{"id":3208,"date":"2018-11-21T20:53:31","date_gmt":"2018-11-21T19:53:31","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=3208"},"modified":"2018-11-21T20:53:31","modified_gmt":"2018-11-21T19:53:31","slug":"5-12-18-per-antonia-pozzi-le-sue-poesie-piu-belle-a-cura-di-milo-de-angelis-con-viviana-nicodemo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=3208","title":{"rendered":"5 12 18 Per Antonia Pozzi: le sue poesie pi\u00f9 belle a cura di Milo De Angelis, con Viviana Nicodemo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/loc-5-12-pozzi-casa-merini-web.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-3209\" src=\"https:\/\/auserbo.bitcafe.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/loc-5-12-pozzi-casa-merini-web.jpg\" alt=\"\" width=\"595\" height=\"842\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/loc-5-12-pozzi-casa-merini-web.jpg 595w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/loc-5-12-pozzi-casa-merini-web-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 595px) 100vw, 595px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>5 dicembre 2018 &#8211; ore 18.30<\/p>\n<h3><strong>Per Antonia Pozzi. Le sue poesie pi\u00f9 belle<\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>a cura di <strong>Milo De Angelis<\/strong>, lette da <strong>Viviana Nicodemo<\/strong>. Musiche di <strong>Bianca Brecce<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Ingresso libero. Calice di commiato \u20ac 5,00.<\/em><\/p>\n<p>A 80 anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 3 dicembre 1938, il ricordo di una poetessa tra le pi\u00f9 amate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>dal sito www.antoniapozzi.it &#8211; Biografia<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando Antonia Pozzi nasce \u00e8 marted\u00ec\u00a0<strong>13 febbraio 1912<\/strong>: bionda, minuta, delicatissima, tanto da rischiare di non farcela a durare sulla scena del mondo;\u00a0ma la vita ha le sue rivincite e \u2026<span id=\"more-2\"><\/span> <a href=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-antonia-pozzi-bimba1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-869\" title=\"foto-antonia-pozzi-bimba\" src=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-antonia-pozzi-bimba1-e1319281418719-99x150.jpg\" alt=\"\" width=\"99\" height=\"150\" \/><\/a>\u2026 Antonia cresce:\u00a0\u00e8 una bella bambina, come la ritraggono molte fotografie, dalle quali sembra trasudare tutto l\u2019amore e la gioia dei genitori, l\u2019avvocato <strong>Roberto Pozzi<\/strong>, originario di Laveno, e la contessa <strong>Lina<\/strong>, figlia del conte Antonio <strong>Cavagna Sangiuliani di Gualdana<\/strong> e di Maria Gramignola, proprietari di una vasta tenuta terriera, detta La Zelata, a, Bereguardo. Il 3 marzo la piccola viene battezzata in San Babila ed eredita il nome del nonno, primo di una serie di nomi parentali (Rosa, Elisa, Maria,Giovanna, Emma), che indicher\u00e0 per sempre la sua identit\u00e0. Antonia cresce, dunque, in un ambiente colto e raffinato: il padre avvocato, gi\u00e0 noto a Milano; la madre, educata nel Collegio Bianconi di Monza, conosce bene il francese e l\u2019inglese e legge molto, soprattutto autori stranieri, suona il pianoforte e ama la musica classica, frequenta la Scala, dove poi la seguir\u00e0 anche Antonia; ha mani particolarmente abili al disegno e al ricamo. Il <strong>nonno Antonio<\/strong> \u00e8 persona coltissima, storico noto e apprezzato del Pavese, amante dell\u2019arte, versato nel disegno e nell\u2019acquerello. La <strong>nonna, Maria<\/strong>, vivacissima e sensibilissima, figlia di <strong>Elisa Grossi<\/strong>, a sua volta figlia del pi\u00f9 famoso<strong> Tommaso<\/strong>, che Antonia chiamer\u00e0<strong> \u201cNena\u201d<\/strong> e con la quale avr\u00e0 fin da bambina un rapporto di tenerissimo affetto e di profonda intesa. Bisogna, poi, aggiungere la <strong>zia Ida<\/strong>, sorella del padre, maestra, che sar\u00e0 la compagna di Antonia in molti suoi viaggi; le tre zie materne, presso le quali Antonia trascorrer\u00e0 brevi periodi di vacanza tra l\u2019infanzia e la prima adolescenza; la nonna paterna, Rosa, anch\u2019essa maestra, che muore per\u00f2 quando Antonia \u00e8 ancora bambina. <strong>Nel 1917 inizia per Antonia l\u2019esperienza scolastica<\/strong>: l\u2019assenza, tra i documenti, della pagella della prima elementare, fa supporre che la bimba frequenti come uditrice, non avendo ancora compiuto i sei anni, la scuola delle Suore Marcelline, di Piazzale Tommaseo, o venga preparata privatamente per essere poi ammessa alla seconda classe nella stessa scuola, come attesta la pagella; dalla terza elementare, invece, fino alla quinta frequenta una scuola statale di Via Ruffini. Si trova, cos\u00ec, nel 1922, non ancora undicenne, ad affrontare il <strong>ginnasio, presso il <a href=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-antonia-pozzi-ci1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-870\" title=\"foto-antonia-pozzi-ci\" src=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-antonia-pozzi-ci1-e1319281529446-107x150.jpg\" alt=\"\" width=\"107\" height=\"150\" \/><\/a>Liceo-ginnasio \u201cManzoni\u201d<\/strong>, da dove, nel <strong>1930<\/strong>, esce diplomata per avventurarsi negli <strong>studi universitari, alla Statale di Milano.<\/strong><\/p>\n<p>Gli <strong>anni del liceo<\/strong> segnano per sempre la vita di Antonia: in questi anni stringe intense e profonde <strong>relazioni amicali con Lucia Bozzi<\/strong> <strong>ed Elvira Gandini<\/strong>, le sorelle elettive, gi\u00e0 in terza liceo quando lei si affaccia alla prima; <strong>incomincia a dedicarsi con assiduit\u00e0 alla poesia<\/strong>, ma, soprattutto, fa l\u2019esperienza esaltante e al tempo stesso dolorosa dell\u2019amore. \u00c8 il <strong>1927<\/strong>: Antonia frequenta la prima liceo ed \u00e8 subito affascinata dal <strong>professore di greco e latino, Antonio Maria Cervi<\/strong>; non dal suo aspetto fisico, ch\u00e9 nulla ha di appariscente, ma dalla cultura eccezionale, dalla passione con cui insegna, dalla moralit\u00e0 che traspare dalle sue parole e dai suoi atti, dalla dedizione con cui segue i suoi allievi, per i quali non risparmia tempo ed ai quali elargisce libri perch\u00e9 possano ampliare e approfondire la loro cultura. La giovanissima allieva non fatica a scoprire dietro l\u2019ardore e la seriet\u00e0, nonch\u00e9 la severit\u00e0 del docente, molte affinit\u00e0: l\u2019amore per il sapere, per l\u2019arte, per la cultura, per la poesia, per il bello, per il bene, \u00e8 il suo stesso ideale; inoltre il professore, ha qualcosa negli occhi che parla di dolore profondo, anche se cerca di nasconderlo, e Antonia ha un animo troppo sensibile per non coglierlo: il fascino diventa ben presto amore e sar\u00e0 un amore tanto intenso quanto tragico, perch\u00e9 ostacolato con tutti i mezzi dal padre e che vedr\u00e0 la <strong>rinuncia alla \u201cvita sognata\u201d nel 1933<\/strong>, \u201cnon secondo il cuore, ma secondo il bene\u201d, scriver\u00e0 Antonia, riferendosi ad essa. In realt\u00e0 questo amore rester\u00e0 incancellabile dalla sua anima anche quando, forse per colmare il terribile vuoto, si illuder\u00e0 di altri amori, di altri progetti , nella sua breve e tormentata vita.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-antonia-pozzi-d.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-875\" title=\"foto-antonia-pozzi-d\" src=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/foto-antonia-pozzi-d-e1319282508273-106x150.jpg\" alt=\"\" width=\"106\" height=\"150\" \/><\/a><strong>Nel 1930 Antonia entra all\u2019Universit\u00e0 nella facolt\u00e0 di lettere e filosofia<\/strong>; vi trova maestri illustri e nuove grandi amicizie: <strong>Vittorio Sereni, Remo Cantoni, Dino Formaggio<\/strong>, per citarne alcune; frequentando il Corso di Estetica, tenuto da <strong>Antonio Banfi<\/strong>, decide di laurearsi con lui e prepara la <strong>tesi sulla formazione letteraria di Flaubert<\/strong>, laureandosi con lode il 19 novembre 1935. In tutti questi anni di liceo e di universit\u00e0 Antonia sembra condurre una vita normalissima, almeno per una giovane come lei, di rango alto-borghese, colta, piena di curiosit\u00e0 intelligente, desta ad ogni emozione che il bello o il tragico o l\u2019umile suscitano nel suo spirito: <strong>l\u2019amore per la montagna, coltivato fin dal 1918<\/strong>, quando ha incominciato a trascorrere le vacanze a<strong> Pasturo<\/strong>, paesino ai piedi della Grigna,\u00a0la conduce spesso sulle rocce alpine, dove si avventura in molte passeggiate e anche in qualche scalata, vivendo esperienze intensissime, che si traducono in poesia o in pagine di prosa che mettono i brividi, per lo splendore della narrazione e delle immagini; <strong>nel 1931 \u00e8 in Inghilterra<\/strong>, ufficialmente per apprendere bene l\u2019inglese, mentre, vi \u00e8 stata quasi costretta dal padre, che intendeva cos\u00ec allontanarla da Cervi; <strong>nel 1934 compie una crociera, visitando la Sicilia, la Grecia, l\u2019Africa mediterranea<\/strong> e scoprendo, cos\u00ec, da vicino, quel mondo di civilt\u00e0 tanto amato e studiato dal suo professore e il mondo ancora non condizionato dalla civilt\u00e0 europea, dove la primitivit\u00e0 fa rima, per lei, con umanit\u00e0; <strong>fra il 1935 e il 1937 \u00e8 in Austria e in Germania<\/strong>, per approfondire la conoscenza della lingua e della letteratura tedesca, che ha imparato ad amare all\u2019Universit\u00e0, seguendo le lezioni di <strong>Vincenzo Errante<\/strong>, lingua che tanto l\u2019affascina e che la porta a tradurre in italiano alcuni capitoli di <strong>\u201cLampioon\u201d, di M. Hausmann<\/strong>. Intanto \u00e8 divenuta \u201cmaestra\u201d in <strong>fotografia<\/strong>: non tanto per un desiderio di apprenderne la tecnica, aridamente, quanto perch\u00e9 le cose, le persone, la natura hanno un loro sentimento nascosto che l\u2019obiettivo deve cercare di cogliere, per dar loro quell\u2019eternit\u00e0 che la realt\u00e0 effimera del tempo non lascia neppure intravedere. Si vanno cos\u00ec componendo i suoi album, vere pagine di poesia in immagini. Questa normalit\u00e0, si diceva, \u00e8, per\u00f2, solamente parvenza. In realt\u00e0 Antonia Pozzi vive dentro di s\u00e9 un incessante dramma esistenziale, che nessuna attivit\u00e0 riesce a placare: n\u00e9 l\u2019<strong>insegnamento presso l\u2019Istituto Tecnico Schiaparelli, iniziato nel \u201837<\/strong> e <strong>ripreso nel \u201938<\/strong>; n\u00e9 l\u2019<strong>impegno sociale a favore dei poveri<\/strong>, in compagnia dell\u2019amica Lucia; n\u00e9 il <strong>progetto di un romanzo sulla storia della Lombardia<\/strong> a partire dalla seconda met\u00e0 dell\u2019Ottocento; n\u00e9 la poesia, che rimane, con la fotografia, il luogo pi\u00f9 vero della sua vocazione artistica. La mancanza di una fede, rispetto alla quale Antonia, pur avendo uno spirito profondamente religioso, rimase sempre sulla soglia, contribuisce all\u2019epilogo: \u00e8 il<strong> 3 dicembre del 1938<\/strong>.<a href=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/antonia-pozzi-imago-piu-cara1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-thumbnail wp-image-881\" title=\"antonia-pozzi-imago-piu-cara\" src=\"http:\/\/www.antoniapozzi.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/antonia-pozzi-imago-piu-cara1-e1319283117458-106x150.jpg\" alt=\"\" width=\"106\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Lo sguardo di Antonia Pozzi, che si era allargato quasi all\u2019infinito, per cogliere l\u2019essenza del mondo e della\u00a0vita, si spegne per sempre mentre cala la notte con le sue ombre viola.<\/p>\n<p><em><strong>Onorina Dino<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Biografia tratta da <em><strong>Antonia Pozzi. Nelle immagini l\u2019anima: antologia fotografica<\/strong><\/em>,<br \/>\na cura di Ludovica Pellegatta e Onorina Dino, Ancora, Milano 2007<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; 5 dicembre 2018 &#8211; ore 18.30 Per Antonia Pozzi. Le sue poesie pi\u00f9 belle &nbsp; a cura di Milo De Angelis, lette da Viviana Nicodemo. Musiche di Bianca Brecce. Ingresso libero. Calice di commiato \u20ac 5,00. 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