{"id":2758,"date":"2018-06-21T18:35:20","date_gmt":"2018-06-21T16:35:20","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?p=2758"},"modified":"2018-06-21T18:35:20","modified_gmt":"2018-06-21T16:35:20","slug":"la-maturita-con-alda-merini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?p=2758","title":{"rendered":"La maturit\u00e0 con Alda Merini"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2018\/06\/2345.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-2760\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2018\/06\/2345.jpg?w=748\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"748\" \/><\/a><\/p>\n<p>[Alda Merini by G. Grittini]<\/p>\n<p>La Casa delle Artiste \u00e8 particolarmente lieta di condividere la traccia scelta per la maturit\u00e0 2018 per il saggio o articolo di giornale. Il Ministero dell\u2019Istruzione ha proposto\u00a0 \u201cI diversi volti della solitudine nell\u2019arte e nella letteratura\u201d che tra i testi include una poesia di <strong>Alda Merini<\/strong> (Solitudine).<\/p>\n<p>Un riconoscimento alla Poetessa che, considerando il numero delle visite alla sua Casa Museo, \u00e8 la pi\u00f9 amata dagli Italiani, e non solo.<\/p>\n<p>A Milano la traccia che rimanda ad Alda Merini e alla sua idea di solitudine \u00e8 stata la pi\u00f9 scelta fra i liceali.<\/p>\n<p><strong>Solitudine<\/strong><\/p>\n<p>S\u2019anche ti lascer\u00f2 per breve tempo,<br \/>\nsolitudine mia,<br \/>\nse mi trascina l\u2019amore, torner\u00f2,<br \/>\n<span class=\"textexposedshow\">stanne pur certa;<\/span><br \/>\n<span class=\"textexposedshow\">I sentimenti cedono, tu resti.<\/span><\/p>\n<p><em>Alda Merini<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2018\/06\/156.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2759\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2018\/06\/156.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"960\" \/><\/a><\/p>\n<p>Gioved\u00ec 21 giugno 2018<br \/>\n\u201cCorriere della Sera\u201d<br \/>\nCronaca di Milano<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>da <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/scuola\/maturita\/notizie\/maturita-2018-alda-merini-l-amore-solitudine-poetessa-00ccafbe-7457-11e8-993d-4e6099a1c06b.shtml\">Corriere della Sera scuola online 20 6 18<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>Tracce Maturit\u00e0 2018, Alda Merini l\u2019amore e la solitudine della poetessa<\/h1>\n<h2>Un articolo ritratto uscito su \u00abSette\u00bb: \u00abSoprattutto, di notte, i suoi dubbi pi\u00f9 belli e pi\u00f9 umani, le sue fragilit\u00e0 e i suoi versi che battevano e sbattevano come farfalle notturne contro i battiti nascosti dalla tua gabbia, e rendevano pi\u00f9 caldo, pi\u00f9 vero, il tuo sentire\u00bb<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/scuola\/maturita\/notizie\/maturita-2018-alda-merini-l-amore-solitudine-poetessa-00ccafbe-7457-11e8-993d-4e6099a1c06b.shtml\">di Andrea Salvatici<\/a><\/p>\n<p>Ecco il testo dell\u2019articolo uscito su \u00abSette\u00bb, supplemento del Corriere della Sera, a firma dello scrittore e poeta Andrea Salvatici nel 2014. Un ritratto di Alda Merini<\/p>\n<p>Alda Merini nacque il primo giorno di primavera e fino alla fine, con i suoi battiti, con le sue labbra sempre innamorate, con la sua voglia di essere una donna libera e diversa, cerc\u00f2 di cogliere la forza e il limite della parola nel silenzio di un\u2019immagine. I suoi versi, come polline a primavera, entravano nel corpo della gente comune. Il rosso che affiorava dalle sue labbra, dalle sue unghie, dalle pareti della sua camera, era un petalo di anemone sempre in balia dei suoi respiri, dei suoi versi, delle sue lacrime. Una donna che amava collane, orecchini, anelli giganteschi: un\u2019alchimia personale, originale fino alla provocazione. Alda Merini era capace di usare il rossetto come cosmetico o matita dalla punta grossa e morbida per scrivere un numero di telefono importante vicino al letto. La parete era la sua rubrica personale. Si sollevava leggermente dal materasso, voltava lo sguardo, prendeva la cornetta, che spesso sembrava un impiccato abbandonato dal boia, e faceva il numero. Quella matematica rossa divent\u00f2 un elemento necessario per la sua vita.<\/p>\n<p>Telefonava a qualsiasi ora del giorno, ma prediligeva la notte, sua compagna muta ma vicina. Sapeva che avrebbe strappato una persona al sonno, ma voleva stare con lui o con lei a tutti i costi. \u00abCom\u2019\u00e8 questa cosa? Sar\u00e0 cos\u00ec?\u00bb iniziava sempre con una domanda. Non si presentava quasi mai, ma la vittima felice delle sue chiamate riconosceva subito la sua voce e la sua tosse. Perenne, goffa principiante della vita, sentiva la necessit\u00e0 di condividere sentimenti, dubbi, paure. E pause, e l\u00ec capivi che stava decapitando la sua quarantesima sigaretta, che quella testolina gialla sarebbe caduta per terra insieme ad altre dozzine. Un piccolo cimitero fatto di cenere e di anelli bruciacchiati, che preoccupava parenti e amici soprattutto quando era sola e i mozziconi si trasformavano in buchi neri nelle lenzuola. Il pavimento della sua camera richiamava, o forse rivelava, un furto e assumeva ogni giorno tratti e forme diverse.<\/p>\n<p>Tavolozza di pittore, caos moderno, si modificava secondo i suoi stati d\u2019animo: era territorio lunare di mozziconi, di lattine e barattoli, geometria di piatti abbandonati da giorni con affreschi secchi disegnati da una forchetta svogliata e distratta. Amava il suo corpo, amava sentirlo e mostrarlo attraverso una smagliatura delle calze, uno strappo della camicetta. Spesso una vestaglia, magari macchiata ma indossata con leggerezza, come una crisalide rotta esaltava la sua spregiudicatezza, la sua voglia di comodit\u00e0 assoluta. A volte, ridendo, diceva di assumere sul materasso la stessa posizione del bruco di Alice sul fungo. Era fatta cos\u00ec.<\/p>\n<p>Era bella e unica perch\u00e9 non rassicurava nessuno. Non stava da nessuna parte, e non difendeva verit\u00e0 assolute. Le interessava viversi cos\u00ec, lontana da qualsiasi convenzione o regola sociale. Viveva l\u2019amore con la stessa semplicit\u00e0 di un segno di matita nera: libero di essere tratto che incornicia uno sguardo, o potente acquerello sfumato sulle tracce ancora calde e sudate della passione. Sapeva custodire e proteggere il senso della vita, non solo la sua, dentro un rammendo rabberciato e quasi inutile. Alda Merini viveva da sola nel suo bilocale perch\u00e9 sentiva di essere libera. Non era una penitenza del cuore, non era una rinuncia, era il suo spazio vitale, la sua struttura ossea. Quelle pareti sapevano accogliere barboni, mendicanti, uomini semplici che non avevano bisogno di un titolo di studio o di un ruolo sociale: privi di bigliettini da visita si presentavano con i loro sguardi, le loro carezze, i loro sorrisi, sapevano comunicare e vivere la vita, la loro. Per lei dare era ricevere: un anello, una collana, un vaso di ceramica, un manifesto gigantesco di Papa Wojtyla, incorniciato, da non sapere come salire in metropolitana, un mazzo di fiori, un vassoio di pasticcini, una sciarpa di lana dura fatta a mano lunga tre metri.<\/p>\n<p>Ma soprattutto, di notte, i suoi dubbi pi\u00f9 belli e pi\u00f9 umani, le sue fragilit\u00e0 e i suoi versi che battevano e sbattevano come farfalle notturne contro i battiti nascosti dalla tua gabbia, e rendevano pi\u00f9 caldo, pi\u00f9 vero, il tuo sentire. Era impossibile riattaccare anche dopo tre ore. Traboccava di vita e trasformava qualsiasi argine in un castello di sabbia e ti invitava a giocare, a raccontare, per annodare o sciogliere nuove storie. Usava i versi per strappare e rammendare il suo amore per la vita, spesso invisibile, la sua, agli occhi degli intellettuali che l\u2019accolsero giovanissima e la dimenticarono troppo presto negli anni dolorosi del manicomio. Ricoveri, offese, dolori non hanno mai inquinato la sua linfa vitale, la sua sensibilit\u00e0, la sua febbre. Quando ti regalava una poesia rompeva un caleidoscopio di vissuti: pezzettini colorati che assumevano forme nuove che scoprivi cosa volessero dirti magari dopo giorni o dopo un anno. Nei pori della sua pelle, aveva una pelle bellissima, c\u2019era la farina, c\u2019era il dolore, la stanchezza, la solitudine, la gioia analfabeta di un sguardo dopo l\u2019amore, la povert\u00e0, l\u2019amore verso le figlie, gli abbandoni, c\u2019era la passione, c\u2019era la preghiera. Nel buio di un reparto, Alda Merini riusc\u00ec a trovare un cielo stellato dentro una lampadina, e i suoi amori, i suoi desideri, i suoi fallimenti, i suoi versi, i suoi aforismi, come farfalle notturne testarde, continueranno a bruciare di vita contro quel cielo stellato che ha solo bisogno per sopravvivere di un semplice filo di rame.<\/p>\n<p>20 giugno 2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Alda Merini by G. Grittini] La Casa delle Artiste \u00e8 particolarmente lieta di condividere la traccia scelta per la maturit\u00e0 2018 per il saggio o articolo di giornale. Il Ministero dell\u2019Istruzione ha proposto\u00a0 \u201cI diversi volti della solitudine nell\u2019arte e nella letteratura\u201d che tra i testi include una poesia di Alda Merini (Solitudine). 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