{"id":3880,"date":"2019-07-26T23:08:33","date_gmt":"2019-07-26T21:08:33","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=3880"},"modified":"2019-07-26T23:08:33","modified_gmt":"2019-07-26T21:08:33","slug":"10-9-19-trame-di-vita-in-una-collettiva-a-due-piani-inaugurazione-mostra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=3880","title":{"rendered":"10 9 19 Trame di vita in una collettiva a due piani &#8211; inaugurazione mostra"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/trame-di-vita.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3881\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/trame-di-vita.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"842\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/trame-di-vita.jpg 595w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/trame-di-vita-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>10 settembre 2019 &#8211; ore 18.30<\/strong><\/p>\n<p>Inaugurazione della mostra<\/p>\n<h3><strong>Trame di vita in una collettiva a due piani<\/strong><\/h3>\n<p>espongono: <strong>Loredana Caretti, Rosachiara Carletto, Germano Casone, Amos Loffreda, Marina Pozzi, Patrizia Silingardi.<\/strong><\/p>\n<p><em>Un edificio abitato da pi\u00f9 persone, come una casa in cui si condividono le proprie storie di vita\u2026 che si specchiano, mostrandosi e raccontandosi attraverso le opere d\u2019arte in mostra<\/em>.<\/p>\n<p>Termine esposizione: 22.9.19.<\/p>\n<p>Ingresso libero.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><strong>Trame di vita in una collettiva a due piani<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dal 10 al 22 settembre all\u2019interno della Casa delle Artiste avr\u00e0 luogo l\u2019esposizione \u201cTrame di vita in una collettiva a due piani\u201d, a cura di Valentina Cavera, durante la quale Rosachiara Carletto, Germano Casone, Patrizia Silingardi, Marina Pozzi, Loredana Caretti, Amos Loffreda proporranno il loro lavoro.<\/p>\n<p>Proprio come se realmente ognuno di questi artisti vi abitasse dentro, si svilupper\u00e0 una relazione degli uni con gli altri, mentre le loro opere racconteranno le loro storie espresse attraverso l\u2019arte pittorica o scultorea nel caso di Germano Casone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Germano Casone<\/strong> [Villa Biscossi (PV), \u201847] attraverso le sue sculture di creta \u00e8 come se desse voce ai bambini di tutto il mondo, partendo innanzi tutto dal bambino dentro di s\u00e9. Di cosa hanno bisogno i bambini d\u2019oggi per crescere e diventare adulti in modo corretto? Come \u00e8 fatto il loro presente? E un ipotetico paese dei bambini potrebbe esistere? I suoi bambini sono immersi nel sapere, cavalcano la fantasia su uno spicchio di luna, si affacciano dalle finestre di un borgo dove vige la semplicit\u00e0.<\/p>\n<p>A lavoro concluso, Casone si sofferma molto sulla ricerca del titolo pi\u00f9 appropriato, poich\u00e9 in esso si svela il legame con la realt\u00e0, ovvero il concetto che cerca di esprimere nell\u2019atto creativo, la sua filosofia di vita che traspare dalle sue opere scultoree. Lavora molto sulla natura dei bambini, sui loro passi verso il futuro. \u00abIl futuro \u00e8 loro. Gliel\u2019abbiamo rovinato molto per\u00f2 noi grandi, anche se gli abbiamo dato una vita agiata \u2013 racconta Casone &#8211; \u00e8 il sistema che va ricostruito per poter gioire di questa vita. L\u2019istruzione, la cultura sono necessari. Oggi possediamo i computer ma pur essendo un grande salto evolutivo, ci si \u00e8 allontanati dalla lettura. In primis i pi\u00f9 giovani.\u00bb \u201dUn bimbo che legge sar\u00e0 un adulto che pensa\u201d \u00e8 un lavoro che vede protagonista un bambino intento nella lettura, in cima a dei libri impilati gli uni sugli altri, mentre un adulto lo osserva con sguardo pensoso. In \u201cLa cultura va sostenuta con forza\u201d si legge la precariet\u00e0 d\u2019essa, in quel gesto disperato di un uomo dinanzi ad una torre di testi sovrapposti che rischia di cadere, mentre alla sua sommit\u00e0 un bambino \u00e8 preso dal suo libro. \u201cCompagni di scuola\u201d vede alcuni studenti sfogliare un medesimo gigantesco libro, un inno all\u2019istruzione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il fascino derivato di Amos Loffreda<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Le immagini femminili di Amos Loffreda (Chioggia,\u201962) sono una ricerca pittorica che mira alla rappresentazione della personalit\u00e0 del soggetto. Nel corso della sua carriera ha sperimentato la riproduzione di nature morte, ha interpretato la realt\u00e0 in forma di astrazione ma la sua ricerca poi si \u00e8 soffermata sul ritratto. D\u2019altra parte Amos nasce come fotografo, quindi ha sempre lavorato con l\u2019immagine. Successivamente, il passaggio alla pittura \u00e8 stato determinato da alcune produzioni che coinvolgevano la pittura su elementi fotografici, finch\u00e9 l\u2019elaborazione dei soli colori sulla tela \u00e8 diventato una realt\u00e0 costante.<\/p>\n<p>Il pavoneggiare delle sue donne, attraverso le chiome o gli abiti multicolori, emana tutto il fascino femminile. Non \u00e8 un imitare la bellezza ma i soggetti che spesso cerca su internet sono persone che gli provocano un\u2019emozione, da cui estrapolare l\u2019essenza che le contraddistingue. Gli studi portati avanti a Venezia e gli approfondimenti sul disegno dal vero dinanzi alle modelle hanno influenzato la sua creativit\u00e0 e si sono concretizzati nei disegni che propone nel contemporaneo. Il gioco di colori che si condensa in piccoli interventi riprodotti ripetutamente attorno ai volti delle donne sono il suo modo di divagare nei percorsi dell\u2019arte, per rendere le sue opere esclusive. \u00abHo approfondito il discorso sul mosaico e l\u2019ho voluto riportare sui quadri attraverso parti di carte colorate selezionate e recuperate in una stamperia a Bassano. Successivamente aggiunta una resina particolare, abbino questa tecnica al disegno vero e proprio realizzato con olio su tela.\u00bb In un suo dipinto spicca una donna con in mano un piccolo volatile, esso s\u2019intitola \u201cZeus che seduce Era\u201d, rappresenta quindi un\u2019immagine mitologica. La leggenda vuole che Zeus nel momento in cui entr\u00f2 al potere, era deciso a prendere moglie. Essendo Era, sua sorella, di venerabile bellezza pens\u00f2 a lei. Purtroppo la Dea era inavvicinabile, sempre controllata dalle serve; cos\u00ec dovette attendere il momento giusto. Il giorno che la vide entrare nel bosco si tramut\u00f2 in un uccellino e quando lei lo raccolse dal terreno, lui si rivel\u00f2 nelle sembianze di un baldo giovane, come in effetti era, e cos\u00ec anche ella se ne innamor\u00f2. \u201cA Prisca\u201d \u00e8 un\u2019opera che vede per protagonista una bambina nota nel suo paese che mor\u00ec in tenera et\u00e0. Lui la raffigura mentre insegue un cardellino, perch\u00e9 quell\u2019uccellino nell\u2019antichit\u00e0 era simbolo del trapasso dell\u2019anima.<\/p>\n<p>Amos Loffreda \u00e8 molto legato alla sua terra, per questo dipinge anche su un legno spiaggiato che raccoglie attorno all\u2019isola su cui abita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le prospettive del tempo in Rosachiara Carletto<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019universo temporale di Rosachiara Carletto [Lonigo (VC) \u201856] si esprime attraverso i colori e la prospettiva con cui \u00e8 costruita l\u2019immagine del paesaggio. Il presente, il passato e il futuro sono impronta di cromatismi sensibili. Grazie all\u2019uso della spatola i suoi oli su tela nascondono il dettaglio per guidare lo sguardo verso l\u2019oggetto rappresentato affinch\u00e9 l\u2019emozione, nell\u2019impatto visivo, sia preponderante. I colori, l\u2019armonia tra essi, il loro elaborarsi strutturalmente, in Rosachiara, sono come sogni ad occhi aperti. \u00abA volte quando sogni vedi delle cose poco definite, intravedi qualcosa ma non si capisce cos\u2019\u00e8 \u2013 racconta Rosachiara &#8211; la mia ricerca mira a quel qualcosa di soffuso.\u00bb<\/p>\n<p>Le tematiche che affronta nei suoi dipinti ruotano attorno a elementi fissi da cui si originano versioni differenti di un argomento. Uno di essi \u00e8 l\u2019atmosfera o l\u2019estate che vengono personificati sempre da un soggetto paesaggistico. Spesso \u00e8 un paesaggio solitario dove sorgono isole, tra virgolette, in cui rifugiarsi, come nel caso di \u201cisolotti come smeraldo\u201d, \u201cle atmosfere\u201d, \u201cla luna buss\u00f2\u201d; altre volte quando sembra che l\u2019artista ingrandisca il soggetto paesaggistico come con una lente di ingrandimento, le tonalit\u00e0 danno il senso di un\u2019emozione pi\u00f9 concreata, quasi tangibile. La realt\u00e0 del particolare infatti rappresentata nell\u2019\u201dEstate\u201d sembra quasi esserci vicina, nel presente. I suoi lavori si intrecciano con la temporalit\u00e0 dell\u2019essere umano: quando coglie il soggetto da lontano d\u00e0 un\u2019impronta al tempo nel suo perdersi tra i giorni del quotidiano in vista di un futuro sperato, quando lo svela da vicino ci fa toccare il presente, frutto, nel suo caso, di un passato felice. \u00abI soggetti che io dipingo passano sicuramente attraverso il mio vissuto, la natura in genere mi ha sempre affascinato. Ho sempre vissuto in paesini di campagna dove lo sguardo si perde nel verde, dove il rumore del vento \u00e8 come una melodia e dove io spesso mi ritrovo assorta, con gli occhi socchiusi per cogliere le sfumature di uno scorcio e ad ascoltare il silenzio. \u2013 ci confida Rosachiara &#8211; Le mie marine \u201cAtmosfere\u201d sono nate un po&#8217; dalla mia passione per la laguna, per il delta del po&#8217;, un po\u2019 per la ricerca di qualcosa di infinito\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Le monocromatiche personalit\u00e0 di Marina Pozzi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Marina Pozzi [Limbiate, (Mi) \u201960] conduce gli ospiti dinanzi a differenti soggetti che abitano nella sua interiorit\u00e0, essendo parti di una sua biografia personale, legata a desideri, all\u2019infanzia, all\u2019 inconscio, al suo voler rivoluzionare la societ\u00e0 che la circonda. Ogni persona \u00e8 vestita di colore, in un gioco monocromatico che fa risaltare simbolicamente il proprio carattere. Il colore in Marina Pozzi \u00e8 emozione, presenza attiva, potere d\u2019essere. Utilizzando vari materiali e numerose tecniche pittoriche realizza questi ritratti. Ognuno di essi si esprime attraverso il colore, il segno, con cui traspare dalla materia e mediante una simbologia di elementi con cui viene presentato dall\u2019artista. \u201cMaternit\u00e0\u201d, in acrilico su cartoncino blu, raffigura una madre che allatta uno dei suoi due piccoli, entrambi vicini. I tratti dei loro corpi e dei loro visi sono decisi: la purezza del bianco si mescola al blu, ovvero alla profondit\u00e0 della vita. \u00abHo tracciato la maternit\u00e0 &#8211; spiega Marina &#8211; quella maternit\u00e0 tanto sognata, un passaggio quasi obbligatorio nella nostra societ\u00e0, che non potr\u00e0 mai essere una condizione possibile per me a causa di un problema intimo. Un passaggio importante \u00e8 stato trasferire l\u2019atto creativo dai figli che avrei voluto ai miei dipinti, alla creativit\u00e0 artistica.\u00bb Quella bambina con il cappello, di colori scuri in acquerello, rappresenta lei stessa da piccina che nel corso del tempo le \u00e8 rimasta dentro nonostante la durezza della vita l\u2019abbia costretta a crearsi una spessa corazza e l\u2019abbia schiacciata dal peso delle difficolt\u00e0. \u201cLa donna con l\u2019orecchino di perla\u201d rappresenta la gentilezza, l\u2019eleganza, quelle qualit\u00e0 che lei possiede e che si aspetta di vedere anche nelle altre sue simili ma che, oggi come oggi, nota invece quanto si siano affievolite vorticosamente per quella pazza corsa di omologazione all\u2019uomo&#8230; E poi compare \u201cL\u2019indiano\u201d d\u2019 acrilico rosso, avvolto da una nuvola di una tonalit\u00e0 pi\u00f9 intensa, per esaltarne maggiormente la grinta. Una grinta che Marina Pozzi ha e che incarna la sua mascolinit\u00e0: \u00abL\u2019indiano \u00e8 la forza del guerriero.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il disegno libero di Patrizia Silingardi<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il segno distintivo di Patrizia Silingardi (Modena, \u201959) si concretizza da una parte nelle sue proposte di rappresentazione oggettuale su differenti piani materici, dall\u2019altro nel suo muoversi agilmente tra tecniche artistiche anche distanti tra loro, come la pittura e il ricamo: acquerello giapponese su veline giapponesi oppure su tele di lino antiche, tecniche miste con acquerello giapponese dipinto su pannelli lavorati a scrostature, simili a vecchi muri\u2026 acquerello giapponese dipinto su tele con colori per stoffe. La femminilit\u00e0, la delicatezza, la pulizia del gesto creativo dona alle sue opere, colte nella loro essenzialit\u00e0, una purezza di significato. Questo suo modo di fare e intendere l\u2019arte la lega sicuramente all\u2019oriente, alla filosofia che caratterizza questo paese lontano: una scoperta avvenuta a posteriori, lungo il suo percorso di ricerca.<\/p>\n<p>Contraria ai gesti ripetitivi, alla monotonia dettata dalla pittura convenzionale, come quella realizzata con l\u2019olio, la tempera su tela o il classico acquerello, ha cominciato ad appassionarsi, una volta conosciuto, all\u2019acquerello giapponese. \u00abIl fatto di non disegnare niente, di andare assolutamente a mano libera, di lasciare che l&#8217;acqua e il colore facciano un po&#8217; da padroni, anche se in verit\u00e0 \u00e8 poi sempre l\u2019artista artefice del prodotto finale, mi ha fatto pensare \u201cecco questa \u00e8 la mia pittura\u201d.\u00bb La libert\u00e0 totale di essere nella materia, l\u2019armonia tra il pennello e l\u2019oggetto che si nasconde nell\u2019elemento sul quale il colore si adopera, in Patrizia \u00e8 come uno svelare il gi\u00e0 nato! I suoi fiori navigano in colori d\u2019emozione ed al contempo diventano decorazioni attraverso l\u2019ago e il filo, un esercizio di precisione, che diventa quasi una meditazione, dove i pensieri si perdono tra un petalo e l\u2019altro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sperimentazioni di Loredana Caretti<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Loredana Caretti (Milano, \u201950) inizialmente attraversa i sentieri dell\u2019arte per mano di un pittore lombardo, Aldo Sterchele, grazie al quale sperimenta differenti tecniche. Successivamente, interiorizzando il linguaggio di rappresentazione si muove su diversi piani di ricerca: dal paesaggio alle nature morte fino ad arrivare al ritratto, ad ambientazioni abitate. Da una parte, tratta la natura morta con allegria, usando colori che rendono la tavola felice, di buona compagnia, mentre quando sceglie altri tipi di soggetti li capta in atmosfere particolari\u2026 silenziose, raccolte, intime, in colori malinconici, slavati o perfino oscuri.<\/p>\n<p>La sua meta \u00e8 forse cogliere gli individui intenti in dialoghi quasi segreti e nello stesso tempo svelare il rapporto che vive dentro noi stessi, in quell\u2019incessante evoluzione interiore, come nell\u2019opera che raffigura due donne con i capelli neri. Ritraggono rispettivamente il pudore e la vanit\u00e0 ed in realt\u00e0 sono la stessa persona ma rappresentata in due momenti diversi della crescita.<\/p>\n<p>Osservando i suoi lavori, si respira un\u2019atmosfera di intimit\u00e0 tra persone affini sotto degli ombrelli o all\u2019interno di una sala tra donne\u2026e poi nasce quel paesaggio con i rami spogli: dove tutto sembra spogliato dell\u2019avere fa intravedere l\u2019essere. Nell\u2019apparire di questa nudit\u00e0 paesaggistica s\u2019intravede l\u2019anima del mondo.<\/p>\n<p>Il mare appare vivace, testimone di un trascorso felice. \u00abHo introdotto nel dipinto una rete vera e propria, me l\u2019ha data un pescatore del mare di Cesenatico. Esce dalla barca disegnata. L\u2019opera l\u2019ho realizzata pensando ai miei due nipoti. Infatti i nomi incisi sulla barca, sono proprio i loro, Marco e Michelle. Noi ci divertiamo nell\u2019acqua. Ho cominciato a colorarla con la tempera e poi con la spatola ho agito sulla tempera e cos\u00ec sono nati dei riflessi che non potevo immaginare. L\u2019ho coperta con la damar e l\u2019ho ripassata infine con i colori ad olio, per\u00f2 quei riflessi nati per caso sono rimasti.\u00bb<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Esposizione Collettiva<\/strong><\/p>\n<p><strong>Casa delle artiste<\/strong><\/p>\n<p><strong>Via Magolfa 32, 20143 Milano MI<\/strong><\/p>\n<p><strong>Dal 10 al 22 settembre 2019<\/strong><\/p>\n<p><strong>Inaugurazione 10 settembre, dalle 18.30<\/strong><\/p>\n<p><strong>A cura di Valentina Cavera<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0****<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>l&#8217;evento <strong>Trame di Vita in una Collettiva a Due Piani<\/strong> \u00e8 stato censito nel portale <a href=\"http:\/\/www.italive.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">italive.it<\/a> e ammesso alle votazioni per il &#8220;Premio Italive 2019&#8221;.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.italive.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ITALIVE.IT<\/a>, progetto patrocinato dal <strong>Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo e dal Ministero dell\u2019Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare<\/strong> (promosso da <strong>CODACONS<\/strong> e <strong>COMITAS<\/strong> con la partecipazione di <strong>AUTOSTRADE PER L&#8217;ITALIA<\/strong> e la collaborazione di <strong>COLDIRETTI<\/strong>) informa gli automobilisti su quello che accade nel territorio che attraversano e presenta un calendario aggiornato dei migliori eventi organizzati, anche alla scoperta di eccellenze enogastronomiche.<\/p>\n<p>Per visualizzare la scheda dell&#8217;evento cliccare sul seguente <a href=\"https:\/\/italive.it\/trame-di-vita-in-una-collettiva-a-due-piani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">link<\/a>.<\/p>\n<p>Le votazioni espresse dai visitatori, che saranno raccolte fino a fine anno e giudicate da una commissione di esperti, determineranno il vincitore del Premio di quest&#8217;anno.<br \/>\nNotizie sul Premio Italive e regolamento reperibili dal sito <a href=\"http:\/\/www.italive.it\/premio-italive\/regolamento\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">clicca qui<\/a>.<\/p>\n<p>Ringraziamo per l&#8217;attenzione, con i migliori saluti.<\/p>\n<p>Francesco Tamburella<br \/>\nCoordinatore ITALIVE<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>10 settembre 2019 &#8211; ore 18.30 Inaugurazione della mostra Trame di vita in una collettiva a due piani espongono: Loredana Caretti, Rosachiara Carletto, Germano Casone, Amos Loffreda, Marina Pozzi, Patrizia Silingardi. 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