\u2019\u00e8 la vita, <\/strong>in quel gioco di forme e di colori che per un effetto ottico si muovono quasi nello spazio pur rimanendo ferme: tra le forme geometriche si sprigiona un linguaggio senza parole in cui il cerchio con la sua morbidezza visiva protegge, il triangolo con le sue punte ferisce, il quadrato impone razionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Le opere che presenta in mostra hanno per titolo: \u201c<strong>Profonda spaccatura\u201d, \u201cResilienza\u201d,\u201d La passione, l\u2019amore e il desiderio\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>La prima<\/strong> \u00e8 specchio del suo rapporto difficile con il padre. Rappresenta una sfera divisa a met\u00e0 con l\u2019impossibilit\u00e0 di ricomporsi: sullo sfondo nero pare essere di cristallo di rocca. La sfera seppur spezzata rimane distesa con un pezzo vicino all\u2019altro poich\u00e9 un legame di sangue \u00e8 e rimarr\u00e0 comunque indissolubile.<\/p>\n<p><strong>La seconda<\/strong>, in tecnica mista, una fusione di sabbia, olio e acrilico, rappresenta la forza che risiede in ogni donna dopo aver affrontato le varie prove della vita\u2026 \u00e8 allora che si diventa rocce, dure, vigili. Su di uno sfondo oscuro, delle sembianze della pietra lavica, compare un occhio dorato da veggente. Posizionato al centro del dipinto, in prospettiva disposto sotto i vari superfici di forme, come fossero strati di pelle, sembra guardare in tutte le direzioni.<\/p>\n<p>In<strong> \u201cLa passione, l\u2019amore e il desiderio\u201d<\/strong> si celebrano i trionfi sentimentali, tra lune di sogni colorate a pastello.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Angela Petrini e Floraviva<\/strong><\/p>\n<p><strong>Angela Petrini<\/strong> (Novara, \u201858) \u00e8 disegnatrice e al contempo <strong>Presidente di Floraviva<\/strong>, associazione di pittori botanici italiani nata nel 2004. In primis, lo scopo di questa associazione \u00e8 di <strong>diffondere la<\/strong> <strong>conoscenza dell\u2019arte botanica<\/strong> come strumento attuale a sostegno della difesa del patrimonio vegetale con il quale l\u2019essere umano convive, oltre a promuovere un atteggiamento protettivo, di <strong>salvaguardia della natura. <\/strong>Condividere la passione dell\u2019espressione pittorica attraverso i disegni che contemplano ed esaltano le tracce dell\u2019universo impresse sulla terra corrisponde ad approfondire la conoscenza del creato ed anche a godere della sua bellezza. \u00abIl compito del Presidente, oltre a quello rappresentativo, consiste nell\u2019indirizzare e progettare l\u2019attivit\u00e0 comune insieme ai componenti del Consiglio Direttivo \u2013 spiega Angela Petrini &#8211; il che si traduce nello studio di temi da sviluppare nelle esposizioni collettive e nel cercare, preferibilmente nell\u2019ambito pubblico, collaborazione e sedi per le nostre esposizioni, le attivit\u00e0 collaterali di insegnamento della tecnica, conferenze e relazioni attinenti all\u2019arte botanica\u00bb.<\/p>\n<p>Angela Petrini presenta in mostra due acquerelli. Uno su cartoncino ed uno su carta. Entrambi rappresentano <strong>variet\u00e0 di iris<\/strong>. Il primo dipinto s\u2019intitola <strong>\u201cIris alba\u201d<\/strong> e corrisponde a una delle variet\u00e0 pi\u00f9 appariscenti di questo fiore, mentre Il secondo ha come titolo <strong>\u201cIris Jacquesiana\u201d.<\/strong> Quest\u2019ultimo \u00e8 il ritratto di \u00abun ibrido creato dal francese Jean-Nicolas L\u00e9mon gi\u00e0 prima del 1839, data in cui lo descrisse. L\u00e9mon attribu\u00ec il nome <em>Jacquesiana<\/em> a questa iris in onore di Henri Antoine Jacques \u2013 racconta Angela &#8211; il capo giardiniere della tenuta reale di Neully.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Maria Lombardi e la sua vita legata all\u2019arte botanica<\/strong><\/p>\n<p><strong>Maria Lombardi<\/strong> (Australia, \u201961), oggi <strong>vicedirettore di Floraviva<\/strong>, fin dai suoi esordi legati alla disciplina artistica ha sempre notato una predilezione interiore verso le forme e i colori del mondo naturale, in particolare dei fiori. Attraverso l\u2019arte botanica che fonde arte e scienza ha potuto manifestare la sua personalit\u00e0 artistica nell\u2019interpretare <strong>ci\u00f2 che il vero manifesta e sprigiona<\/strong>. \u00abHo un bisogno fisico di essere circondato dalla natura \u2013 riferisce Maria Lombardi &#8211; mi diletto nella vista del bocciolo che sta per esplodere nella vita o nelle mutevoli tonalit\u00e0 di un fiore che sbiadisce nelle ultime fasi della sua vita\u00bb. Rapita da ragazza dal lavoro della pittrice e tipografa australiana Margaret Preston e successivamente, una volta trasferitasi in Europa, scoperte le opere di molti pittori botanici del passato come il belga Pierre-Joseph Redout\u00e9, o l&#8217;incredibile naturalista di origine tedesca e illustratrice scientifica Maria Sybilla Merian, ha trovato il suo sentiero in cui incamminarsi per esprimere se stessa coinvolgendo quante pi\u00f9 persone ad un sincero apprezzamento della natura ed altres\u00ec ad aumento della consapevolezza verso essa. Una delle sue opere in mostra \u00e8 un acquerello intitolato <strong>\u201cSilybum marianum, (Cardo mariano)\u201d,<\/strong> che rappresenta, per l\u2019appunto, la pianta spontanea presente nel bacino del Mediterraneo.<\/p>\n<p>\u00abQuesta pregiata pianta officinale, di aspetto molto affascinante, \u00e8 stata usata fin dall\u2019antichit\u00e0 per le sue indiscusse propriet\u00e0 fitoterapiche. &#8211; spiega Maria Lombardi &#8211; \u00c8 una pianta biennale dal fusto eretto, con distintivi fiori riuniti in una infiorescenza a capolino di colore violaceo-purpureo incorniciati da una raggiera di brattee spinose che si allargano man mano che il fiore inizia ad aprirsi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cLe storie vegetali\u201d di Carla Pucci da Filicaja<\/strong><\/p>\n<p>La seduzione esotica delle piante africane perviene ai nostri occhi attraverso i disegni che <strong>Carla Pucci <\/strong><strong>da Filicaja<\/strong> (Roma, \u201961) ha realizzato durante la sua esperienza a Zanzibar durata diversi anni. <strong>\u201cLe sue storie vegetali\u201d<\/strong> s\u2019impregnano delle tonalit\u00e0 di quella terra lontana, che diviene pi\u00f9 vicina, meno sconosciuta, grazie al suo sguardo attento e alla sua passione nel viverla. Dietro alla sua pittura botanica i colori e il segno si mescolano con lo studio delle specie vegetali e l\u2019analisi sul campo, con l\u2019emozione nel contemplare la natura che in funzione del tempo muta il suo volto e comunica cose differenti. Poi c\u2019\u00e8 il canto della natura\u2026 \u00abLa Natura \u00e8 melodia, ci sono canti per ogni ora del giorno bisogna solo saper ascoltare ed amare ci\u00f2 che si fa, solo cos\u00ec si pu\u00f2 trasmettere la magia dell\u2019emozione. Questo \u00e8 per me il senso della pittura botanica \u2013 racconta l\u2019artista. \u2013 Il \u201ccanto dell\u2019Africa\u201d con le sue praterie, le sue piante, gli animali incontrati nel corso di tanti safari in Tanzania mi ha ammaliato, coinvolto mentalmente e fisicamente<em>.<\/em>\u00bb Tra le opere in mostra, acquerelli su carta, si trover\u00e0 <strong>\u201cGarden in Arusha\u201d,<\/strong> fiore di banano, <strong>\u201cJozani\u201d,<\/strong> dove spicca una mangrovia rossa, tra le cui fronde si nota una <em>Junonia oenone oenone<\/em>, una farfalla che propende per le ambientazioni umide e fangose e che \u00e8 golosa del nettare dei fiori. Non lontano si mostra una raganella della famiglia delle Hylidae. In <strong>\u201cSafari a Ruaha\u201d,<\/strong> Carla nel rappresentare una <em>Kigelia <\/em>africana osservata dal vivo, immagina alla base di un ramo un piccolo camaleonte. Il cocco denominato <em>Nazi<\/em> dai locali, come un\u2019omonima opera dell\u2019artista, \u00e8 ritratto su carta assieme a parte della sua pianta, la palma da cocco. \u00abSullo sfondo \u00e8 rappresentata anche la foglia pennata della palma che i locali chiamano makuti composta da verdi foglioline lanceolate, spesso ingiallite e bruciate dal vento. In questa occasione, qualcuno sal\u00ec i 30 metri dello stipite della palma e con il machete tagli\u00f2 cocchi e foglie secche. \u2013 spiega la pittrice &#8211; Il cocco \u00e8 stato dipinto all\u2019ombra del patio della mia casa africana, sul tavolo da pranzo, tra granelli di sabbia impalpabili come cipria e minuscoli insetti che riposavano sul mio foglio. Il grande tetto di makuti mi riparava dal sole e dalla luce accecante.\u00bb Nella tavola <strong>\u201cSulla spiaggia di Kiwengwa\u201d<\/strong>, Carla ritrae una palma da cocco dalla crescita insolita: \u00abIl fusto della pianta, &#8211; scrive l\u2019artista &#8211; durante la crescita, aveva assunto un anomalo portamento strisciante. L\u2019evento mi consent\u00ec il tempo per il ritratto della bellissima infiorescenza a spadice, normalmente visibile solo dal basso poich\u00e9 il tipo di palma da cocco presente a Zanzibar ha un\u2019altezza di 20-30 metri\u00bb. Uno dei suoi sogni si chiama <strong>Botarte<\/strong>, il nome di un\u2019ipotetica possibile associazione di artisti con cui condividere la passione per l\u2019arte e l\u2019amore per la natura, anche se per ora risulta essere solo il logo con cui lei si firma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le meraviglie della natura con Angelo Speziale<\/strong><\/p>\n<p>Con <strong>Angelo Speziale<\/strong> [Foligno (PG), \u201959] pittore naturalista di professione dal 1988, attraversiamo le meraviglie del creato, tra piante, insetti ed uccelli. Un universo da scoprire che con lui risulter\u00e0 maggiormente penetrabile.<\/p>\n<p><strong>Sulle sue tavole si muove la vita<\/strong>: si sente crescere, evolversi, tra i colori e profumi, suoni ed ambientazioni. Osservare con gli occhi di un naturalista d\u2019altra parte significa questo, perch\u00e9 oltre al disegno ci sono i suoi racconti a rendere maggiormente suggestivo il percorso. Osservare con i suoi occhi vuol dire attraversare la luce tra i petali e le foglie, giocando con lo sguardo tra le trasparenze per poter definire la carnosit\u00e0 dei soggetti vegetali; attendere con pazienza che la luminosit\u00e0 tocchi in un certo modo l\u2019immagine, produrre schizzi a matita, raccogliendo delle note di colore ed eternizzare ci\u00f2 che si \u00e8 visto su una diapositiva sono i punti determinanti verso la realizzazione delle sue creazioni\u2026. Altres\u00ec, studiare il comportamento di certi insetti, rimanerne colpiti, carpire il loro linguaggio attraverso segni e movimenti\u2026 ascoltare il suono degli uccelli, registrandolo dentro di s\u00e9 per riconoscerlo successivamente, di volta in volta, sono i passi ulteriori verso una libera progettualit\u00e0 e una veritiera narrazione estetica di un artista di successo.<\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 che m\u2019interessa \u00e8 riprodurre un racconto; tutte le mie tavole le ambiento. Non ho l\u2019abitudine di riprodurre un soggetto estrapolato dal contesto perch\u00e9 mi piace raccontare anche ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 intorno; quindi ci possono essere anche altri soggetti di contorno, che di contorno non sono, ma sono magari ausiliari, complementari; oltre al soggetto animale anche il contesto ambientale \u00e8 importante\u2026 la vegetazione\u2026 per dare nozione di dove vivono questi animali, che sia un uccello o un insetto. Riprodurre un po\u2019 del loro ambiente \u00e8 interessante anche dal punto di vista pittorico. Cos\u00ec la tavola sar\u00e0 pi\u00f9 dinamica, meno fissa\u00bb.<\/p>\n<p>Sin da bambino s\u2019interessa al disegno, dapprima dipingendo casette sulle colline che con disinvoltura dinanzi agli occhi stupiti del suo maestro comparivano gi\u00e0 in prospettiva, poi raffigurando precocemente i primi insetti, i bruchi. Dopo la parentesi avuta con immagini oniriche di entit\u00e0 raffigurate dietro alle sbarre, specchio di un\u2019adolescenza introspettiva, ricompare il suo interesse verso gli insetti che poi s\u2019incanala verso la natura tutta. Affina le tecniche pittoriche da autodidatta e approfondisce la sua cultura scientifica sull\u2019argomento, attraverso libri ed escursioni. Sicuramente furono i suoi studi in scienze biologiche la chiave di volta che lo ha iniziato alla professione ma sono state varie le esperienze all\u2019interno delle Universit\u00e0 nel corso del tempo che lo hanno reso un esperto nel settore, oltre alla sua accesa passione in materia.<\/p>\n<p>In mostra presenta due differenti <strong>libellule<\/strong> realizzate in acquerello su cartone, una gialla e nera (<strong>ONYCHOGOMPHUS sp), ed un\u2019altra verdastra<\/strong> <strong>(SOMATOCHLORA sp)<\/strong>. Tra gli insetti le libellule hanno sempre mosso il suo interesse, non solo per la loro bellezza ma per lo specifico comportamento peculiare che dimostrano. \u00abSono particolari nel mondo della natura perch\u00e9 sono costruite quasi come delle macchine da predazione. \u2013 spiega Speziale &#8211; Io le paragono a delle piccole tigri. Ci sono libellule che fanno predazioni d\u2019agguato come farebbe un leopardo, oppure corrono come se fossero ghepardi\u00bb.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra libellula, a matita colorata su carta, si nota in uno dei suoi disegni pi\u00f9 complessi, adagiata su una ninfea gialla, nelle vicinanze di una rana verde<strong>; poi si susseguono, tra le raffigurazioni pi\u00f9 articolate, <em>\u201c<\/em>Funghi Coprini con Fringuelli\u201d in <\/strong>matita di grafite su carta e <strong>\u201cCappero\u201d,<\/strong> un acquerello su carta. Tra le pi\u00f9 semplici, invece, sboccia <strong>\u201cBoccioli di rosa graham thomas\u201d, a matita colorata su carta <\/strong>e si manifesta <strong>\u201cRamo di pero Williams max red barlett\u201d,<\/strong> un acquerello su cartone, che colti nella loro semplicit\u00e0 e limpida perfezione sono paragonabili a poesie visive.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Pino Morena, lo scultore cacciatore di anime nella materia<\/strong><\/p>\n<p><strong>Pino Morena<\/strong>, (Reggio Calabria, \u201959), con le sue sculture lignee d\u00e0 una seconda vita a quei materiali naufraghi, destinati a morire che provengono dai fiumi, dai torrenti, dal mare. Recuperati sulle spiagge, gi\u00e0 levigati dalla forza dell\u2019acqua, dalle onde, vengono ulteriormente lavorati dallo scultore che usando differenti tecniche ne stilizza la forma e ne contraddistingue la colorazione. In quanto <strong>cacciatore di anime nella materia<\/strong>, Morena sceglie i pezzi da lavorare in base ad una sua ricerca, che lo spinge attraverso la sua sensibilit\u00e0 a portare alla luce ci\u00f2 che gi\u00e0 respira nell\u2019elemento selezionato. Ogni pezzo di legno porta con s\u00e9 una determinata storia che l\u2019occhio esterno ha modo di risvegliare con l\u2019attenzione nel dettaglio; pare si possa scorgere l\u2019anima dell\u2019oggetto nei segni inferti sulla materia. Ogni suo lavoro sembra diventare <strong>confine tra uomo e natura,<\/strong> dove l\u2019uomo una volta arrivato a questo confine, toccando il corpo in questione ed abbracciandolo si senta parte di essa\u2026 le sue creazioni sembrano volti in cui l\u2019uomo ha impresso il suo passaggio dentro quel confine per annullare la distanza tra la natura e lui medesimo.<\/p>\n<p>\u00abLa scultura in se stessa \u00e8 la dimostrazione che io raccolgo un materiale che \u00e8 destinato e a non essere utile; facendo una scultura gli d\u00f2 vita\u2026 &#8211; Racconta Morena &#8211; un risvegliare la natura che sta morendo: se t\u2019imbatti in legni e in radici che non sono pi\u00f9 al loro posto originario, come accade in conseguenza di incendi o alluvioni, allora in un certo senso faccio rivivere ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 disperso, slegato dalla sua fonte. Tutto questo d\u00e0 un\u2019emozione a chi la vede che fa riflettere su ci\u00f2 che sta accadendo attorno a noi\u00bb.<\/p>\n<p>Lavorate con le sgorbie, scalpellini dalle varie forme, di varie misure, concave o a rondine, le sue sculture vengono trattate successivamente con delle cere o degli impregnanti, i quali regalan loro una vita pi\u00f9 longeva e danno risalto alle venature. Scolpisce i suoi legni fino a sentirli vivi, duri, privi di alghe o residui inopportuni; legni che variano per tipologia\u2026 <strong>da quello di vite a quello di ulivo,<\/strong> alle <strong>radici stesse<\/strong>\u2026 fino ad accompagnarli con altri materiali, se \u00e8 il caso, come la pietra quando, per esempio, \u00e8 gi\u00e0 incastonata nell\u2019elemento prescelto. Con una tecnica personale, utilizzando le candele o i timbri a fuoco, riesce a dare un colore differente al pezzo concreto, dando delle sensazioni chiaro-scure. Il prodotto poi ulteriormente strofinato con carta vetrata o spazzole metalliche appare quasi un materiale differente dal legno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Orari di apertura:<\/p>\n<p>Marted\u00ec: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec: dalle 10.00 alle 22.00<\/p>\n<p>Gioved\u00ec: dalle 13.00 alle 20.00<\/p>\n<p>Venerd\u00ec: dalle 17.00 alle 20.00<\/p>\n<p>Sabato, Domenica: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p class=\"\"><strong class=\"\">Visioni Intime e della Terra<\/strong>\u00a0\u00e8 stato censito nel portale\u00a0<a class=\"\" href=\"http:\/\/www.italive.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">italive.it<\/a>\u00a0e ammesso alle votazioni per il &#8220;Premio Italive 2019&#8221;.<\/p>\n<p class=\"\"><a class=\"\" href=\"http:\/\/www.italive.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ITALIVE.IT<\/a>, progetto patrocinato dal\u00a0<strong class=\"\">Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo e dal Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare<\/strong>\u00a0(promosso da\u00a0<strong class=\"\">CODACONS<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong class=\"\">COMITAS<\/strong>\u00a0con la partecipazione di\u00a0<strong class=\"\">AUTOSTRADE PER L&#8217;ITALIA<\/strong>\u00a0e la collaborazione di\u00a0<strong class=\"\">COLDIRETTI<\/strong>) informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi organizzati, anche alla scoperta di eccellenze enogastronomiche.<\/p>\n<p class=\"\">Per visualizzare la scheda dell&#8217;evento cliccare sul seguente\u00a0<a class=\"\" href=\"https:\/\/italive.it\/visioni-intime-e-della-terra\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">link<\/a>.<\/p>\n<p class=\"\">Le votazioni espresse dai visitatori, che saranno raccolte fino a fine anno e giudicate da una commissione di esperti, determineranno il vincitore del Premio di quest&#8217;anno.<br class=\"\" \/>Notizie sul Premio Italive e regolamento reperibili dal sito\u00a0<a class=\"\" href=\"http:\/\/www.italive.it\/premio-italive\/regolamento\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>22 ottobre 2019 &#8211; ore 18.30 Inaugurazione della mostra VISIONI INTIME E DELLA TERRA Espongono Laura Martucci, Angela Leopatri, Angela Petrini, Maria Lombardi, Carla Pucci Da Filicaja, Angelo Speziale e Giuseppe Morena. A cura di Valentina Cavera. Musica di Gabriele Losavio: \u201cThe sound of nature\u201d. 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