{"id":3295,"date":"2018-12-21T23:37:17","date_gmt":"2018-12-21T22:37:17","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=3295"},"modified":"2018-12-21T23:37:17","modified_gmt":"2018-12-21T22:37:17","slug":"26-1-19-mostra-comeri-vestita-what-were-you-wearing-contro-la-violenza-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=3295","title":{"rendered":"26 1 19 Mostra Com\u2019eri vestita? What Were You Wearing? (contro la violenza di genere)"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/com_eri_vestita_loc-web.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3296\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/com_eri_vestita_loc-web.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"842\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/com_eri_vestita_loc-web.jpg 595w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/com_eri_vestita_loc-web-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>26 genaio 2019 &#8211; ore 18.00<\/strong><\/p>\n<p>Inaugurazione dell\u2019esposizione<\/p>\n<h3><strong>Com\u2019eri vestita? What Were You Wearing?<\/strong><\/h3>\n<h4>Survivor Art Installation.<\/h4>\n<p>Mostra itinerante contro gli stereotipi che colpevolizzano le vittime di stupri, a cura dell&#8217;<strong>Associazione Libere Sinergie <\/strong>(termina il 3 febbraio).<\/p>\n<p>All\u2019esterno, installazione di <strong>Con-tatto: una \u2018panchina rossa\u2019 oltre le barriere<\/strong>, la panchina tattile su cui sono state collocate delle scarpette percepibili al tatto e una scritta in braille: \u00abLIBERA DI SORRIDERE\u00bb<strong><em>. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>con la partecipazione di:<\/p>\n<p><strong>Diana De Marchi<\/strong> &#8211; Presidente Commissione Pari Opportunit\u00e0 e Diritti Civili Comune di Milano<\/p>\n<p><strong>Filippo Del Corno<\/strong> &#8211; Assessore alla Cultura Comune di Milano<\/p>\n<p><em>Ingresso libero.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cWhat Were You Wearing\u201d<\/strong> \u00e8 una mostra promossa dall\u2019universit\u00e0 del Kansas da un progetto di Jen Brockman e Mary Wyandt-Hiebert, esposta per la prima volta all\u2019Universit\u00e0 dell\u2019Arkansas dal 31 marzo al 4 aprile 2013, ispirata al poema \u00abWhat I was Wearing\u00bb di Mary Simmerling.<br \/>\nL\u2019associazione Libere Sinergie replica l\u2019iniziativa in Italia, contestualizzandola al nostro ambiente socio-culturale.<br \/>\nQuesto \u00e8 un progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne che parte da una domanda posta ricorrentemente a chi subisce molestie o violenza sessuale: \u201cCome eri vestita?\u201d<br \/>\nVideo RAI 3: https:\/\/videopress.com\/v\/sfR2YYHu<\/p>\n<p><strong>Scopo della mostra:<\/strong><br \/>\nCome eri vestita? \u00e8 una domanda che troppo spesso viene rivolta alle donne che hanno subito una violenza sessuale. La domanda, che sottende gravi stereotipi sessisti e pregiudizi, ha delle pesanti implicazioni e un impatto negativo sulla donna che ha subito violenza, poich\u00e9 presuppone l\u2019idea che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se avesse indossato abiti meno succinti o meno sexy. Questa mostra ha lo scopo di smantellare questo pregiudizio. \u00abOccorre suscitare delle reazioni all\u2019interno dello spazio della mostra simili a quelle riportate inducendo le visitatrici a pensare \u201cCaspita, ho questi indumenti appesi nel mio armadio\u201d oppure \u201cero vestita cos\u00ec questa settimana\u201d . In questa maniera si rendono evidenti gli stereotipi che inducono a pensare che eliminando alcuni indumenti dai nostri armadi o evitando di indossarli potremmo eliminare la violenza sessuale. Ovvero, rimuovere l\u2019idea che l\u2019eliminazione degli stupri possa avvenire semplicemente non indossando alcuni indumenti.\u00bb<br \/>\n-J. Brockman<\/p>\n<p>Brockman aggiunge: \u201cNon \u00e8 l\u2019abito che si ha indosso che causa una violenza sessuale, ma \u00e8 una persona che causa il danno. Essere in grado di donare serenit\u00e0 alle vittime e suscitare maggiore consapevolezza nel pubblico e nella comunit\u00e0 sono le vere motivazioni del progetto\u201d.<\/p>\n<p><strong>Intenti di Libere Sinergie<\/strong><br \/>\nL\u2019associazione Libere Sinergie intende replicare tale mostra all\u2019interno del contesto metropolitano, con lo stesso intento dei promotori della mostra negli Stati Uniti, ossia:<br \/>\n\u2022 smontare gli stereotipi che colpevolizzano le vittime di stupri<br \/>\n\u2022sensibilizzare la comunit\u00e0 in merito al tema, in una societ\u00e0 ancora troppo intrisa di violenza e di abusi sessuali<br \/>\nTale mostra ha quindi come obiettivi:<br \/>\n\u2022un intervento indiretto di \u201ccura\u201d sulle vittime, che possono realizzare e prendere consapevolezza che la violenza sessuale non \u00e8 stata causata dagli abiti che indossavano<br \/>\n\u2022sviluppare una maggior conoscenza del fenomeno e degli stereotipi che lo giustificano<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mostra \u00e8 dedicata a Jessica Valentina Faoro , giovane ragazza di 19 anni uccisa a coltellate dall&#8217;uomo che voleva abusare di lei e al quale si era ribellata.<br \/>\nJessica, scelta per rappresentare tutte le donne vittime di violenze, abusi e femminicidi, nella speranza che questo ennesimo caso di cronaca porti alla mobilitazione delle istituzioni, delle associazioni e della cittadinanza.<br \/>\nBisogna trovare risposte reali nella lotta contro la violenza di genere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 26 genaio 2019 &#8211; ore 18.00 Inaugurazione dell\u2019esposizione Com\u2019eri vestita? What Were You Wearing? Survivor Art Installation. Mostra itinerante contro gli stereotipi che colpevolizzano le vittime di stupri, a cura dell&#8217;Associazione Libere Sinergie (termina il 3 febbraio). All\u2019esterno, installazione di Con-tatto: una \u2018panchina rossa\u2019 oltre le barriere, la panchina tattile su cui sono state [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3296,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7,16],"tags":[30,38],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3295"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3295"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3295\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3296"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3295"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3295"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3295"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}