{"id":9,"date":"2015-10-26T12:24:02","date_gmt":"2015-10-26T11:24:02","guid":{"rendered":"http:\/\/spazioaldamerini.org\/?page_id=7"},"modified":"2015-10-26T12:24:02","modified_gmt":"2015-10-26T11:24:02","slug":"alda-merini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/?page_id=9","title":{"rendered":"Alda Merini"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_58\" aria-describedby=\"caption-attachment-58\" style=\"width: 298px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/merini_0425795001297362382.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\" wp-image-58\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/merini_0425795001297362382.jpg?w=207\" alt=\"fotografia di Giuliano Grittini\" width=\"298\" height=\"432\" srcset=\"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/merini_0425795001297362382.jpg 815w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/merini_0425795001297362382-207x300.jpg 207w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/merini_0425795001297362382-707x1024.jpg 707w, https:\/\/lacasadelleartiste.it\/wp-content\/uploads\/2015\/10\/merini_0425795001297362382-768x1113.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 298px) 100vw, 298px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-58\" class=\"wp-caption-text\">fotografia di Giuliano Grittini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ringraziamo Valentina Di Cesare per l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.lavocedinewyork.com\/arts\/2020\/01\/14\/visita-alla-casa-museo-dedicata-alla-memoria-di-alda-merini-la-poetessa-degli-ultimi\/?fbclid=IwAR2DB1qVfhurbB_mz_8iQp2D16PHqexb3KTOS3rcDjFVwfIfAGqREf2YtDk\">articolo pubblicato<\/a> su La Voce di New York il 14 gennaio 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\"><strong>ALDA MERINI &#8211; Notizie biografiche a cura de La casa delle Artiste &#8211; Casa delle Arti &#8211; Spazio Alda Merini<\/strong><\/p>\n<p><strong>Alda Giuseppina Angela Merini<\/strong> nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano, 57 in una famiglia di condizioni economiche modeste. Il padre, Nemo Merini, era dipendente presso le assicurazioni la &#8220;Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo&#8221;, la madre, Emilia Painelli, casalinga; era secondogenita di tre figli, tra Anna ed Ezio. Della sua infanzia si conosce quel poco che lei stessa scrisse in brevi note autobiografiche: \u00abuna ragazza sensibile e dal carattere melanconico, piuttosto isolata e poco compresa dai suoi genitori ma molto brava ai corsi elementari\u00bb. Non potendo frequentare il liceo Manzoni perch\u00e9 respinta in italiano, compie gli studi superiori all\u2019Istituto professionale Laura Solera Mantegazza e, contempo\u00adraneamente, si dedica allo studio del pianoforte.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/manganelli.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1609 aligncenter\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/manganelli.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"472\" \/><\/a><\/p>\n<p>Compone le prime liriche a quindici anni e, nel \u201847 inizia a frequentare la casa di Giacinto Spagnoletti, critico letterario, poeta e romanziere (Taranto, 8.2.1920 \u2013 Roma, 15.6.2003), considerato tuttora il primo scopritore della poetessa, dove conosce Giorgio Manganelli, scrittore, traduttore, giornalista e critico letterario (Milano 15.11.1922 \u2013 Roma 28.5.1990) &#8211; che fu un vero maestro di stile per lei, oltre che suo primo grande amore a cui dedic\u00f2 la sua prima raccolta poetica (1953), ove, immedesimandosi in Euridice, arriv\u00f2 a identificarlo in un novello Orfeo.<\/p>\n<p>Ma il \u201847 \u00e8 anche l\u2019anno in cui si manifestano i primi sintomi di quella che sar\u00e0 una lunga malattia; Merini incontra &#8220;le prime ombre della sua mente&#8221; e viene internata per un mese nella clinica Villa Turro. Quando ne esce, ad attenderla c&#8217; \u00e8 Manganelli: lui 27 anni, sposato, lei appena sedicenne; vivranno cinque anni di amore intenso e contrastato che si interruppe traumaticamente quando egli si trasfer\u00ec definitivamente a Roma.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/scheiwille.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1610 aligncenter\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/scheiwille.jpg\" alt=\"\" width=\"316\" height=\"472\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel \u201951, l\u2019editore Vanni Scheiwiller (Milano 8.2.1934 \u2013 17.10.1999), l&#8217;eccellenza nell&#8217;editoria di poesia e nella letteratura di qualit\u00e0 e ricerca, su consiglio di Eugenio Montale e Maria Luisa Spaziani, include alcune sue liriche nel volume <em>Poetesse del Novecento<\/em>, evento che legittima l\u2019ingresso di Merini nel panorama della poesia di qualit\u00e0. Gi\u00e0 da questi primi componimenti si intuiscono quelli che saranno motivi ricorrenti nella poetica della Merini: l\u2019intreccio di temi erotici e mistici, di luce e di ombra, il tutto per\u00f2 amal\u00adgamato da una concentrazione stilistica notevole, che nell\u2019arco degli anni lascer\u00e0 spazio a una poesia pi\u00f9 immediata, intuitiva.<\/p>\n<p>Dopo la partenza di Manganelli da Milano, nel periodo che va dal \u201850 al \u201853, la Merini frequenta Salvatore Quasimodo, poeta e premio Nobel per la letteratura nel 1959, al quale dedica due liriche.<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\"><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/alda-merini-marito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-1611\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/alda-merini-marito.jpg?w=748\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"514\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel \u201854 sposa Ettore Carniti, di professione panettiere. In un\u2019intervista, grazie alla sua ironia, Merini afferma che, conscia che \u201c<em>Carmina non dant panem<\/em>\u201d, lei aveva deliberatamente sposato un <em>panettee!<\/em><\/p>\n<p>Il \u201855 \u00e8 l\u2019anno della nascita della prima figlia, Emanuela; al pediatra della bambina, Pietro <span class=\"st\">De Paschale<\/span>, \u00e8 dedicata un\u2019intera raccolta di poesie. Nel 1958 nasce la seconda figlia Flavia. Segue un silenzio durato vent\u2019anni.<\/p>\n<p>Nel \u201962, dopo un violento litigio con il marito, viene internata nel manicomio Paolo Pini, dal quale uscir\u00e0 defi\u00adnitivamente solo nel \u201872 &#8211; a parte brevi periodi durante i quali ritorna in famiglia e nascono altre due figlie: Barbara e Simona. &#8211; ma l\u2019alternanza di periodi di lucidit\u00e0 e follia continua fino al \u201879. Anche a posteriori, Merini non imputer\u00e0 mai al marito la colpa del suo internamento: era un uomo semplice, \u00abelementare se per elementare si intendono gli elementi della Natura. Il suo realismo mi tenne sempre in piedi.\u00bb<\/p>\n<p>Merini racconta in un\u2019intervista: \u00abFui quindi internata a mia insaputa, e io nemmeno sapevo dell\u2019esistenza degli ospedali psichiatrici perch\u00e9 non li avevo mai veduti, ma quando mi ci trovai nel mezzo credo che impazzii sul momento stesso: mi resi conto di essere entrata in un labirinto dal quale avrei fatto molta fatica a uscire. Mi ribellai. E fu molto peggio. La sera vennero abbassate le sbarre di protezione e si produsse un caos infernale. Dai miei visceri part\u00ec un urlo lancinante, una invocazione spasmodica diretta ai miei figli e mi misi a urlare e a calciare con tutta la forza che avevo dentro, con il risultato che fui legata e martellata di iniezioni calmanti. Non era forse la mia una ribellione umana? Non chiedevo io di entrare nel mondo che mi apparteneva? Perch\u00e9 quella ribellione fu scambiata per un atto di insubordinazione? Un po\u2019 per l\u2019effetto delle medicine e un po\u2019 per il grave shock che avevo subito, rimasi in istato di coma per tre giorni e avvertivo solo qualche voce, ma la paura era scomparsa e mi sentivo rassegnata alla morte.<br \/>\nDopo qualche giorno, mio marito venne a prendermi, ma io non volli seguirlo. Avevo imparato a risconoscere in lui un nemico e poi ero cos\u00ec debole e confusa che a casa non avrei potuto far nulla.<br \/>\nE quella dissero che era stata una mia seconda scelta, scelta che pagai con dieci anni di coercitiva punizione. Il manicomio era sempre saturo di fortissimi odori. Molta gente addirittura orinava e defecava per terra. Dappertutto era il finimondo. Gente che si strappava i capelli, gente che si lacerava le vesti o che cantava sconce canzoni.<br \/>\nNoi sole, io e la Z., sedevamo su di una pancaccia bassa, con le mani raccolte in grembo, gli occhi fissi e rassegnati e in cuore una folle paura di diventare come quelle l\u00e0. In quel manicomio esistevano gli orrori degli elettroshock. Ogni tanto ci assiepavano dentro una stanza e ci facevano quelle orribili fatture. Io le chiamavo fatture perch\u00e9 non servivano che ad abbrutire il nostro spirito e le nostre menti. La stanzetta degli elettroshock era una stanzetta quanto mai angusta e terribile; e pi\u00f9 terribile ancora era l\u2019anticamera, dove ci preparavano per il triste evento. Ci facevano una premorfina, e poi ci davano del curaro, perch\u00e9 gli arti non prendessero ad agitarsi in modo sproporzionato durante la scarica elettrica. L\u2019attesa era angosciosa. Molte piangevano. Qualcuna orinava per terra. Una volta arrivai a prendere la caposala per la gola, a nome di tutte le mie compagne. Il risultato fu che fui sottoposta all\u2019elettroshock per prima, e senza anestesia preliminare, di modo che sentii ogni cosa. E ancora ne conservo l\u2019atroce ricordo\u00bb.<\/p>\n<p>Nel \u201879 Merini rompe il silenzio e inizia a lavorare su quello che \u00e8 considerato il suo capolavoro: <em>La Terra Santa<\/em>, vincitrice del Premio Librex Montale nel \u201893. \u00c8 l\u2019inizio di una poetica diversa, impregnata della devastante esperienza manicomiale. Si tratta di liriche di un\u2019intensit\u00e0 po\u00adtente, dove la realt\u00e0 lascia il posto all\u2019idea stessa del reale, sublimata e deformata dal delirio della follia.<\/p>\n<p>La prima proposta di stampa dell\u2019opera fu accolta da una totale indiffe\u00adrenza da parte degli editori. Solo nel 1984 Schweiller dar\u00e0 alle stampe la prima edizione de <em>La Terra Santa<\/em>, segnando la fine dell\u2019ostracismo dell\u2019artista.<\/p>\n<p style=\"text-align:center;\"><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/michelepierri_aldamerini.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-large wp-image-1612\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/michelepierri_aldamerini.jpg?w=748\" alt=\"\" width=\"748\" height=\"506\" \/><\/a><\/p>\n<p>Merini inizia un\u2019amicizia a distanza con Michele Pierri, medico e poeta tarantino. L\u2019intesa fra i due si fa sem\u00adpre pi\u00f9 forte, malgrado i trent\u2019anni e i chilometri che li separano; la loro fu una storia d\u2019amore, vissuta per quasi quattro anni sul filo del telefono e in centinaia di lettere e poesia che soprattutto Alda inviava; si sposarono nel 1984 e Merini si trasfer\u00ec a Taranto: il matrimonio dur\u00f2 quasi quattro anni che Alda cos\u00ec riassume: \u201cper quattro anni fui una sposa felice\u201d. Alda am\u00f2 talmente Pierri da scrivere al Papa perch\u00e9 autorizzasse la loro unione mentre ancora Ettore era vivo (mor\u00ec nel 1983): evidentemente trov\u00f2 in lui tutte le doti umane, spirituali, morali, poetiche che sentiva necessarie alla propria felicit\u00e0. La cura che Pierri le riserv\u00f2 produsse un periodo di proficua creativit\u00e0 per la Poetessa. La fase terminale della malattia di Pierri (mor\u00ec nel gennaio 1988) condusse Merini nell\u2019angoscia e fece naufragare quella tranquillit\u00e0 apparentemente raggiunta tanto da richiedere aiuto al reparto neuro dell\u2019Ospedale tarantino. Dopo un brevissimo ricovero Alda, che si descrisse \u201cmalata di nostalgia\u201d per Milano, fece ritorno in Ripa Ticinese 47, la sua abitazione dove oggi \u00e8 apposta una lapide a ricordo. Successivamente, si parl\u00f2 di un internamento nel manicomio di Taranto, ma non risponde a verit\u00e0 in quanto a Taranto non \u00e8 mai esistito un manicomio (n\u00e9 una istituzione similare), inoltre dal 1978 la legge Basaglia aveva abolito gli \u201cinternamenti\u201d e i manicomi stessi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/alda-merini-targa-maxw-654.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1613 aligncenter\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/alda-merini-targa-maxw-654.jpg\" alt=\"\" width=\"709\" height=\"480\" \/><\/a><\/p>\n<p>La leggenda dell\u2019internamento nasce dagli stessi racconti di Alda che, nei due anni confusi che seguirono, visse un periodo tormentato di cure, nella sua Milano e non certo a Taranto. Chi ha conosciuto Alda sa perfettamente come spesso lei considerasse anche la fantasia parte integrante della realt\u00e0 e come la poesia, unita all\u2019ironia, siano state le leve propulsive del suo cammino, della sua rinascita dopo le sofferenze patite per la malattia e per quelle derivanti dall\u2019allontanamento delle figlie che vennero affidate ad altre famiglie.<\/p>\n<p>Alda Merini si spegne il 1 novembre 2009, all\u2019et\u00e0 di 78 anni, all\u2019Ospedale San Paolo di Milano. Nella sua bara vengono posti: una rosa rossa, un pacchetto di sigarette, pochi euro per pagare Caronte affinch\u00e9 la traghetti sull\u2019altra sponda e la foto del marito Ettore.<\/p>\n<p>Oggi Alda Merini \u00e8 tumulata nel Cimitero Monumentale di Milano, nella Cripta del Famedio.<\/p>\n<p>Alda Merini \u00e8 stata e continua ad essere una delle voci pi\u00f9 potenti e prolifiche della poesia contemporanea. Negli ultimi anni soleva telefonare ai suoi editori pi\u00f9 volte al giorno e anche durante la notte per dettare i suoi versi. \u00c8 impossibile riuscire a dare un ordine, catalogare il lavoro di un\u2019artista che ha fuso vita e arte in un\u2019unica forma inscindibile.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Alda Merini la casa\" width=\"1200\" height=\"900\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/VJceV2wxhCc?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>****<\/p>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/gb-1606.gif\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1726\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/gb-1606.gif\" alt=\"\" width=\"108\" height=\"86\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ALDA MERINI- BIOGRAPHY<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alda Giuseppina Angela Merini was born on March 21 1931 in Milan in Viale Papiniano 57, from a family of modest economical conditions. Her father, Nemo Merini worked for an insurance company \u201cLa Vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo\u201d, her mother, Emilia Painelli was a housewife. Second of three children, between Anna and Ezio, of her childhood we know the little she writes in short autobiographical notes: \u201ca sensitive girl with a melancholic character, rather lonely and lacking of understanding from her parents, but very good in primary schools\u201d. She could not attend Liceo Manzoni (secondary school) because she had failed in Italian and so she goes to a professional school Laura Solera Mantegazza and, at the same time, studies the piano. At fifteen years old she writes her first lyrical poems and, in 1947, she begins to go to Giacinto Spagnoletti\u2019s, a literary critic, poet and novelist (Taranto, February 8, 1920- Rome, June 15, 2003). He is still considered the first person who discovered Alda Merini as a poet. There she met Giorgio Manganelli, a writer, translator, reporter and critic (Milan, November 15, 1922- Rome, May 28 1990) who became a real master for what concerns her style and also her first great love to whom she dedicated her first collection of poems (1953) in which she identifies herself with Euridice and Giorgio Manganelli with a new Orfeo. But 1947 is also the year in which the symptoms of what will become a long disease appear. Merini meets \u201cthe first shadows of her mind\u201d and is placed for one month at Villa Turro (a mental hospital). When she comes out, Manganelli is there waiting for her: he was 27, married, she, only sixteen; they will live five years of a deep love full of contrasts that broke up in a traumatic way when he definitively moved to Rome. In 1951, the publisher Vanni Scheiwiller (Milano, February 8, 1934- October 17, 1999) who was an excellence of poetry, of high quality literature and research projects, following Eugeniio Montale\u2019s and Maria Luisa Spaziani\u2019s advice, includes some of Merini\u2019s lyrics in the book <em>Poetesse del Novecento<\/em>. This event justifies Merini\u2019s entry into quality poetry scene. Starting from these first works it is easy to guess what will be the recurring themes in Merini\u2019s poetry: the alternation between erotic and mystic themes, light and shadow, all this very well merged by a remarkable style concentration that, as the years went by, will give space to a more immediate and intuitive poetry.<\/p>\n<p>After Manganelli\u2019s departure from Milan, from 1950 to 1953, Merini met and saw Salvatore Quasimodo, poet who won Nobel prize for literature in 1959 to which he dedicated two lyrical poems.<\/p>\n<p>In 1954 she gets married to Ettore Carniti, owner of some bakeries in Milan. During an interview, thanks to her irony, the poet says that, being conscious of the fact that \u201cCarmina non dant panem\u201d, she married on purpose\u00a0 a<em> panettee<\/em> (a baker)! 1955 is her first daughter\u2019s birth, Emanuela: an entire collection of poems is dedicated to the little girl\u2019s doctor, Pietro <span class=\"st\">De Paschale<\/span>. A long silence lasted twenty years follows. In 1962, after a tempestuous discussion with her husband, she is placed in the psychiatric hospital Paolo Pini. She will definitely come out only in 1972, except for some short periods in which she goes back to her family and she has three other daughters: Flavia, Barbara and Simona, but the alternation of moments of clearness and madness continues up to 1979. Even in retrospect, Alda Merini will never hold her husband responsible for her internment: he was a simple man, \u201celementary if by this word we mean the elements of Nature. His realism always helped me to hold up\u201d.<\/p>\n<p>In an interview, she says: \u201cI was placed in that hospital without my knowledge and I didn\u2019t even know there were Psychiatric hospitals because I had never seen them, but when I found myself there I think I became crazy right in that moment: I realized that I had entered a labyrinth from which I would come out with big efforts. I revolted and it became worse. In the evening protection bars were let down and that caused an infernal chaos. From my wombs came a piercing shout, an agonizing call to my children and I started yelling with all the strength I had; the result was that I was tied and bombarded with sedative injections. Wasn\u2019t my revolt human? Didn\u2019t I ask to enter the world that belonged to me? Why was that revolt being mistaken as an act of insubordination? Also as a consequence of the medicines and of the great shock I had suffered, I went into a coma of three days and I could hear only some voices, but fear had disappeared and I felt resigned to death. After some days, my husband came to take me home, but I didn\u2019t want to follow him. I had learnt to see him as an enemy and I was so weak and confused that I would not be able to do anything at home. And they said that it was my second choice, a choice I paid with ten years of coercive punishment. The mental hospital was always full of very strong smells. Many people urinated and defecated on the floor. Everywhere it was the pandemonium. People that tore out their hair or their clothes or sang coarse songs. In that hospital the horrors of electroshock treatments existed. From time to time they gathered us in a room and practiced those horrible spells on us. I called them spells because the only result was that they dehumanized our souls and our minds. The little room where electroshocks were practiced was very narrow and terrible; worse was the waiting room where they prepared us for that sad event. They injected us a quantity of morphine and gave us curare as to avoid our limbs to get restless during electric discharges. The wait was anguished. Many of us cried. Someone urinated on the floor. Once I grabbed the throat of a ward sister in the name of all my prison mates. The result was that I was the first to be subjected to electroshock and without previous anaesthesia so that I could feel everything. I still remember that cruel event\u201d.<\/p>\n<p>In 1979, Alda Merini breaks the silence and starts to work on what is considered her masterpiece <em>La Terra Santa <\/em>that won the Librex Montale prize in 1993. It is the beginning of a different poetry, pervaded by the disastrous experience in the mental hospital. These lyrics are strongly deep, reality gives place to the idea of reality, sublimate and distorted by the delirium of madness. The first time in which the work was proposed for publishing, the publishers showed no interest for the idea. Only in 1984 Schweiller will publish the first edition of <em>La Terra Santa<\/em>, putting an end to the ostracism grown around the poet.<\/p>\n<p>Marini starts a long distance friendship with Michele Pierri, a doctor and poet from Taranto. Their mutual understanding becomes stronger and stronger in spite of the thirty years of difference and the kilometres that separate them. It is a love story that they live for four years talking on telephone and writing hundreds of letters and poems sent mostly by Alda. They get married in 1983 and Merini moves to Taranto: the marriage lasts almost four years that Alda condenses in this way: \u201cfor four years I have been a happy bride\u201d. Alda was so in love with Pierri that she wrote to the Pope as to have his permission to legalize their union while Ettore was still alive (he died in 1981); she obviously found in him all the human, spiritual, moral, poetical qualities that she felt necessary for her happiness. The care that Pierri took of her had the consequence for the poet of a period of fruitful creativity. The final stages of Pierri\u2019s illness (he died in January 1988) brought Marini through distress and caused the failure of the peace she had seemingly reached so that they had to ask help to the neurologic ward of Taranto hospital. After a very short stay in the hospital, Alda who described herself as \u201chomesick\u201d for Milan, returned to Ripa Ticinese 47, her home, where today a memorial plaque is affixed. After, there were voices talking of another stay in the mental hospital of Taranto but there has never been such a structure in that city (or anything similar). Besides that, starting from 1978, Basaglia law had suppressed \u201cinternments\u201d and even mental hospitals.<\/p>\n<p>The legend of the internment comes directly from the stories Alda told. During the two confused following years she lived a troubled period of treatments in her Milan, certainly not in Taranto. Those who met Alda know perfectly how often she considered imagination as an integral part of reality and how poetry, together with irony, have been the propelling levers of her path, of her rebirth after the pains suffered for her illness and for those caused by the separation from her daughters who were placed in foster care to other families .<\/p>\n<p>Alda Merini dies on November the first 2009, at 78 years old at San Paolo Hospital in Milan. In her coffin: one red rose, a packet of cigarettes, a few euros to pay Caronte who had to lead her on the other side and her husband\u00a0 Ettore\u2019s \u00a0photo.<\/p>\n<p>Nowdays, Alda is buried in Cimitero Monumentale in Milan, in Famedio\u2019s Crypt.<\/p>\n<p>Alda Merini has been and still is one of the most powerful and prolific voice of contemporary poetry. In her last years, she used to phone to her publishers more than once a day and also during the night to dictate her lines. It is impossible to give an order or to classify the work of an artist who has merged life and art in a unique inseparable form.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>By<\/em> La Casa delle Artiste, Casa delle Arti \u2013 Spazio Alda Merini<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/flag_of_spain.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-1734\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2015\/10\/flag_of_spain.jpg\" alt=\"\" width=\"104\" height=\"69\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>ALDA MERINI &#8211; DATOS BIOGR\u00c1FICOS<\/strong><\/p>\n<p>Alda Giuseppina Angela Merini nace el 21 de marzo de 1931 en Mil\u00e1n, en viale Papiniano 57, en una familia de modestas condiciones econ\u00f3micas.El padre, Nemo Merini, era empleado de la compa\u00f1\u00eda de seguros \u201cVecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo\u201d, la madre, Emilia Painelli, dedicada al hogar; fue la segunda de tres hijos, nacida entre Anna y Ezio, y de su infancia se conoce lo poco que ella misma escribi\u00f3 en breves notas autobiogr\u00e1ficas: \u00abuna muchacha sensible de car\u00e1cter melanc\u00f3lico, muy aislada y poco comprendida por sus padres, pero muy buena estudiante desde la escuela primaria\u00bb. Al no poder asistir al bachillerato Manzoni, ya que fue reprobada en italiano, cursa sus estudios superiores en el Instituto Profesional Laura Solera Mantegazza y, al mismo tiempo, se dedica al estudio del pianoforte. Compone sus primeros poemas a la edad de quince a\u00f1os y en 1947 inicia a frecuentar la casa de Giacinto Spagnoletti, cr\u00edtico literario, poeta y novelista (Taranto, Italia, 8\/2\/1920 &#8211; Roma, Italia, 15\/6\/2003), todav\u00eda considerado el primer descubridor de la poeta, y all\u00ed conoce a Giorgio Manganelli, escritor, traductor, periodista y cr\u00edtico literario (Mil\u00e1n, Italia, 15\/11\/1922 &#8211; Roma, Italia, 28\/5\/1990). Manganelli fue un verdadero maestro de estilo para Merini, adem\u00e1s de ser su primer grande amor, y fue a \u00e9l quien dedic\u00f3 su primera colecci\u00f3n po\u00e9tica (1953) en la que, identific\u00e1ndose con Eur\u00eddice, lleg\u00f3 a considerarlo como un joven Orfeo. Pero 1947 es tambi\u00e9n el a\u00f1o en que se manifiestan los primeros s\u00edntomas de la que ser\u00eda una larga enfermedad; Merini encuentra \u00ablas primeras sombras\u00bb y es internada durante un mes en la cl\u00ednica Villa Turro. Cuando sale de all\u00ed, encuentra a Manganelli esper\u00e1ndola: \u00e9l con 27 a\u00f1os de edad, casado, ella con tan s\u00f3lo 16; vivir\u00e1n cinco a\u00f1os de amor intenso y obstaculizado que se interrumpi\u00f3 traum\u00e1ticamente cuando \u00e9l se muda definitivamente a Roma. En 1951, el editor Vanni Scheiwiller (Mil\u00e1n, 8\/2\/1934 &#8211; 17\/10\/1999), la excelencia en la editorial de poes\u00eda y en la literatura de calidad e investigaci\u00f3n, bajo consejo de Eugenio Montale y Maria Luisa Spaziani, incluye algunos de sus poemas en el libro <em>Poetesse del Novecento <\/em>(Poetisas del Siglo XX) refrenda la admisi\u00f3n de Alda Merini en el panorama de la m\u00e1s alta poes\u00eda. Ya con estas primeras composiciones po\u00e9ticas se pueden intuir lo que ser\u00e1 recurrentes temas en su po\u00e9tica: el entrelazamiento de temas er\u00f3ticos y m\u00edsticos, de luz y sombra, todo esto, sin embargo, amalgamado por una concentraci\u00f3n estil\u00edstica notable que, con el pasar de los a\u00f1os, dejar\u00eda espacio a una poes\u00eda m\u00e1s inmediata e intuitiva.<\/p>\n<p>Despu\u00e9s de que Manganelli dejara Mil\u00e1n, en el per\u00edodo que va de 1950 a 1953, Merini frecuenta a Salvatore Quasimodo, poeta y premio Nobel de literatura en 1959, a quien ella dedica dos poemas.<\/p>\n<p>En 1954 se casa con Ettore Carniti, propietario de algunas panader\u00edas en Mil\u00e1n. En una entrevista, Merini \u2013 con su caracter\u00edstica iron\u00eda \u2013 afirma que, consciente de que \u00abCarmina non dant panem\u00bb (La poes\u00eda no da pan), ella hab\u00eda deliberadamente desposado a un panadero. En el a\u00f1o 1955 nace su primera hija, Emanuela; al pediatra de la ni\u00f1a, Pietro, Alda dedica una colecci\u00f3n completa de poemas. Sigue un silencio que durar\u00eda veinte a\u00f1os. En 1958 nace su segunda hija, Flavia. En 1962, despu\u00e9s de un violento altercado con su esposo, es internada en el manicomio Paolo Pini, del cual saldr\u00eda definitivamente hasta el a\u00f1o 1972 \u2013 salvo breves per\u00edodos durante los cuales regresa con su familia y nacen otras dos hijas: Barbara y Simona \u2013 pero la alternancia de per\u00edodos de lucidez y locura contin\u00faa hasta 1979. A\u00fan despu\u00e9s, Merini jam\u00e1s atribuir\u00e1 a su esposo la culpa de ese internamiento: era un hombre sencillo, \u00abelemental, si por elemental se entienden los elementos de la Naturaleza. Su realismo siempre me mantuvo de pie.\u00bb<\/p>\n<p>Alda Giuseppina Angela Merini nace el 21 de marzo de 1931 en Mil\u00e1n En 1979 Merini rompe el silencio e inicia a trabajar en la que es considerada su obra maestra: <em>La Terra Santa<\/em> (La Tierra Santa), libro ganador del Premio Librex Montale, en 1993. Es el comienzo de una po\u00e9tica distinta, impregnada por la devastadora experiencia del manicomio. Se trata de poemas de una intensidad poderosa, donde la realidad deja lugar a la idea misma de lo real, sublimada y deformada por el delirio de la locura. La primera propuesta de impresi\u00f3n de la obra fue acogida por una total indiferencia por parte de los editores. S\u00f3lo en 1994, Schweiller entregar\u00e1 a la imprenta la primera edici\u00f3n de la Tierra Santa, poniendo fin al ostracismo que la artista hab\u00eda sufrido.<\/p>\n<p>Merini inicia una relaci\u00f3n a distancia con Michele Pierri, m\u00e9dico y poeta de la ciudad de Taranto, en el sur de Italia. Esta relaci\u00f3n entre los dos se hace cada vez m\u00e1s fuerte, a pesar de los treinta a\u00f1os y los muchos kil\u00f3metros que los separan; la de ellos es una historia de amor, vivida durante casi cuatro a\u00f1os a trav\u00e9s del tel\u00e9fono y de centenas de cartas y poemas que sobre todo Alda enviaba; se casaron en 1984 y Merini se muda a Taranto: el matrimonio dura casi cuatro a\u00f1os que Alda resume as\u00ed: \u00abpor cuatro a\u00f1os fui una esposa feliz\u00bb. Alda am\u00f3 tanto a Pierri que hasta le escribi\u00f3 al Papa para que autorizara su uni\u00f3n puesto que Ettore a\u00fan viv\u00eda (muri\u00f3 en 1983): evidentemente encontraba en \u00e9l todas las virtudes humanas, espirituales, morales y po\u00e9ticas que sent\u00eda eran necesarias para su propia felicidad. Las atenciones que Pierri le ofreci\u00f3, propiciaron un per\u00edodo de proficua creatividad para la Poeta. Sin embargo, la fase terminal de la enfermedad de Pierri (falleci\u00f3 en enero de 1988) llev\u00f3 a Merini a una gran angustia e hizo naufragar esa tranquilidad que ella hab\u00eda aparentemente alcanzado; por eso tuvo que pedir ayuda al departamento de neurolog\u00eda del Hospital de Taranto. Despu\u00e9s de un muy breve internamiento, Alda \u2013 quien se describi\u00f3 \u00abenferma de nostalgia\u00bb por Mil\u00e1n \u2013 regres\u00f3 a Ripa Ticinese 47, su morada en donde hoy se encuentra una placa conmemorativa en su memoria. Posteriormente se habl\u00f3 de un internamiento en el manicomio de Taranto, pero eso no es verdad puesto que en Taranto nunca existi\u00f3 un manicomio (ni una instituci\u00f3n de ese tipo), adem\u00e1s, desde 1987 la ley Basaglia hab\u00eda abolido los \u201cinternamientos\u201d as\u00ed como los manicomios.<\/p>\n<p>El cuento del internamiento nace de los mismos relatos de Alda que, en los dos a\u00f1os de confusi\u00f3n que siguieron, vivi\u00f3 un per\u00edodo atormentado de terapias en su Mil\u00e1n, ciertamente no en Taranto. Los que conocieron a Alda saben perfectamente como a menudo ella considerara tambi\u00e9n la fantas\u00eda como parte integrante de la realidad y como la poes\u00eda, junto a la iron\u00eda, hayan sido las palancas propulsivas de su camino, de su renacimiento despu\u00e9s de los sufrimientos padecidos por la enfermedad y por los que derivaron del alejamiento de sus hijas, quienes fueron confiadas a otras familias.<\/p>\n<p>Alda Merini se apag\u00f3 el 1\u00b0 de noviembre de 2009, a la edad de 78 a\u00f1os, en el Hospital San Paolo de Mil\u00e1n. En su ata\u00fad fueron colocados: una rosa roja, una cajetilla de cigarros, pocos euros reservados a Caronte para que la transportara a la otra ribera, y la foto de su esposo Ettore.<\/p>\n<p>Hoy Alda est\u00e1 sepultada en el Cementerio Monumental de Mil\u00e1n, en la Cripta del Famedio.<\/p>\n<p>Alda Merini fue y contin\u00faa siendo una de las voces m\u00e1s importantes y prol\u00edficas de la poes\u00eda contempor\u00e1nea. En los \u00faltimos a\u00f1os sol\u00eda hablarles por tel\u00e9fono a sus editores \u2013 varias veces cada d\u00eda y hasta durante la noche \u2013 para dictarles sus versos. Es imposible lograr poner un orden para catalogar el trabajo de una artista que ha fusionado vida y arte en una \u00fanica forma inescindible.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Al cuidado de<\/em> \u201cLa casa delle Artiste, Casa delle Arti &#8211; Spazio Alda Merini\u201d (La casa de las Artistas &#8211; Espacio Alda Merini)<\/p>\n<p>www.spazioaldamerini.org &#8211; info@lacasadelleartiste.it &#8211; traduzione di Jeannette Lozano Clariond<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2018\/03\/bandiera-francia.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2414\" src=\"https:\/\/spazioaldamerinidotorg.files.wordpress.com\/2018\/03\/bandiera-francia.jpg\" alt=\"\" width=\"117\" height=\"71\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>ALDA MERINI &#8211; BIOGRAPHIE<\/strong><\/p>\n<p>Alda Giuseppina Angela Merini est n\u00e9e le 21 mars 1931 \u00e0 Milan, Viale Papiniano 57, dans une famille de modestes conditions \u00e9conomiques. Son p\u00e8re, Nemo Merini, \u00e9tait employ\u00e9 chez la maison d\u2019assurances \u201cLa vecchia Mutua Grandine ed Eguaglianza il Duomo\u201d, sa m\u00e8re, Emilia Painelli, m\u00e9nag\u00e8re; deuxi\u00e8me de trois enfants, entre Anna et Ezio, de son enfance on conna\u00eet seulement le peu qu\u2019elle m\u00eame \u00e9crivit dans de br\u00e8ves notes autobiographiques: \u201cune jeune fille sensible et au caract\u00e8re m\u00e9lancolique, plut\u00f4t isol\u00e9e et peu comprise par ses parents, mais tr\u00e8s dou\u00e9e aux \u00e9coles primaires\u201d. Ne pouvant pas fr\u00e9quenter le lyc\u00e9e Manzoni car elle avait \u00e9t\u00e9 recal\u00e9e en italien, elle fait ses \u00e9tudes sup\u00e9rieures \u00e0 l\u2019Institut Professionnel Laura Solera Mantegazza et, en m\u00eame temps elle se d\u00e9die au piano. Elle compose les premiers po\u00e8mes lyriques \u00e0 quinze anse et, en 47, elle commence \u00e0 fr\u00e9quenter la maison de Giacinto Spagnoletti, critique litt\u00e9raire, po\u00e8te et romancier (Taranto 8.2.1920- Rome 15.6.2003) qui est encore consid\u00e9r\u00e9 comme le premier \u00e0 d\u00e9couvrir la femme po\u00e8te. Chez lui, elle conna\u00eet Giorgio Manganelli, \u00e9crivain, traducteur, journaliste et critique litt\u00e9raire (Milan 15.11.1922- Rome 28.5.1990) qui fut pour elle un vrai ma\u00eetre de style et, en outre, son premier grand amour \u00e0 qui elle d\u00e9dia son premier recueil de po\u00e9sies (1953) dans lequel, en s\u2019identifiant avec Euridice, elle arriva \u00e0 l\u2019identifier comme un nouvel Orfeo. Mais 1947 est aussi l\u2019ann\u00e9e o\u00f9 se manifestent les premiers sympt\u00f4mes de celle qui deviendra une longue maladie ; Merini rencontre \u00ables premi\u00e8res ombres de son espri t\u00bb et elle est intern\u00e9e pendant un mois dans la clinique Villa Turro. Quand elle en sort, Manganelli est l\u00e0 qui l\u2019attend: lui, 27 ans, mari\u00e9, elle, \u00e0 peine seize ans ; ils vivront cinq ann\u00e9es d\u2019un amour intense et plein de contrastes qui s\u2019interrompt de fa\u00e7on traumatique quand il d\u00e9m\u00e9nage d\u00e9finitivement \u00e0 Rome. En 1951, l\u2019\u00e9diteur Vanni Scheiwiller (Milan 8.2.1934 &#8211; 17.10.1999), excellence dans l\u2019industrie de la po\u00e9sie et de la litt\u00e9rature de qualit\u00e9 et recherche, suivant le conseil de Eugenio Montale et Maria Luisa Spaziani, introduit quelques lyriques \u00e9crites par Alda dans le volume \u00abPoetesse del Novecento\u00bb. Cet \u00e9v\u00e8nement l\u00e9gitime l\u2019entr\u00e9e de Merini dans le panorama de la po\u00e9sie de qualit\u00e9. D\u00e8s ces premi\u00e8res compositions, on pressent ceux qui deviendront les leitmotiv de son \u0153uvre: l\u2019enlacement des th\u00e8mes \u00e9rotiques et mystiques, de lumi\u00e8re et ombre, le tout amalgam\u00e9 par une remarquable concentration de style qui, dans les ann\u00e9es \u00e0 venir, laissera la place \u00e0 une po\u00e9sie plus imm\u00e9diate, intuitive.<br \/>\nApr\u00e8s le d\u00e9part de Manganelli, entre les ann\u00e9es 50 et 53, Merini fr\u00e9quente Salvatore Quasimodo, po\u00e8te et prix Nobel pour la litt\u00e9rature en 1959, auquel elle d\u00e9die deux lyriques.<br \/>\nEn 1959, elle se marie avec Ettore Carniti, propri\u00e9taire de boulangeries \u00e0 Milan. Dans une interview, gr\u00e2ce \u00e0 son ironie, Merini affirme que, \u00e9tant consciente du fait que \u00abCarmina non dant panem\u00bb, elle avait d\u00e9lib\u00e9r\u00e9ment mari\u00e9 un \u00abpanettee\u00bb (boulanger). 1955 est l\u2019ann\u00e9e de la naissance de sa premi\u00e8re fille Emanuela ; \u00e0 Pietro, p\u00e9diatre de la petite, est d\u00e9di\u00e9 tout un recueil de po\u00e9sies. Suivra un silence de vingt ans. En 1962, apr\u00e8s une violente dispute avec son mari, elle est intern\u00e9e dans l\u2019asile Paolo Pini, d\u2019o\u00f9 elle ne sortira de fa\u00e7on d\u00e9finitive qu\u2019en 1972- \u00e0 part de br\u00e8ves p\u00e9riodes pendant lesquelles elle rentre \u00e0 la maison et trois autres filles vont na\u00eetre: Flavia, Barbara et Simona &#8211; mais l\u2019alternance des p\u00e9riodes de lucidit\u00e9 et folie continue jusqu\u2019en 1979. M\u00eame apr\u00e8s des ann\u00e9es, Merini n\u2019accusera jamais son mari pour son internement: \u00abc\u2019\u00e9tait un homme simple, \u00e9l\u00e9mentaire et, par l\u00e0, on entend les \u00e9l\u00e9ments de la Nature. Son r\u00e9alisme m\u2019aida toujours \u00e0 rester debout\u00bb.<br \/>\nMerini raconte, dans une interview: \u00abJe fus donc intern\u00e9e \u00e0 mon insu et je ne savais m\u00eame pas de l\u2019existence des h\u00f4pitaux psychiatriques parce que je ne les avais jamais vus, mais quand je m\u2019y retrouvai je crois \u00eatre devenue folle \u00e0 l\u2019instant m\u00eame. Je me rendis compte que j\u2019\u00e9tais entr\u00e9e dans un labyrinthe duquel j\u2019aurais eu beaucoup de peine \u00e0 sortir. Je me r\u00e9voltai. Et ce fut encore pire. Le soir, on baissa les barreaux de protection et le r\u00e9sultat fut un chaos d\u2019enfer. Un cri lancinant sortit de mes entrailles, une invocation spasmodique adress\u00e9e \u00e0 mes enfants et je commen\u00e7ai \u00e0 crier et ruer de toutes mes forces, avec le r\u00e9sultat que je fus li\u00e9e et harcel\u00e9e de piq\u00fbres calmantes. Ma r\u00e9bellion n\u2019\u00e9tait-elle pas humaine ? Ne demandai-je donc de pouvoir rentrer dans une monde qui m\u2019appartenait ? Pourquoi cette r\u00e9bellion fut-elle prise pour un acte d\u2019insubordination ? Un peu \u00e0 cause des m\u00e9dicaments et un peu \u00e0 cause du grave choc que j\u2019avais subi, je restai dans un \u00e9tat de coma pendant trois jours, je percevais seulement quelques voix, mais la peur avait disparu et je me sentais r\u00e9sign\u00e9e \u00e0 mourir. Apr\u00e8s quelques jours, mon mari vint me chercher mais je ne voulus pas le suivre. J\u2019avais appris \u00e0 reconna\u00eetre en lui un ennemi et, puis, j\u2019\u00e9tais si faible et confuse qu\u2019\u00e0 la maison je n\u2019aurais pu rien faire. Et ils dirent que cela avait \u00e9t\u00e9 mon deuxi\u00e8me choix que je payai avec dix ann\u00e9es de punition coercitive. L\u2019asile \u00e9tait toujours satur\u00e9 d\u2019odeurs tr\u00e8s fortes. Plusieurs personnes arrivaient m\u00eame \u00e0 d\u00e9f\u00e9quer par terre. Partout c\u2019\u00e9tait la fin du monde. Des gens qui s\u2019arrachaient les cheveux, d\u2019autres qui d\u00e9chiraient leurs v\u00eatements ou qui chantaient des chansons obsc\u00e8nes. Dans cet asile il y avait l\u2019horreur des elettrosh\u00f2cks. De temps en temps, ils nous entassaient dans une chambre et ils nous pratiquaient ces mauvais sorts. Je les appelais mauvais sorts car ils ne servaient qu\u2019\u00e0 d\u00e9grader nos esprits. La petite chambre des elettroshocks \u00e9tait tr\u00e8s \u00e9troite et terrible ; et encore plus terrible \u00e9tait la salle d\u2019attente o\u00f9 ils nous pr\u00e9paraient pour ce triste \u00e9v\u00e8nement. Ils nous faisaient une piq\u00fbre de pr\u00e9-morphine et, apr\u00e8s, ils nous donnaient du curare afin que nos membres ne commencent pas \u00e0 s\u2019agiter de fa\u00e7on excessive pendant la d\u00e9charge \u00e9lectrique. L\u2019attente \u00e9tait angoissante. Plusieurs d\u2019entre nous pleuraient, certaines urinaient par terre. Une fois, j\u2019arrivai \u00e0 prendre l\u2019infirmi\u00e8re-major par la gorge, au nom de toutes mes camarades. Comme r\u00e9sultat, je fus la premi\u00e8re \u00e0 \u00eatre soumise \u00e0 l\u2019elettrosh\u00f2ck et sans anesth\u00e9sie pr\u00e9alable de fa\u00e7on que je sentis tout. Et j\u2019en conserve encore le terrible souvenir\u00bb.<br \/>\nEn 1979, Merini sort de son silence et commence \u00e0 travailler \u00e0 ce qui est consid\u00e9r\u00e9 son chef-d\u2019\u0153uvre: La Terra Santa, qui gagna le Prix Librex Montale en 1993. C\u2019est le d\u00e9but d\u2019une po\u00e9tique diff\u00e9rente, impr\u00e9gn\u00e9e de la ravageuse exp\u00e9rience de l\u2019asile. Il s\u2019agit de lyriques d\u2019une puissante intensit\u00e9, o\u00f9 la r\u00e9alit\u00e9 laisse place \u00e0 l\u2019id\u00e9e m\u00eame du r\u00e9el, sublim\u00e9e et d\u00e9form\u00e9e par le d\u00e9lire de la folie. La premi\u00e8re fois que l\u2019on proposa d\u2019imprimer cette \u0153uvre il y eut une totale indiff\u00e9rence de la part des \u00e9diteurs. Seulement en 1984, Scheiwiller fit imprimer la premi\u00e8re \u00e9dition de la<br \/>\nTerra Santa ; ceci marqua la fin de l\u2019ostracisme envers l\u2019artiste. Merini commence de loin une amiti\u00e9 avec Michele Perri, m\u00e9decin et po\u00e8te de Taranto. Entre les deux, l\u2019entente devient de plus en plus forte, malgr\u00e9 les trente ann\u00e9es et les kilom\u00e8tres qui les s\u00e9parent ; ce fut une histoire d\u2019amour, v\u00e9cue pendant quatre ans au fil du t\u00e9l\u00e9phone et \u00e0 travers centaines de lettres et po\u00e9sies envoy\u00e9es surtout de la part de Alda ; ils se marient en 1983 et Merini d\u00e9m\u00e9nage \u00e0 Taranto ; le mariage dure presque quatre ans que Alda r\u00e9sume de cette fa\u00e7on: \u00abpendant quatre ans je fus une \u00e9pouse heureuse\u00bb: Alda aima tellement Pierre qu\u2019elle \u00e9crivit au Pape afin qu\u2019il autorise leur union pendant que Ettore \u00e9tait encore vivant (il meurt en 1981): \u00e9videmment, elle trouvait en lui toutes<br \/>\nles qualit\u00e9s humaines, spirituelles, morales, po\u00e9tiques qui \u00e9taient n\u00e9cessaires \u00e0 son bonheur.<br \/>\nLe soin que Pierre lui r\u00e9serva eut comme cons\u00e9quence une p\u00e9riode de profitable cr\u00e9ativit\u00e9 pour le Po\u00e8te.<br \/>\nLa phase terminale de la maladie de Pierre (il meurt en janvier 1988) porta Merini \u00e0 l\u2019angoisse et causa le naufrage de la tranquillit\u00e9 \u00e0 laquelle elle \u00e9tait\u00a0 apparemment parvenue au point que l\u2019on d\u00fbt demander l\u2019aide du service neurologique de l\u2019h\u00f4pital de Taranto. Apr\u00e8s une br\u00e8ve hospitalisation, Alda, qui se d\u00e9crivit \u00abmalade de nostalgie\u00bb pour Milan, rentra en Ripa Ticinese 47, son habitation, l\u00e0 o\u00f9 aujourd\u2019hui est affich\u00e9e une plaque comm\u00e9morative \u00e0 sa m\u00e9moire. Plus tard, on parla d\u2019un internement dans l\u2019asile de Taranto, mais cela ne correspond pas \u00e0 la v\u00e9rit\u00e9 car, \u00e0 Taranto,il n\u2019y a jamais eu un asile (ni une institution similaire) ; de plus, \u00e0 partir de 1978 la loi Basaglia avait aboli les internements aussi m\u00eame que les asiles.<br \/>\nLa l\u00e9gende de l\u2019internement est n\u00e9e des contes faits par Alda elle-m\u00eame qui, dans les deux ann\u00e9es confuses qui suivirent, v\u00e9cut une p\u00e9riode tourment\u00e9e de traitements, \u00e0 Milan, sa ville d\u2019origine, et certainement pas \u00e0 Taranto. Ceux qui ont connu Alda savent parfaitement comment elle consid\u00e9rait la fantaisie partie int\u00e9grante de la r\u00e9alit\u00e9 et comment la po\u00e9sie, unie \u00e0 l\u2019ironie, ont \u00e9t\u00e9 les leviers propulsifs de son chemin, de sa renaissance apr\u00e8s les souffrances dues \u00e0 sa maladie et pour celles d\u00e9riv\u00e9es de l\u2019\u00e9loignement de ses filles qui furent confi\u00e9es \u00e0 d\u2019autres familles.<br \/>\nAlda Merini s\u2019\u00e9teint le premier novembre 2009, \u00e0 l\u2019\u00e2ge de 78 ans, \u00e0 l\u2019h\u00f4pital San Paolo de Milan. Dans son cercueil ont \u00e9t\u00e9 pos\u00e9s: une rose rouge, un paquet de cigarettes, quelques euros pour payer Caronte afin qu\u2019il la fasse passer sur l\u2019autre berge et la photo de son mari Ettore.<br \/>\nAujourd\u2019hui, Alda est enterr\u00e9e au Cimeti\u00e8re Monumental de Milan, dans la crypte des c\u00e9l\u00e9brit\u00e9s.<br \/>\nAlda Merini a \u00e9t\u00e9 et continue \u00e0 \u00eatre l\u2019une des plus puissantes et plus prolifiques voix de la po\u00e9sie contemporaine. Dans ses derni\u00e8res ann\u00e9es elle avait l\u2019habitude de t\u00e9l\u00e9phoner \u00e0 ses \u00e9diteurs plusieurs fois par jour et aussi pendant la nuit pour leur dicter ses vers. Il est impossible de donner un ordre, de cataloguer le travail d\u2019une artiste qui a fondu la vie et l\u2019art en une seule forme ins\u00e9parable.<\/p>\n<p>Soign\u00e9 par La Maison des Artistes, Maison des Arts- Espace Alda Merini<br \/>\nwww.spazioaldamerini.org &#8211; info@lacasadelleartiste.it<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Bibliografia (da Wikipedia)<\/p>\n<h3><span id=\"Opere_di_Alda_Merini\" class=\"mw-headline\">Opere di Alda Merini<\/span><\/h3>\n<div class=\"colonne\">\n<ul>\n<li><i><a title=\"La presenza di Orfeo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_presenza_di_Orfeo\">La presenza di Orfeo<\/a><\/i>, Schwarz, <a title=\"Milano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milano\">Milano<\/a>, <a title=\"1953\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1953\">1953<\/a>. Campionario n. 5, Collana di Poesia, diretta da Giacinto Spagnoletti.<\/li>\n<li><i><a title=\"Paura di Dio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paura_di_Dio\">Paura di Dio<\/a><\/i>, All&#8217;Insegna del Pesce d&#8217;Oro, Milano, <a title=\"1955\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1955\">1955<\/a>.<\/li>\n<li><i><a title=\"Nozze romane\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nozze_romane\">Nozze romane<\/a><\/i>, Schwarz, Milano, 1955. Dialoghi col Poeta, n. 13.<\/li>\n<li><i><a title=\"La pazza della porta accanto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_pazza_della_porta_accanto\">La pazza della porta accanto<\/a><\/i>, Bompiani, Milano, 1995.<\/li>\n<li><i>Tu sei Pietro. Anno 1961<\/i>, All&#8217;Insegna del Pesce d&#8217;Oro, Milano, <a title=\"1962\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1962\">1962<\/a>, Lunario, fuori serie, n. 7.<\/li>\n<li><i>Destinati a morire. Poesie vecchie e nuove<\/i>, Lalli, <a title=\"Poggibonsi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Poggibonsi\">Poggibonsi<\/a>, <a title=\"1980\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1980\">1980<\/a>.<\/li>\n<li><i>Poesie<\/i>, edizione privata, Milano 1981.<\/li>\n<li><i>Le rime petrose<\/i>, edizione privata, <a title=\"1983\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1983\">1983<\/a>.<\/li>\n<li><i>Le satire della Ripa<\/i>, presentazione di Michele Pierri, testimonianza di Giacinto Spagnoletti, disegno di Delia Fischetti, Laboratorio Arti Visive, <a title=\"Taranto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Taranto\">Taranto<\/a>, 1983.<\/li>\n<li><i>Le pi\u00f9 belle poesie<\/i>, edizione privata, 1983.<\/li>\n<li><i><a title=\"La Terra Santa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_Terra_Santa\">La Terra Santa<\/a><\/i>, Scheiwiller, Milano, <a title=\"1984\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1984\">1984<\/a>.<\/li>\n<li><i>La Terra Santa e altre poesie<\/i>, introduzione di Giacinto Spagnoletti, Lacaita,Manduria 1984. I Testi, n. 7.<\/li>\n<li><i><a title=\"L'altra verit\u00e0. Diario di una diversa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27altra_verit%C3%A0._Diario_di_una_diversa\">L&#8217;altra verit\u00e0. Diario di una diversa<\/a><\/i>, prefazione di Giorgio Manganelli, Libri Scheiwiller, Milano, <a title=\"1986\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1986\">1986<\/a>. Prosa, n. 2.<\/li>\n<li><i>Fogli bianchi. 23 inediti<\/i>, con una nota di Elio Bartolini, Biblioteca Bartolini, Biblioteca Cominiana, Cittadella <a title=\"1987\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1987\">1987<\/a>.<\/li>\n<li><i>Testamento<\/i>, a cura di <a title=\"Giovanni Raboni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Raboni\">Giovanni Raboni<\/a>, <a title=\"Crocetti Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crocetti_Editore\">Crocetti Editore<\/a>,Milano <a title=\"1988\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1988\">1988<\/a>. Aryballos, n. 13.<\/li>\n<li><i>Delirio amoroso<\/i>, nota di Ambrogio Borsani, il melangolo, Genova <a title=\"1989\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\">1989<\/a>. Opuscola, n. 30.<\/li>\n<li><i>Le pietre<\/i>, autoedizione, Milano 1989.<\/li>\n<li><i>Balocchi e poesie<\/i>, Tommaso Spaini, Belgioioso 1991.<\/li>\n<li><i>Canzone dell&#8217;amore spento<\/i>, Tommaso Spaini, Belgioioso 1991.<\/li>\n<li><i>Il tormento delle figure<\/i>, il melangolo, Genova 1990. Nugae, n. 6, 1989.<\/li>\n<li><i>Delirio amoroso<\/i>, il melangolo, <a title=\"Genova\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Genova\">Genova<\/a>, <a title=\"1990\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1990\">1990<\/a>.<\/li>\n<li><i>Le parole di Alda Merini<\/i>, a cura di Guido Spaini e Antonella Baldi, Stampa Alternativa, <a title=\"Roma\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roma\">Roma<\/a>, <a title=\"1991\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1991\">1991<\/a>. Millelire.<\/li>\n<li><i>Valzer<\/i>, Tommaso Spaini, Belgioioso 1991.<\/li>\n<li><i><a title=\"Vuoto d'amore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vuoto_d%27amore\">Vuoto d&#8217;amore<\/a><\/i>, a cura di Maria Corti, Einaudi, Torino 1991. Collezione di Poesia, n. 224. <a title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\">Torino<\/a>, <a title=\"Giulio Einaudi Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Einaudi_Editore\">Einaudi<\/a>, 1991.<\/li>\n<li><i>5 poesie<\/i>, Biblioteca Comunale, Mariano Comense 1992.<\/li>\n<li><i>Aforismi<\/i>, con una nota di Angelo Gaccione, Nuove Scritture, Milano 1992.<\/li>\n<li><i>Cinque poesie<\/i>, <a title=\"Mariano Comense\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mariano_Comense\">Mariano Comense<\/a>, Biblioteca Comunale, <a title=\"1992\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1992\">1992<\/a>.<\/li>\n<li><i><a title=\"Ipotenusa d'amore\" href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/ipotenusa-damore-9788886314008-813.html\">Ipotenusa d&#8217;amore<\/a><\/i>, con quattro disegni di Massimo O.Geranio, La Vita Felice, Milano 1992.<\/li>\n<li><i>La vita facile. Aforismi<\/i>, disegni di Alberto Casiraghi, Pulcinoelefante, Osnago 1992.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/la-palude-di-manganelli-o-il-monarca-del-re-9788886314022-815.html\"><i>La palude di Manganelli o il monarca del re<\/i><\/a>, con cinque disegni di Marco Carn\u00e0, La Vita Felice, Milano 1992.<\/li>\n<li><i>La vita felice: aforismi<\/i>, <a title=\"Osnago\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Osnago\">Osnago<\/a>, Pulcinoelefante, 1992.<\/li>\n<li><i>La vita pi\u00f9 facile: Aforismi<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 1992.<\/li>\n<li><i>La presenza di Orfeo (Paura di Dio, Nozze Romane, Tu sei Pietro)<\/i>, Milano, Scheiwiller, <a title=\"1993\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1993\">1993<\/a>.<\/li>\n<li><i>Le zolle d&#8217;acqua. Il mio naviglio<\/i>, a cura di Luigi Maino, Montedit, <a title=\"Cernusco sul Naviglio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cernusco_sul_Naviglio\">Cernusco sul Naviglio<\/a> (Milano), 1993.<\/li>\n<li><i>Rime dantesche<\/i>, Divulga, <a title=\"Crema (Italia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crema_%28Italia%29\">Crema<\/a>, 1993.<\/li>\n<li><i>Se gli angeli sono inquieti. Aforismi<\/i>, con Alberto Casiraghi, Shakespeare and Company, <a title=\"Magreglio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Magreglio\">Magreglio<\/a> 1993.<\/li>\n<li><i><a title=\"Titano amori intorno\" href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/titano-amori-intorno-9788886314015-814.html\">Titano amori intorno<\/a><\/i>, Milano, La Vita Felice, 1993. Labirinti, n. 1.<\/li>\n<li><i>Ulisse<\/i>.Poesie<i>, con Luisa Agostino e Daniela Pazza, con quattro disegni di Marco Carn\u00e0, Divulga, Crema 1993.<\/i><\/li>\n<li><i>25 poesie autografe<\/i>, La citt\u00e0 del sole, <a title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\">Torino<\/a> <a title=\"1994\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1994\">1994<\/a>.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/reato-di-vita-9788886314992-6729.html\"><i>Reato di vita. Autobiografia e poesia<\/i><\/a>, Milano, Melusine, 1994.<\/li>\n<li><i>Il fantasma e l&#8217;amore. Un monologo, tre poesie e&#8230;<\/i> , La Vita Felice, Milano 1994.<\/li>\n<li><i>Lettera ai figli<\/i> a cura di Michelangelo Camilliti, LietoColle, <a title=\"Faloppio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Faloppio\">Faloppio<\/a> 1994. Lettera n. 2.<\/li>\n<li><i>Reato di vita. Autobiografia e poesia<\/i>, a cura di Luisella Veroli, Melusine, Milano 1994.<\/li>\n<li><i><a title=\"Ballate non pagate\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ballate_non_pagate\">Ballate non pagate<\/a><\/i> a cura di Laura Alunno, Einaudi, Torino <a title=\"1995\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1995\">1995<\/a>. Collezione di Poesia, n. 252.<\/li>\n<li><i>Delirio amoroso. Un monologo di Licia Maglietta su testi di Alda Merini<\/i>, Dante &amp; Descartes, <a title=\"Napoli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Napoli\">Napoli<\/a> 1995.<\/li>\n<li><i>Doppio bacio mortale<\/i>, Lietocolle, Faloppio 1995; 2005; 2010. Aretusa.<\/li>\n<li><i>La pazza della porta accanto<\/i>, a cura di Guido Spaini e Chicca Gagliardo, <a title=\"Bompiani\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bompiani\">Bompiani<\/a>, Milano 1995. I grandi Tascabili, n. 375.<\/li>\n<li><i>Lettera a Maurizio Costanzo<\/i>, LietoColle, Faloppio 1995. Lettera n. 10.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/sogno-e-poesia-9788886314978-1064.html\"><i>Sogno e poesia<\/i><\/a>, La Vita Felice, Milano 1995. Carte d&#8217;Artista.<\/li>\n<li><i>La terra Santa. 1980-1987<\/i> (contiene Destinati a morire, La Terra Santa, Le Satire della Ripa, Le rime petrose, Fogli bianchi), Libri Scheiwiller, Milano 1996. Poesia, n. 60.<\/li>\n<li><i>La vita facile. Sillabario<\/i>, a cura di Guido Spaini e Chicca Gagliardo, Bompiani, Milano 1996. I Grandi Tascabili, n. 499.<\/li>\n<li><i>Refusi<\/i>, Vittorio Zanetto, <a title=\"Montichiari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Montichiari\">Montichiari<\/a> 1996. Collana Letteraria.<\/li>\n<li><i><a title=\"Un'anima indocile\" href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/unanima-indocile-parole-e-poesie-9788886314480-842.html\">Un&#8217;anima indocile<\/a>. Parole e poesie<\/i>, La Vita Felice, Milano 1996; 2006. Labirinti, n. 12.<\/li>\n<li><i>Aforismi<\/i>, Milano, Pulcinoelefante, <a title=\"1996\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1996\">1996<\/a>.<\/li>\n<li><i>La pazza della porta accanto<\/i>, Milano, <a title=\"Arnoldo Mondadori Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arnoldo_Mondadori_Editore\">Mondadori<\/a>, 1996.<\/li>\n<li><i>La Terra Santa: (Destinati a morire, La Terra Santa, Le satire della Ripa, Le rime petrose, Fogli bianchi) 1980-987<\/i>, Milano, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Libri Scheiwiller\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Libri_Scheiwiller\">Scheiwiller<\/a>, 1996.<\/li>\n<li><i>Un poeta rimanga sempre solo<\/i>, Scheiwiller, Milano 1996.<\/li>\n<li><i>Immagini a voce<\/i>, Motorola, 1996<sup id=\"cite_ref-23\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-23\">[23]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Aforismi<\/i>, a cura di Roberto Bernasconi e Cesare dell&#8217;Orto, Pulcinoelefante, Osnago <a title=\"1997\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1997\">1997<\/a>.<\/li>\n<li><i>Il dono. Due poesie e una incisione all&#8217;acquaforte<\/i>, edizioni dell&#8217;Ariete, Crema 1997.<\/li>\n<li><i>Ape Regina<\/i>, testi di Alda Merini e musiche di Andrea Donati, <a title=\"Amiata Records\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amiata_Records\">Amiata Records<\/a>, ARNR 2597, Firenze 1997.<\/li>\n<li><i>L&#8217;altra verit\u00e0. Diario di una diversa<\/i>, Milano, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Rizzoli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rizzoli\">Rizzoli<\/a>, 1997.<\/li>\n<li><i><a title=\"La volpe e il sipario\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_volpe_e_il_sipario\">La volpe e il sipario<\/a>. Poesie d&#8217;amore<\/i>, <a title=\"Legnago\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legnago\">Legnago<\/a>, Girardi, 1997. <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8817864714\">ISBN 88-17-86471-4<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/le-poesie-di-alda-merini-9788886314886-1063.html\"><i>Le pi\u00f9 belle poesie di Alda Merini<\/i><\/a>, Milano, La Vita Felice, 1997.<\/li>\n<li><i>Curva di fuga<\/i>, incisioni di <a class=\"new\" title=\"Giovanni Bonaldi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giovanni_Bonaldi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Giovanni Bonaldi<\/a>, introduzione di Roberto Sanesi, la copertina in pergamena contiene 14 quartini di cm. 44&#215;31, edizione numerata dalle edizioni dell&#8217;Ariete, Crema 1997.<\/li>\n<li><i>Orazioni piccole<\/i>, Edizioni dell&#8217;Ariete, Crema 1997.<\/li>\n<li><i>Ringrazio sempre chi mi d\u00e0 ragione. Aforismi<\/i>, <a title=\"Viterbo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Viterbo\">Viterbo<\/a>, foto di <a title=\"Giuliano Grittini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuliano_Grittini\">Giuliano Grittini<\/a>, Stampa Alternativa, Roma 1997.<\/li>\n<li><i>Salmi della gelosia<\/i>, con disegni di <a class=\"new\" title=\"Giovanni Bonaldi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giovanni_Bonaldi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Giovanni Bonaldi<\/a>, edizioni dell&#8217;Ariete, Crema 1997.<\/li>\n<li><i>Certificazioni d&#8217;esistenza<\/i>, con due incisioni di Giovanni Bonaldi, testi critici di Riccardo Barletta e <a title=\"Lucio Del Pezzo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lucio_Del_Pezzo\">Lucio Del Pezzo<\/a>, edito e numerato dall&#8217;artista, copertina di metallo cm.16&#215;22, foglio disteso cm. 22&#215;120, Milano 1997.<\/li>\n<li><i>57 poesie<\/i>, Milano, Mondadori, <a title=\"1998\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1998\">1998<\/a>.<\/li>\n<li><i>Alda Merini &amp; Enrico Baj. quattro poesie inedite<\/i>, Giorgio Upiglio Grafica Uno, Milano 1998.<\/li>\n<li><i>Eternamente vivo<\/i>, L&#8217;Incisione, Corbetta 1998.<\/li>\n<li><i>Favole, Orazioni, Salmi<\/i>, scritti raccolti da Emiliano Scalvini, immagini di Gabriele Bellagente, La Libraria, <a title=\"Soncino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Soncino\">Soncino<\/a> 1998.<\/li>\n<li><i>Fiore di poesia (1951-1997)<\/i> (a cura di <a title=\"Maria Corti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Corti\">Maria Corti<\/a>), Torino, Einaudi, 1998, Tascabili, n. 519. <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8806173774\">ISBN 88-06-17377-4<\/a><\/li>\n<li><i>Ladri di destini<\/i>, con una incisione di Agostino Arrivabene, edizioni dell&#8217;Ariete, Crema 1998.<\/li>\n<li><i>Lettere a un racconto. Prose lunghe e brevi<\/i>, a cura di Bruno Pedretti, con una nota di Benedetta Centovalli, Rizzoli, Milano 1998. Piccola biblioteca La Scala.<\/li>\n<li><i><a title=\"Aforismi e magie\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aforismi_e_magie\">Aforismi e magie<\/a><\/i>, disegni di Alberto Casiraghi, Rizzoli, Milano <a title=\"1999\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1999\">1999<\/a>.<\/li>\n<li><i>Figli e addii<\/i>, F. Soldini, <a title=\"Novazzano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Novazzano\">Novazzano<\/a> 1999. Le Carte di Calliope, n. 12.<\/li>\n<li><i>Il ladro Giuseppe. Racconti degli anni Sessanta<\/i>, Libri Scheiwiller, Milano 1999. Prosa n. 64.<\/li>\n<li><i>La poesia luogo del nulla. Poesia e parole con Chicca Gagliardo e Guido Spaini<\/i>, Piero Manni, <a title=\"Lecce\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lecce\">Lecce<\/a> 1999. Pretesti n. 65.<sup id=\"cite_ref-24\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-24\">[24]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>L&#8217;uovo di Saffo. Alda Merini e Enrico Baj<\/i>, Proposte d&#8217;Arte Colophon, <a title=\"Belluno\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Belluno\">Belluno<\/a> 1999.<\/li>\n<li><i>L&#8217;intima morte della parola<\/i>, Manni, Lecce 1999.<\/li>\n<li><i>Le ceneri di Dante: con una bugia sulle ceneri<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 1999.<\/li>\n<li><i>21 febbraio<\/i>, un&#8217;incisione con intervento tattile di <a class=\"new\" title=\"Giovanni Bonaldi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giovanni_Bonaldi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Giovanni Bonaldi<\/a>, foglio cm. 20&#215;27, edizioni Pulcinoelefante, Osnago 1999.<\/li>\n<li><i>Vacanze 1999<\/i>, Ballabo Clift, Torino 1999.<\/li>\n<li><i><a title=\"L'anima innamorata\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27anima_innamorata\">L&#8217;anima innamorata<\/a><\/i>, <a title=\"Frassinelli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Frassinelli\">Frassinelli<\/a>, Milano <a title=\"2000\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2000\">2000<\/a>; con disegni di Alberto Casiraghi, 2007. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.<\/li>\n<li><i>Sogno e poesia<\/i>, L&#8217;incisione, Milano 2000.<\/li>\n<li><i>Splenduisti et vocasti<\/i>, con una incisione di <a class=\"new\" title=\"Bonaldi Giovanni (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Bonaldi_Giovanni&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Bonaldi Giovanni<\/a>, edizioni Il dodecaedro di Leonardo, Milano 2000.<\/li>\n<li><i><a title=\"Superba \u00e8 la notte\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Superba_%C3%A8_la_notte\">Superba \u00e8 la notte<\/a><\/i>, a cura di Ambrogio Borsani, Einaudi, Torino. Collezione di Poesia, n. 286.<\/li>\n<li><i>Due epitaffi e un testamento<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2000.<\/li>\n<li><i>Vanit\u00e0 amorose<\/i>, Sottoscala, Bellinzona 2000. Narcisi, n. 1.<\/li>\n<li><i>Vanni aveva mani lievi<\/i>, Nino Aragno, Torino 2000.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini\/le-poesie-di-alda-merini-9788886314886-1063.html\"><i>Le poesie di Alda Merini<\/i><\/a>, Milano, La Vita Felice, 2000 [cofanetto]<\/li>\n<li><i>Tre aforismi<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2000.<\/li>\n<li><i>Amore<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2000.<\/li>\n<li><i>Corpo d&#8217;amore. Un incontro con Ges\u00f9<\/i>, prefazione di Gianfranco Ravasi, cura iconografica di Luca Pignatella, Frassinelli, Milano <a title=\"2001\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2001\">2001<\/a>.<\/li>\n<li><i>Requiem<\/i>, LietoColle, Faloppio 2001. Quaderni n. 6.<\/li>\n<li><i>Amore di carta<\/i>, con cinque incisioni di <a class=\"new\" title=\"Giovanni Bonaldi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Giovanni_Bonaldi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Giovanni Bonaldi<\/a>, tiratura numerata e firmata in quaranta esemplari, edizioni Lo Sciamano, Milano 2002.<\/li>\n<li><i>Folle, folle, folle d&#8217;amore per te. Poesie per giovani innamorati<\/i>, a cura di Daniela Gamba, con un pensiero di <a title=\"Roberto Vecchioni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Roberto_Vecchioni\">Roberto Vecchioni<\/a>, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Salani\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salani\">Salani<\/a>, Milano <a title=\"2002\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2002\">2002<\/a>.<\/li>\n<li><i>Gufo<\/i>, Fabrizio Mugnaini per Luna e Gufo, Scandicci 2002.<\/li>\n<li><i>Il maglio del poeta<\/i>, prefazione di Giorgio Patrizi, Manni, Lecce 2002. Pretesti, n. 147.<\/li>\n<li><i>Magnificat. Un incontro con Maria<\/i>, Frassinelli, Milano 2002. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.<\/li>\n<li><i>Maledizioni d&#8217;amore<\/i>, <a title=\"Acquaviva delle Fonti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Acquaviva_delle_Fonti\">Acquaviva delle Fonti<\/a> (Ba), Acquaviva, 2002. <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8888722149\">ISBN 88-88722-14-9<\/a><sup id=\"cite_ref-25\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-25\">[25]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Il paradiso<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.<\/li>\n<li><i>Anima<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.<\/li>\n<li><i>Ora che vedi Dio<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.<\/li>\n<li><i>Un aforisma<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.<\/li>\n<li><i>La vita<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.<\/li>\n<li><i>Una poesia<\/i>, Osnago, Pulcinoelefante, 2002.<\/li>\n<li><i>Invettive d&#8217;amore e altri versi<\/i>, Torino, Einaudi, 2002.<\/li>\n<li><i>Oggi come ieri<\/i>, a cura di Mariella Mischi e Roberto Crimeni, Dialogo Libri, <a title=\"Olgiate Comasco\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Olgiate_Comasco\">Olgiate Comasco<\/a> 2002.<\/li>\n<li><i>Clinica dell&#8217;abbandono<\/i>, a cura di Giovanna Rosadini, introduzione di Ambrogio Borsani e con uno scritto di <a title=\"Vincenzo Mollica\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vincenzo_Mollica\">Vincenzo Mollica<\/a> (versione con videocassetta VHS), Einaudi, Torino 2003, Stile Libero; a cura di Giovanni Rosadini, introduzione di Ambrogio Borsani, Einaudi, Torino 2004. Collezione di poesia n. 329.<\/li>\n<li><i>Des Cartes (Descartes), con uno scritto di Camillo de Piaz, immagini di William Xerra, fotografie di Giuliano Grittini e Prospero Crovedi, Vicolo del Pavone, <a title=\"Piacenza\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piacenza\">Piacenza<\/a> 2003.<\/i><\/li>\n<li><i>Dopo tutto anche tu<\/i>, a cura di Angelo Guarnieri, San Marco dei Giustiniani, Genova 2003. Quaderni del Tempo, n. 18.<\/li>\n<li><i>La carne degli angeli<\/i>, <a title=\"Frassinelli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Frassinelli\">Frassinelli<\/a>, Milano <a title=\"2003\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2003\">2003<\/a>; con venti opere inedite di Mimmo Paladino, 2007. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.<\/li>\n<li><i>Pi\u00f9 bella della poesia \u00e8 stata la mia vita<\/i>, Torino, Einaudi, 2003.<\/li>\n<li><i>Delirio Amoroso<\/i>, Genova, Il Nuovo Melangolo, 2003.<\/li>\n<li><i>Alla tua salute, amore mio: poesie, aforismi<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2003<sup id=\"cite_ref-26\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-26\">[26]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Poema di Pasqua<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2003.<\/li>\n<li><i>Il mascalzone veronese<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2003 <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8888722130\">ISBN 88-88722-13-0<\/a><sup id=\"cite_ref-27\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-27\">[27]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Lettere d&#8217;amore di due poetesse<\/i>, con Mariella mischi, Dialogo libri, Olgiate Comasco 2003.<\/li>\n<li><i>Writing-in-children<\/i>, LietoColle, Faloppio 2003. Lettera.<\/li>\n<li><i>Carro d&#8217;amore<\/i>, Lo Sciamano, Milano <a title=\"2004\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2004\">2004<\/a>.<\/li>\n<li><i>Le briglie d&#8217;oro. Poesie per Marina 1984-2004<\/i>, a cura di Marina Bignotti, Libri Scheiwiller, Milano 2004. Poesia, n. 82.<\/li>\n<li><i>Lettere ai bambini<\/i>, LietoColle, Faloppio 2004. Lettera.<\/li>\n<li><i>El Disaster<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2004.<\/li>\n<li><i>La volpe e il sipario. Poesie d&#8217;amore<\/i>, Milano, <a class=\"mw-redirect\" title=\"Rizzoli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rizzoli\">Rizzoli<\/a>, 2004.<\/li>\n<li><i>La voce di Alda Merini. La dismisura dell&#8217;anima<\/i>. Audiolibro. <a class=\"mw-redirect\" title=\"CD\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/CD\">CD<\/a> <a title=\"Audio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Audio\">audio<\/a>. Milano, Crocetti, 2004.<\/li>\n<li><i>Poema della Croce<\/i>, con cinque acqueforti di Sandro Chia, Prefazione di <a title=\"Gianfranco Ravasi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianfranco_Ravasi\">Gianfranco Ravasi<\/a>, Frassinelli, Milano 2004. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori. Frassinelli, 2004.<\/li>\n<li><i>Sono nata il 21 a primavera<\/i>, Milva canta Merini, Milano, Nar international, 2004.<\/li>\n<li><i>Poema della croce<\/i>, Alda Merini e Giovanni Nuti, Milano, Sagap\u00f2, 2005.<\/li>\n<li><i>Amleto di carta<\/i>, Quaderni di Orfeo, Milano <a title=\"2005\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\">2005<\/a>.<\/li>\n<li><i>Il diavolo \u00e8 rosso<\/i>, Il ragazzo innocuo, Milano 2005.<\/li>\n<li><i>Nel cerchio di un pensiero. (Teatro per sola voce)<\/i>, Crocetti, Milano 2005, Aryballos, n. 39.<\/li>\n<li><i>Sono nata il ventuno a primavera. Diario e nuove poesie<\/i>, a cura di Pietro Manni, Manni, Lecce 2005. Pretesti, n. 225.<\/li>\n<li><i>Uomini miei. Brandelli di un&#8217;autobiografia sentimentale<\/i>, disegni di Alberto Casiraghi, Frassinelli, Milano 2005. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori<i>, Milano, Frassinelli, <a title=\"2005\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2005\">2005<\/a>.<\/i><\/li>\n<li><i>Il Tavor<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2005 <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8878770337\">ISBN 88-7877-033-7<\/a><sup id=\"cite_ref-28\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-28\">[28]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>La presenza di Orfeo &#8211; La Terra Santa<\/i>, Milano, Scheiwiller, 2005.<\/li>\n<li><i>Io dormo sola<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2005 <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8878770302\">ISBN 88-7877-030-2<\/a><sup id=\"cite_ref-29\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-29\">[29]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Figli e poesie<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, 2005. <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8878770256\">ISBN 88-7877-025-6<\/a><sup id=\"cite_ref-30\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-30\">[30]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>La famosa altra verit\u00e0<\/i>, Acquaviva delle Fonti (Ba), Acquaviva, <a title=\"2006\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2006\">2006<\/a>.<\/li>\n<li><i>L&#8217;altra verit\u00e0 diario di una diversa<\/i>, Milano, Rizzoli, 2006.<\/li>\n<li><i>Un segreto andare<\/i>, <a title=\"Alberto Tallone Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alberto_Tallone_Editore\">Alberto Tallone Editore<\/a>, <a title=\"Alpignano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alpignano\">Alpignano<\/a>, 2006.<\/li>\n<li><i>Lettere di Pasolini<\/i>, Acquaviva delle Fonti (<a title=\"Bari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bari\">Bari<\/a>), Acquaviva, 2006.<sup id=\"cite_ref-31\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-31\">[31]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Cantico dei Vangeli<\/i>, disegni di Elvio Marchionni, Frassinelli, Milano 2006. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori.<\/li>\n<li><i>Il tempo di una sigaretta<\/i>, <a title=\"Terre Sommerse\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Terre_Sommerse\">Terre Sommerse<\/a>, 2006 intervista di <a class=\"new\" title=\"Niccol\u00f2 Carosi (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Niccol%C3%B2_Carosi&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Niccol\u00f2 Carosi<\/a>.<\/li>\n<li><i>Canto Milano<\/i>, Manni, Lecce <a title=\"2007\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2007\">2007<\/a>. Pretesti, n. 308.<sup id=\"cite_ref-32\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-32\">[32]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Colpe di immagini. vita di un poeta nelle fotografie di Giuliano Crittini<\/i>, Introduzione di Alba donati, Rizzoli, Milano 2007.<\/li>\n<li><i>Francesco. Canto di una creatura<\/i>, prefazione di Gianfranco Ravasi, Frassinelli, Milano 2007. I Libri di Arnoldo Mosca Mondadori. Frassinelli, <a title=\"2007\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2007\">2007<\/a>.<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/alda-merini-giuliano-grittini\/la-magia-delle-mani-9788877991959-909.html\"><i>La magia delle mani<\/i><\/a>, fotografie di Giuliano Grittini, La Vita Felice, Milano 2007.<\/li>\n<li><i>La nera novella. (Umorismo nero)<\/i>, Rizzoli, Milano 2007.<\/li>\n<li><i>Rasoi di seta. Giovanni Nuti canta Alda Merini, Sagap\u00f2 (s.l.), 2007.<\/i><\/li>\n<li><i>Antenate bestie da manicomio<\/i>, Manni, Lecce <a title=\"2008\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2008\">2008<\/a>. <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/8862660855\">ISBN 88-6266-085-5<\/a><sup id=\"cite_ref-33\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-33\">[33]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><i>Mistica d&#8217;amore<\/i>, Frassinelli, Milano <a title=\"2008\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2008\">2008<\/a>. Poesie, n. 16.<\/li>\n<li><i><a title=\"Lettere al dottor G\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lettere_al_dottor_G\">Lettere al dottor G<\/a><\/i>, prefazione di Arnoldo Mosca Mondadori. Frassinelli, 2008.<\/li>\n<li><i>Sonetti d&#8217;amore e angeliche pene<\/i>, LietoColle, Faloppio 2008.<\/li>\n<li><i>Canzoni \u00ab&#8217;a guapparia\u00bb, Gli amici<\/i>, edizione privata, Taranto <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>.<\/li>\n<li><i>Padre mio<\/i>, Frassinelli, <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>.<\/li>\n<li><i>Come polvere o vento<\/i>, introduzione di Giulio Ferroni, Manni, Lecce 2009. Pretesti, n. 384.<\/li>\n<li><i>Eroticamore. Passione e riflessioni<\/i>, LietoColle, Faloppio 2009.<\/li>\n<li><i>Il carnevale della croce. Poesie religiose. Poesie d&#8217;amore<\/i>, a cura di Ambrogio Borsani, Einaudi, Torino 2009. Collezione di Poesia, n. 381.<\/li>\n<li><i>Le madri non cercano il paradiso<\/i>, Albatros, Roma 2009.<\/li>\n<li><i><a title=\"Padre mio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Padre_mio\">Padre mio<\/a><\/i>, Frassinelli, Milano 2009. Poesie, n. 17.<\/li>\n<li><i>I poeti lavorano di notte<\/i>, Trieste, <a title=\"FrancoPuzzoEditore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/FrancoPuzzoEditore\">FrancoPuzzoEditore<\/a>, 2009, <a class=\"internal mw-magiclink-isbn\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Speciale:RicercaISBN\/9788888475318\">ISBN 978-88-88475-31-8<\/a>. <a title=\"Festival internazionale di poesia di Trieste\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Festival_internazionale_di_poesia_di_Trieste\">Premio Internazionale Trieste Poesia<\/a> 2009<\/li>\n<li><i>Elettroshock. parole, poesie, racconti, aforismi, foto<\/i>, Stampa Alternativa &#8211; Nuovi Equilibri, Viterbo 2010.<\/li>\n<li><i>Nuove magie: aforismi inediti 2007-2009<\/i>, Rizzoli, Milano 2010.<\/li>\n<li><i>Una piccola ape furibonda<\/i>, Giovanni Nuti canta Alda Merini, Milano, Sgap\u00f2, 2010.<\/li>\n<li><i>Il suono dell&#8217;ombra. Poesie e prose 1953-2009<\/i>, a cura di Ambrogio Borsani, <i>Mondadori<\/i>, Milano, <a title=\"2010\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2010\">2010<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<h3><span id=\"Scritti_critici_su_Alda_Merini\" class=\"mw-headline\">Scritti critici su Alda Merini<\/span><\/h3>\n<ul>\n<li><a title=\"Pier Paolo Pasolini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pier_Paolo_Pasolini\">Pier Paolo Pasolini<\/a>, <i>Una linea orfica<\/i>, <i><a title=\"Paragone (rivista)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paragone_%28rivista%29\">Paragone<\/a><\/i>, 60, <a title=\"1954\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1954\">1954<\/a>, pp. 82-87. Ora in <i>Saggi sulla letteratura e sull&#8217;arte<\/i>, <i><a title=\"Arnoldo Mondadori Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arnoldo_Mondadori_Editore\">Mondadori<\/a><\/i>, <a title=\"Milano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milano\">Milano<\/a> <a title=\"1954\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1954\">1954<\/a>, pp. 572-81.<\/li>\n<li><a title=\"Giancarlo Vigorelli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giancarlo_Vigorelli\">Giancarlo Vigorelli<\/a>, <i>La poesia della Merini e la &#8220;tentazione dei vivi&#8221;, <a title=\"La Fiera Letteraria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_Fiera_Letteraria\">La Fiera Letteraria<\/a>, 5 giugno <a title=\"1955\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1955\">1955<\/a>.<\/i><\/li>\n<li><a title=\"Folco Portinari\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Folco_Portinari\">Folco Portinari<\/a>, <i>La poesia alla quarta generazione<\/i>, <i><a title=\"Paragone (rivista)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paragone_%28rivista%29\">Paragone<\/a><\/i>, 62, <a title=\"1955\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1955\">1955<\/a>, pp.\u00a076\u201380.<\/li>\n<li><a title=\"Carlo Bo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Carlo_Bo\">Carlo Bo<\/a>, <i>Cinque anni di poesia<\/i>, <i><a title=\"Paragone (rivista)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paragone_%28rivista%29\">Paragone<\/a><\/i>, 74, <a title=\"1965\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1965\">1965<\/a>, pp.\u00a03\u201323.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Michele Pierri (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Michele_Pierri&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Michele Pierri<\/a>, <i>presentazione<\/i>, in <i>A. M., Le satire della Ripa<\/i>, <i><a class=\"new\" title=\"Laboratorio Arti Visive (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Laboratorio_Arti_Visive&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Laboratorio Arti Visive<\/a><\/i>, <a title=\"Taranto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Taranto\">Taranto<\/a> <a title=\"1983\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1983\">1983<\/a>, p.\u00a07.<\/li>\n<li><a title=\"Maria Corti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Corti\">Maria Corti<\/a>, <i>Follia e poesia<\/i> \u00ab<i><a class=\"new\" title=\"Il Cavallo di Troia (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Il_Cavallo_di_Troia&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Il Cavallo di Troia<\/a><\/i>\u00bb, 4, inverno <a title=\"1982\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1982\">1982<\/a>-primavera <a title=\"1983\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1983\">1983<\/a>, pp.\u00a079\u201380.<\/li>\n<li><a title=\"Giacinto Spagnoletti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giacinto_Spagnoletti\">Giacinto Spagnoletti<\/a>, <i>Introduzione a A. M.<\/i>, <i>La Terra Santa e altre poesie<\/i>, <i><a class=\"new\" title=\"Lacaita (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Lacaita&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Lacaita<\/a><\/i>, <a title=\"Manduria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manduria\">Manduria<\/a> <a title=\"1984\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1984\">1984<\/a>, pp.\u00a07\u201315.<\/li>\n<li><a title=\"Giorgio Manganelli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giorgio_Manganelli\">Giorgio Manganelli<\/a>, <i>Versi trovati dentro l&#8217;angoscia<\/i>, <i><a title=\"Corriere della Sera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corriere_della_Sera\">Corriere della Sera<\/a><\/i> 22 agosto <a title=\"1984\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1984\">1984<\/a>.<\/li>\n<li><a title=\"Giorgio Manganelli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giorgio_Manganelli\">Giorgio Manganelli<\/a>, <i>Prefazione a<\/i> <i>A. M.<\/i>, <i>L&#8217;altra verit\u00e0, Diario di una diversa<\/i>, <i><a class=\"mw-redirect\" title=\"Libri Scheiwiller\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Libri_Scheiwiller\">Libri Scheiwiller<\/a><\/i>, Milano <a title=\"1986\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1986\">1986<\/a>, pp.\u00a07\u20138.<\/li>\n<li><a title=\"Giovanni Raboni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Raboni\">Giovanni Raboni<\/a>, <i>Prefazione a<\/i> <i>A. M<\/i>. <i>Testamento<\/i>, <i><a title=\"Crocetti Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crocetti_Editore\">Crocetti Editore<\/a><\/i>, Milano <a title=\"1988\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1988\">1988<\/a>, pp.\u00a09\u201311.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Ambrogio Borsani (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Ambrogio_Borsani&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Ambrogio Borsani<\/a> <i>Nota in A. M<\/i>. <i>Delirio amoroso<\/i>, <i><a title=\"Il melangolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_melangolo\">il melangolo<\/a><\/i>, <a title=\"Genova\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Genova\">Genova<\/a> <a title=\"1989\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\">1989<\/a>, pp.\u00a069\u201371.<\/li>\n<li><a title=\"Renato Minore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Renato_Minore\">Renato Minore<\/a>, <i>La riscoperta di <a title=\"Emilio Villa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Emilio_Villa\">Emilio Villa<\/a> e Alda Merini<\/i>, <i><a title=\"Il Messaggero\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_Messaggero\">Il Messaggero<\/a><\/i> 20 luglio <a title=\"1989\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1989\">1989<\/a>.<sup id=\"cite_ref-34\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-34\">[34]<\/a><\/sup><\/li>\n<li><a title=\"Giovanni Raboni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giovanni_Raboni\">Giovanni Raboni<\/a>, <i>Alda, la prefazione del dolore<\/i>. \u00ab<a title=\"Corriere della Sera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corriere_della_Sera\">Corriere della Sera<\/a>\u00bb, 21 gennaio <a title=\"1990\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1990\">1990<\/a>.<\/li>\n<li><a title=\"Maria Corti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Corti\">Maria Corti<\/a>, <i>Introduzione a A. M.<\/i>, <i>Vuoto d&#8217;amore<\/i>, <a title=\"Giulio Einaudi Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Einaudi_Editore\">Einaudi<\/a>, <a title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\">Torino<\/a> <a title=\"1991\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1991\">1991<\/a>, pp.\u00a0V-X.<\/li>\n<li><a title=\"Stefano Crespi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stefano_Crespi\">Stefano Crespi<\/a>, <i>Gesti d&#8217;amore in baci di parole<\/i>, <i><a title=\"Il Sole 24 ORE\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_Sole_24_ORE\">Il Sole 24 ORE<\/a><\/i>, 1\u00ba dicembre <a title=\"1991\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1991\">1991<\/a>.<\/li>\n<li><a title=\"Tommaso Di Francesco\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tommaso_Di_Francesco\">Tommaso Di Francesco<\/a>, <i>Alda Merini, la mente aguzzata dal mistero, condanna vitale alla poesia<\/i>, \u00ab<a title=\"Il manifesto\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_manifesto\">il manifesto<\/a>\u00bb 13 dicembre 1991.<\/li>\n<li><a title=\"Fernando Bandini\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fernando_Bandini\">Fernando Bandini<\/a>, <i>La musa commentata<\/i>, \u00abL&#8217;Indice dei libri del mese\u00bb.<\/li>\n<li>Di Stefano Paolo, <i>Le mie prigioni: poesia e castigo<\/i>, <i><a title=\"Corriere della Sera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corriere_della_Sera\">Corriere della Sera<\/a><\/i>, 10 dicembre <a title=\"1992\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1992\">1992<\/a>.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Bruno Quaranta (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Bruno_Quaranta&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Bruno Quaranta<\/a>, <i>Regina Merini<\/i>, <i><a title=\"La Stampa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_Stampa\">La Stampa<\/a><\/i>, 22 luglio <a title=\"1995\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1995\">1995<\/a>.<\/li>\n<li><a title=\"Franco Loi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franco_Loi\">Franco Loi<\/a>, <i>Una poetessa che sa ascoltare il vento<\/i>, <i><a title=\"Il Sole 24 ORE\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Il_Sole_24_ORE\">Il Sole 24 ORE<\/a><\/i>, 26 novembre <a title=\"1995\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1995\">1995<\/a>.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Laura Allunno (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Laura_Allunno&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Laura Allunno<\/a>, <i>Nota in A. M<\/i>., <i>Ballate non pagate<\/i>, <i><a title=\"Giulio Einaudi Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Einaudi_Editore\">Einaudi<\/a><\/i>, <a title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\">Torino<\/a> <a title=\"1995\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1995\">1995<\/a>, pp.\u00a0V-VI.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Benedetta Centovalli (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Benedetta_Centovalli&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Benedetta Centovalli<\/a>, <i>Il volume del canto<\/i>, <i><a title=\"Nuovi Argomenti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nuovi_Argomenti\">Nuovi Argomenti<\/a><\/i>, 4, aprile-giugno <a title=\"1996\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1996\">1996<\/a>, p.\u00a048.<\/li>\n<li><a title=\"Maria Corti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Maria_Corti\">Maria Corti<\/a>, <i>Introduzione a A. M<\/i>., <i>Fiore di poesia 1951-1997<\/i>, <i><a title=\"Giulio Einaudi Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Einaudi_Editore\">Einaudi<\/a><\/i>, <a title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\">Torino<\/a> <a title=\"1998\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1998\">1998<\/a>, pp.\u00a0V-XX.<\/li>\n<li><a title=\"Guido Ceronetti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guido_Ceronetti\">Guido Ceronetti<\/a>, <i>Merini, una clandestina sulla coda della cometa<\/i>, <i><a title=\"La Stampa\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/La_Stampa\">La Stampa<\/a><\/i>, 21 novembre <a title=\"1998\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1998\">1998<\/a>.<sup id=\"cite_ref-35\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Alda_Merini#cite_note-35\">[35]<\/a><\/sup><\/li>\n<li>Ambrogio Borsani, Introduzione a A. M., <i>Superba \u00e8 la notte<\/i>, <i><a title=\"Giulio Einaudi Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Einaudi_Editore\">Einaudi<\/a><\/i>, <a title=\"Torino\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Torino\">Torino<\/a> <a title=\"2000\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2000\">2000<\/a>.<\/li>\n<li><a title=\"Gianfranco Ravasi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianfranco_Ravasi\">Gianfranco Ravasi<\/a>, Prefazione a A. M., <i>Corpo d&#8217;amore. Un incontro con Ges\u00f9<\/i>, <a title=\"Frassinelli\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Frassinelli\">Frassinelli<\/a>, <a title=\"Milano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Milano\">Milano<\/a> <a title=\"2001\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2001\">2001<\/a>, pp.\u00a0VII-XV.<\/li>\n<li><a title=\"Camillo De Piaz\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Camillo_De_Piaz\">Camillo De Piaz<\/a>, <i>Il dono di Alda<\/i>, in A. M., <i>Des Cartes (Descartes)<\/i>, <i><a class=\"new\" title=\"Vicolo del Pavone (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Vicolo_del_Pavone&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Vicolo del Pavone<\/a><\/i>, <a title=\"Piacenza\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piacenza\">Piacenza<\/a> <a title=\"2003\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2003\">2003<\/a>, pp.\u00a027\u201328.<\/li>\n<li>Roberta Alunni, <i>L&#8217;\u00abio\u00bb in scena<\/i>, <a title=\"Societ\u00e0 Editrice Fiorentina\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Societ%C3%A0_Editrice_Fiorentina\">Societ\u00e0 Editrice Fiorentina<\/a>, <a title=\"Firenze\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Firenze\">Firenze<\/a>, <a title=\"2008\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2008\">2008<\/a>.<\/li>\n<li><a title=\"Giulio Ferroni\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giulio_Ferroni\">Giulio Ferroni<\/a>, Introduzione a A. M., <i>Come polvere o vento<\/i>, Manni, <a title=\"Lecce\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lecce\">Lecce<\/a> <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>, pp.\u00a05\u201311.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Mario Baduino (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Mario_Baduino&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Mario Baduino<\/a>, <i>Alda Merini, sberle e poesia<\/i>, \u00abLa Stampa\u00bb, 2 novembre 2009.<\/li>\n<li><a title=\"Gianfranco Ravasi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gianfranco_Ravasi\">Gianfranco Ravasi<\/a>, <i>Lettere imprecise spedite all&#8217;amato<\/i>, <i><a title=\"L'Osservatore Romano\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/L%27Osservatore_Romano\">L&#8217;Osservatore Romano<\/a><\/i>, 2-3 novembre 2009.<\/li>\n<li>Paolo Di Stefano, <i>Alda Merini, la poetessa dei Navigli che cant\u00f2 i poveri, l&#8217;amore e l&#8217;inferno<\/i>, <i><a title=\"Corriere della Sera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Corriere_della_Sera\">Corriere della Sera<\/a><\/i>, 2 novembre <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Ambrogio Borsani (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Ambrogio_Borsani&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Ambrogio Borsani<\/a>, <i>Il buio illuminato di Alda Merini<\/i>, in <i>Il suono dell&#8217;ombra. Poesie e prose <a title=\"1953\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1953\">1953<\/a>&#8211;<a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a><\/i>, <i><a title=\"Arnoldo Mondadori Editore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arnoldo_Mondadori_Editore\">Mondadori<\/a><\/i>, Milano <a title=\"2010\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2010\">2010<\/a> pp.\u00a0IX-LXIII.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Riccardo Redivo (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Riccardo_Redivo&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Riccardo Redivo<\/a>, <i>Alda Merini, dall&#8217;<a title=\"Orfismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orfismo\">orfismo<\/a> alla canzone. Il percorso poetico (1947-2009)<\/i> (prefazione di <a title=\"Pino Roveredo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pino_Roveredo\">Pino Roveredo<\/a>), <a class=\"new\" title=\"Asterios editore (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Asterios_editore&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Asterios editore<\/a>, <a class=\"new\" title=\"Piccola bibliothiki (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Piccola_bibliothiki&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Piccola bibliothiki<\/a>, novembre <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>, pp.\u00a0240.<\/li>\n<li><a title=\"Aldo Nove\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aldo_Nove\">Aldo Nove<\/a>, <i>&#8220;Alda Merini. Poetessa punk&#8221;<\/i>, in <i><a title=\"Poesia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Poesia\">Poesia<\/a><\/i>, <i>Mensile internazionale di cultura poetica<\/i>, Anno XXII, dicembre <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>, N. 244.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Cristiana Ceci (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Cristiana_Ceci&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Cristiana Ceci<\/a>, <i>&#8220;Alda Merini: In manicomio avevo trovato la felicit\u00e0&#8221;<\/i>, in <i><a title=\"Poesia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Poesia\">Poesia<\/a><\/i>, <i>Mensile internazionale di cultura poetica<\/i>, Anno XXII, dicembre <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>, N. 244.<\/li>\n<li><a class=\"new\" title=\"Aldo Colonnello (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Aldo_Colonnello&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Aldo Colonnello<\/a>, <i>Alda Merini la Poetessa dei <a title=\"Navigli (Milano)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Navigli_%28Milano%29\">Navigli<\/a>, <a class=\"new\" title=\"Meravigli edizioni (la pagina non esiste)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/w\/index.php?title=Meravigli_edizioni&amp;action=edit&amp;redlink=1\">Meravigli edizioni<\/a><\/i>, Milano, <a title=\"2014\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2014\">2014<\/a>.<\/li>\n<li>Susan Stewart, Introduzione a <i>Love Lessons, Selected poems of Alda Merini, translated by Susan Stewart, <a title=\"Princeton University Press\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Princeton_University_Press\">Princeton University Press<\/a>, <a title=\"2009\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2009\">2009<\/a>.<\/i><\/li>\n<li>Luisella Veroli, <a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/luisella-veroli\/alda-merini-ridevamo-come-matte-9788877993519-6730.html\">Alda Merini &#8211; Ridevamo come matte<\/a>, La Vita Felice, 2011, MELUSINE Ass.ne Culturale<\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giuliano_Grittini\">Giuliano Grittini<\/a>, Maurizio Bonassina, <a href=\"http:\/\/poesia.lavitafelice.it\/scheda-libro\/giuliano-grittini-maurizio-bonassina\/cara-alda-9788877995483-136953.html\">Cara Alda. Un ricordo di Alda Merini tra testi e immagini<\/a>, La Vita Felice, 2013.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ringraziamo Valentina Di Cesare per l&#8217;articolo pubblicato su La Voce di New York il 14 gennaio 2020. &nbsp; ALDA MERINI &#8211; Notizie biografiche a cura de La casa delle Artiste &#8211; Casa delle Arti &#8211; Spazio Alda Merini Alda Giuseppina Angela Merini nasce il 21 marzo 1931 a Milano in viale Papiniano, 57 in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"template-full.php","meta":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/9"}],"collection":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/9\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lacasadelleartiste.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}